La Campania e i suoi rifiuti: l'ombelico d'Italia
Franco Ortolani Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II
[18 Settembre 2008]
Nei mesi scorsi le immagini delle strade della Campania sommerse dai rifiuti
e del governo Prodi incapace di risolvere il problema hanno fatto il giro
del mondo. Le elezioni di aprile 2008 hanno determinato la scomparsa della
sinistra dal Parlamento e la vittoria del centro destra. Berlusconi in
campagna elettorale aveva promesso che avrebbe risolto l'emergenza rifiuti
in alcune decine di giorni; vinte le elezioni, e senza nuovi impianti, le
strade della Campania sono state in gran parte ripulite. Ha dimostrando così
di avere mantenuto la parola con capacità di governo riuscendo, finalmente,
ad imporre l'azione dello Stato in una Campania abitata da cittadini sporchi
e cattivi, amministrata da incapaci e per di più sottomessi alla malavita
organizzata.
E' straordinario: il destino politico-amministrativo dell'Italia sembra
imperniato sull'affare «emergenza-scandalo rifiuti in Campania». Analizziamo
scientificamente quanto accaduto negli ultimi mesi per eliminare la versione
«extraterrena» dei fatti che imporrebbe di richiedere che Berlusconi sia
fatto «santo subito».
Il Governo Prodi con la vittoria elettorale del 2006 ha ereditato la
ricorrente crisi; ha nominato Bertolaso nuovo Commissario al posto del
«sovraesposto» predecessore Catenacci. Bertolaso ha fatto del suo meglio per
fare aggravare la situazione proponendo anche una nuova discarica di tal
quale nel Parco Nazionale del Cilento e una a Valle Masseria di Serre, in un
sito non idoneo.
Tale proposta è stata l'occasione di uno «scontro pagliacciata» con l'allora
aspirante suicida ministro dell'ambiente Pecoraro Scanio che si è imposto
per realizzare la discarica a Macchia Soprana, sito sempre non idoneo. Nel
frattempo la sinistra parlamentare e governativa stava a guardare, sia pur
mugugnando, scavandosi la fossa. L'11 maggio 2007 Bertolaso ha fatto emanare
il decreto salvacampania, trasformato in legge n. 87 il 5 luglio successivo,
che imponeva la costruzione di 4 discariche per chiudere l'emergenza.
All'inizio di luglio un nuovo commissario Pansa ha sostituito Bertolaso con
il dovere di realizzare le discariche previste dalla legge 87. In 7 mesi non
ha attuato la legge e non è stato nemmeno richiamato da Prodi che lo ha
lasciato fare anche quando, a fine 2007, il Prefetto ha proposto la
realizzazione di discariche in siti non previsti dalla legge 87 e
palesemente non idonei tanto è vero che ha fa scoppiare una serie di
movimenti popolari in mezza Campania ed in particolare a Napoli dove si
proponeva la riapertura della discarica di Pianura.
Non solo Prodi ma anche vari ministri e amministratori, di fatto, hanno
condiviso l'attività di Pansa e le proposte «Prodicide e sinistracide». All'inizio
del 2008, con la Campania in subbuglio e invasa dai rifiuti è stato nominato
De Gennaro come nuovo Commissario di governo per 4 mesi; a fine mandato ha
iniziato a realizzare le discariche di Savignano Irpino e di Sant'Arcangelo
Trimonte che quasi un anno prima avrebbe dovuto costruire Pansa per salvare
la Campania come imposto dal Dl dell'11 maggio 2007.
La campagna elettorale si è caratterizzata per I'emarginazione dei partiti
della sinistra, per la sudditanza e poca credibilità dello schieramento di
centrosinistra e per l'impegno di Berlusconi a risolvere in poco tempo il
problema dei rifiuti, sicuro che avrebbe potuto contare sulle discariche
avviate da De Gennaro. I noti risultati elettorali di aprile 2008 hanno
certificato l'apparente suicidio del centrosinistra e l'autoeliminazione
della sinistra.
E' evidente chi ha perso [il centrosinistra] e chi ha guadagnato [il
centrodestra] politicamente. C'è anche chi ha guadagnato economicamente
grazie al centrosinistra e al centrodestra: ad esempio il gruppo Impregilo,
beneficiato dallo scadente Prodi con due ordinanze di grande valenza
economica [concessione del Cip 6 e possibilità di bruciare anche le balle e
i rifiuti fuorilegge nell'inceneritore di Acerra] e dal governo Berlusconi
che le ha subito ratificate e legalizzate. Questi eventi perdono la loro
straordinarietà se visti come la conseguenza di un perentorio ordine di
scuderia [almeno per quella parte del centrosinistra confluita nel Pd] per
preparare il terreno agli affari enormi resi agevolmente fruibili dalle
lobbies trasversali grazie al conseguente rilancio dell'emergenza rifiuti e
all'uso di poteri speciali sempre maggiori e autoritari. Ordine di scuderia
che potrebbe essere stato impartito dalla «confederazione delle lobbies che
contano» [quelle che comandano le mosse del centrodestra d'accordo con
quelle che guidano il centrosinistra].
La prospettiva era seria: si trattava di «comandare» l'Italia senza la
sinistra in parlamento, con una crescente riduzione della democrazia, senza
una opposizione degna di questo nome e una espansione incontrastata delle
attività lobbystiche e parassitarie in un paese sempre più «democraticamente
dittaturalizzato». Altro che problema locale! La Campania e i suoi rifiuti
sono al centro dell'attenzione e hanno rappresentato la base per il lancio
di chi attualmente comanda e si prepara, probabilmente, ad estendere il
«modello Campania» al resto dell'Italia.
http://www.carta.org/campagne/ambiente/15024