A:Paolo Biondani
Da: Staff della Redazione di
Tiropratico.com
Oggetto: Articolo "Italia armata"
Che noi si possa essere di parte è cosa chiara, viviamo il mondo delle armi
come un tifoso quello del calcio, quindi che si prendano le difese di un
intero "popolo" di tiratori, cacciatori, collezionisti, amatori, ecc, è da
una parte cosa aspettata e dall'altra dovuta, quali rappresentanti sul web
di uno dei principali e più visitati siti sul tema.
Cercheremo però di non cadere nel "deja vu'", nel ripetere quello che
centinaia di persone stanno scrivendo nei vari news group o nello stesso
V.s. sito a causa dell'articolo in oggetto, vediamo cosa possiamo scoprire
di inesatto in quanto espresso.
Innanzi tutto voglio dirle, caro Paolo, che non parla però dei morti
causati da pluripregiudicati, armati di armi clandestine, spesso rubate alle
stesse nostre forze dell'ordine o forze armate e lasciati liberi da leggi
permissive, non cita i folli che armati di soli coltelli uccidono tutti i
giorni, possiamo risalire anche al '91 con Pietro Maso che uccise i genitori
usando delle spranghe di ferro, Erika e Omar non usarono armi a fuoco e
anche ieri è bastato un coltello, nessuno sparo, nessuna licenza di porto
d'armi però la tragedia è avvenuta ugualmente.
Forse possiamo criminalizzare tutte le nostre massaie che tengono i coltelli
nel cassetto mentre dovrebbero averli chiusi in cassaforte e dovrebbero
munirsi di licenza di cucina per addoperarli ?
Ma vogliamo fare un esperimento !? Per magia facciamo scomparire tutte le
armi dalla faccia della terra: si annulleranno anche gli omicidi ?? Io dico
di no, anzi il più grosso avrà la meglio sul più debole e piccolo, agli
incroci, per uno stop non rispettato, l'uomo più grande pesterà a sangue il
più piccolo fino a trovare lui stesso uno che lo pesterà , magari a morte. E
poi armi ce ne sono ovunque e di ogni tipo, tecnicamente tutto può essere
usato come arma, dal martello alla forbice, dallo scalpello al crick
dell'auto tutti oggetti usati per portare a termine omicidi da quando questi
oggetti sono apparsi nell'uso comune.
Eppure sempre con le armi si va a finire e si che non è affatto il modo più
semplice, vogliamo fare un altra prova ?! Se io volessi colpirla, caro Paolo
(lungi da me pensarlo, ritengo Lei sia perona coerente e capace ma è solo un
esempio per non coinvolgere nessuno se non noi stessi), se usassimo un arma
dovremmo cercare di colpirla in un luogo dove lo sparo non sia sentito
......... difficile probabilmente nessuno di noi si apparta cosi tanto da
essere fuori dalla portata di un orecchio. Allora cosa non è meglio di una
spranga una sera dietro l'angolo, un colpo, forse più di uno, non so, non
sono esperto, in perfetto silenzio e via, o un lungo coltello o che dire di
una lancia fatta con un ferro appuntito.... perchè allora sempre le armi da
fuoco, rumorose .... perchè la colpa è sempre loro ??!!
Non sono le armi a fuoco, come vogliono farle credere, a fare si che le
statistiche siano in aumento, ma la possibilità di farla franca, la pena
mite, le scarcerazioni facili, le lunghezze giudiziarie..... Lo stesso Di
Pietro riconosce che il nostro Paese è il migliore dove fare una rapina.
Torniamo all'articolo, Lei afferma che cifre ufficiali non ne esistono ma
poi ne fa un elenco che sembra uscito fresco dal cassetto di un ufficiale
della PS, tutto incentrato sulle armi, nessun riferimento a omicidi efferati
eseguiti con altre modalità , niente bombe, annegamenti, stupri, niente di
niente. Come se tutto sia permesso ma con le armi no ! Insomma ammazzatevi
ma non usate una pistola.
Già , gli omicidi hanno fatto fare "boom" alle licenze di porto d'armi
sportivo: ma mettere in relazione una licanza per lo sport con gli omicidi
in italia, è come dire che con l'aumentare delle partite ci sono stati più
morti nei campi di calcio quindi: diminuire le partite anzi... eliminarle !!
La logica deve valere per tutto e non solo per le armi.
