Anziana picchiata e rapinata in casa
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Anziana picchiata e rapinata in casa         

Group: italia.napoli.discussioni · Group Profile
Author: Hidalgo Velázquez
Date: May 31, 2008 17:44

ACERRA. Notte di terrore per unÂ’anziana settantasettenne del posto,
presa in ostaggio nel cuore della notte da due balordi, dal chiaro
accento partenopeo, che per costringerla a farsi consegnare oggetti di
valore e denaro contante, lÂ’hanno picchiata procurandole ferite ed
ecchimosi al volto ed alla tempia, giudicate guaribili in pochi
giorni, dai sanitari del pronto soccorso della casa di cura privata
Villa dei Fiori. Sul posto, avvertiti dalla stessa vittima, i
poliziotti che hanno provveduto a raccogliere, dalla stessa voce della
donna, un frammentario racconto dei fatti, ricostruendo in parte
l’accaduto ed avviando l’indagine. Per il momento, c’è il massimo
riserbo da parte degli investigatori locali, ma sembra quasi certo che
la coppia di balordi, che ha agito a volto coperto per non essere
riconosciuta, conoscessero bene la vittima, che vive sola allÂ’interno
di quella casa da oltre 25 anni. Ma passiamo ai fatti. Erano da poco
passate le 3,30 quando per Enza Auriemma, 77 anni, quando inizia
lÂ’incubo.
«Stavo dormendo – racconta con un filo di voce l’anziana – quando
improvvisamente si accende la luce sul mio comodino. Sorpresa e
spaventata, alzo lo sguardo e vedo la sagoma di un uomo alto e
massiccio, con il volto coperto da passamontagna, che con una mano
subito mi tappa la bocca, gridandomi di non urlare. DÂ’istinto, tento
in qualche modo di difendermi e di liberarmi dalla morsa di quel
criminale, ma non ci riesco. Per tutta risposta, quel pazzo, inizia a
colpirmi con pugni e schiaffi al capo ed al volto. Nel frattempo, noto
una seconda sagoma, che senza fiatare, apre le porte dellÂ’armadio,
iniziando a buttare per l’aria quanto vi era custodito. Più volte,
quello più grosso, che mi teneva in ostaggio, mi gridava in dialetto
napoletano: “Caccia i soldi, dicci dove li tieni altrimenti ti
ammazziamo”, e giù schiaffi e pugni tanto forti da tramortirmi. Ad un
certo punto – racconta la signora Enza con la voce rotta dalla
commozione - il più grosso dei due, sempre più furioso, tentava di
scipparmi gli orecchini e la collanina che indossavo. Comprendendo che
per me la situazione era divenuta critica, con quel poco di voce che
mi restava, li invitavo a desistere, consegnandogli spontaneamente sia
la collanina (un ricordo della mia cara mamma), che gli orecchini, che
per me avevano solo un valore affettivo. Ad un certo punto, quello che
mi teneva ferma sul letto, pensando che nel frattempo fossi svenuta,
mi ha lasciata per raggiungere il complice che nel frattempo si era
spostato nella cucina alla ricerca di qualche banconota. Aiutata da
una forza innaturale, mi sono alzata dal letto, ho aperto la porta
della camera da letto che va allÂ’interno del cortile e sono fuggita
sulla strada principale. Ho bussato alla porta di una mia parente e
abbiamo avvertito la polizia».
Un vero e proprio incubo, durato almeno per oltre sessanta minuti.
Alcuni anni fa, anche un fratello della signora Enza, venne
selvaggiamente aggredito e picchiato da due giovani che lo attesero
sotto il portone di casa, malmenandolo per rapinarlo. Da quella vile
aggressione, Angelo Auriemma, che per una vita intera aveva fatto il
commerciante, non si riprese più, morendo mesi dopo, tra la
disperazione e lÂ’affetto dei suoi cari.

Il Giornale di Napoli del 30/05/2008
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