Guarda, tu e gli altri nulli come vi vedono dall'estero...
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[Deutsche Welle] 15/05/08 Germania
La libertà di stampa in Italia non è messa bene: Un giornalista biasima
pubblicamente il passato mafioso di politici e viene attaccato dalla
critica. Per questo motivo, tanti giornalisti preferiscono non toccare
questo argomento.
Il moderatore televisivo Fabio Fazio sapeva cosa rischiava avendo il
giornalista Marco Travaglio come ospite nella sua trasmissione. Travaglio
non dice le cose a metà , specie se si tratta della discussione di politici
italiani. È noto come il giornalista più critico d'Italia. Di conseguenza
durante la trasmissione ha detto apertamente quello che tutti già sapevano:
vent'anni fà Renato Schifani aveva lavorato con un boss della mafia.
Contrariamente a Travaglio nessuno ne parla, tantomeno pubblicamente. Così
non é il rapporto con la mafia che fa furore, bensì il fatto che se ne parli
apertamente.
Molti giornalisti non vogliono irritare Berlusconi
Il moderatore Fabio Fazio si è dissociato da Marco Travaglio già durante
l'intervista,
guardando imbarazzato la telecamera come se cercasse lo sguardo di Silvio
Berlusconi per porgli le sue scuse. Il motivo è che a Silvio Berlusconi non
piacciono assolutamente questo tipo di verità scomode sui suoi amici di
partito, tra i quali il politico siciliano di Forza Italia ed attuale
presidente del senato, Renato Schifani.
Il vero e proprio scandalo scivola in secondo piano: ossia, l'appena
nominato presidente del senato gestiva la società di brokeraggio
assicurativo Sikula Brokers assieme al socio Mandalà , boss mafioso in
seguito condannato, e aveva avuto l'incarico di esperto per il consiglio
comunale di Villabate, vicino a Palermo, consiglio poi sciolto per
infiltrazione mafiosa. È invece Travaglio ad essere additato per averne
parlato pubblicamente.
I politici si tengono uniti - contro i giornalisti
La televisione di stato, la RAI, che ha trasmesso in diretta il colloquio
con Marco Travaglio, si è gia espressa pubblicamente porgendo le sue scuse a
Schifani - soddisfando i partiti del governo. Ma anche Giovanna Melandri,
responsabile della comunicazione del governo ombra (l'opposizione), ha
salutato questa decisione. Nessuno del partito di Walter Veltroni ha difeso
Marco Travaglio. Ma il giornalista osteggiato c'è ormai abituato e non ci fa
caso poiché sa che non stà diffondendo falsità . "Sono giornalista e non mi
interessa cosa dicono i politici di me. I giornalisti devono informare sui
fatti ed è quello che ho fatto."
Marco Travaglio sa fare il suo mestiere ed ha un etica professionale, che
sembra persa da molti giornalisti italiani, ai quali e' stata praticamente
tolta. Secondo Travaglio è una tragedia che i giornali ormai si limitino a
scrivere quello che si è visto in televisione il giorno prima. Tali notizie
sono infatti scelte dai politici. "Attraverso organi di sorveglianza mettono
una museruola alla libertà di stampa, i giornalisti lo sanno, e si
comportano di conseguenza", dice Travaglio.
All'italiano interessa poco, cosa combinano i politici
Di conseguenza non ci sarebbe neanche bisogno di censura: se certi temi
vengono esclusi sin dal principio è perchè i giornalisti temono fastidi. Nel
contempo si osserva che la società italiana diventa sempre più ottusa. Tanti
italiani alzano le spalle annoiati quando si tratta delle vesti non tanto
candide dei loro politici. Lo scrittore Nanni Ballestrini la chiama
"dittatura morbida". Tutta la società ne sarebbe colpita sin dall'inizio
dell'Era Berlusconi.
Travaglio avrebbe detto qualcosa che non è nuovo e che si può verificare.
"Ma nessuno verifica perchè lascia indifferenti gli italiani. Al contrario:
se un politico si comporta così, vuol dire che è abile e lo si ammira
persino. Come Berlusconi, il cui fascino è suscitato anche dal fatto che è
iscritto a talmente tanti processi", dice Ballestrini. Ciononostante a
Berlusconi non piace se si parla pubblicamente nei media di questi processi.
Nelle sue stesse emittenti televisive basta una chiamata per impedire la
diffusione di notizie critiche. Nella televisione di stato, la RAI, la sua
influenza non è ancora così diretta, però è percepibile. In Italia sono i
partiti ad attribuire le posizioni nella direzione della RAI ai loro
candidati preferiti. E già molto presto si deciderà sulla nuova assegnazione
di queste posizioni.