E cosi si scopre l'acqua calda: "Come il boom delle licenze di porto d'armi
'per uso sportivo'. Una crescita improvvisa, considerata molto sospetta
soprattutto nelle aree dove è più sentito l'allarme sicurezza." Sospetta ??
cosa c'è di sospetto se i cittadini non si sentono protetti e pensano allora
di proteggersi da soli ? O forse, caro Paolo, Lei desidera che i cittadini
non siano protetti e non si proteggano per lasciare via libera alla
delinquenza ??!! Già , perchè qualcuno potrebbe anche pensare a una politica
tanto sfacciata, riducendo i fondi alle Forze dell'Ordine, riducendo le
pene, aumentando indulti e sospensioni... e Lei considera una crescita
improvvisa di armi nelle case una cosa sospetta ?? Io dico che gli
Italiani, non essendo più seguiti e protetti dallo Stato, sanno di dover
difendersi da soli e che si dica dell'armarsi sconsiderato, la risposta ai
delinquenti che ti entrano in casa e ti stuprano figlia e moglie non può
essere il perdono: dove sono sua figlia e sua moglie quando Lei, sig. Paolo,
non è a casa ?? Sarebbe più sicuro se sua moglie fosse un esperta di tiro
sportivo ?? Magari anche solo di karate, ma tanto uccide anche quello.
Non commentiamo quanto espresso su "Pippo il pazzo", i giornali tutti e non
solo il Suo, non criticheranno mai la "casta", dottori, dirigenti e
magistrati, che hanno permesso a Pippo 'o pazz' di detenere armi, non è
quindi (come vede) colpa del mondo degli sportivi o dei cacciatori o di chi
si occupa di armi ma piuttosto di chi deve fare un controllo più accurato. E
qui cade l'asino, direbbe il nonno, in realtà il controllo c'è, visite,
certificati, dichiarazioni ma l'Italia del menefreghismo, quella che da ai
dirigenti dieci, quindici mila euro al mese e lascia gli agenti a rischiare
in strada a mille euro, nasconde anche queste cose, chi fa i controlli non
ha tempo perchè oberato da mille altri impegni e i dirigenti mica possono
mettersi a farlo con il loro stipendio. Pippo o' pazzo è quindi libero in
ogni città anche oggi, ma non perchè ha una licenza sportiva, come sul
giornale sembra voler far credere, ma perchè tutti lo sanno ma nessuno fa
nulla: in un Paese serio si sarebbe già intervenuto, qui si scrivono tante
cose sui giornali, si fa tanta politica ma poi Pippo o' pazzo rimane sempre
libero.
Per quanto riguarda la diminuzione dei porto d'armi per difesa, questi non
vengono quasi più rilasciati, siamo quindi sicuri che le domande sono state
anche più di 35.000 questo a portato questi signori a cui è negato un porto
d'armi a richiedere una licenza sportiva, almeno per allenarsi al tiro
qualche volta. Cosi 12.000 porti d'arma si sono trasformati in licenze
sportive, Lei sul giornale dichiara che sono 14.000 le licenze in più: tutto
rientra nella norma, 14.000 meno 12.000 uguale 2.000 licenze in più è un
fatto fisiologico, migliaia di giovani diciottenni si sono avvicinati al
mondo sportivo del tiro, cioè duemila. Mancano all'appello sempre 150.000
licenze di caccia in meno che cosi sono rimaste ..............quindi ......
le licenze in Italia sono diminuite !!!
Citiamo ancora dall'articolo: "Tutti i funzionari delle questure
interpellati da 'L'espresso', da Milano a Roma, dalla Campania al Nord-est,
concordano che "le autorizzazioni per uso sportivo sono diventate lo
stratagemma più diffuso per aggirare la legge". Un trucco, insomma. Con
un'aggravante. "In passato il tiratore era obbligato a dichiarare il
poligono prescelto e a raggiungerlo seguendo un percorso rigidamente
prefissato", spiegano i poliziotti: "Oggi invece un calabrese di Platì, se
viene fermato con un'arma tra Milano e Varese, può dire che sta andando ad
allenarsi nella cava di un amico". Questi funzionari le hanno detto una
solenne menzogna a cui Lei ha creduto e non ha nemmeno provveduto a
informarsi: grave per un giornalista di fama, ma forse Lei non è di fama.
Con le licenze sportive è possibile trasportare l'arma su tutto il
territorio Italiano per giustificato motivo, CIRCOLARE 559/C-3159-10100(1)
del 17 febbraio 1998. Il '98 è una data che Lei non ha considerato, quindi è
possibile per legge trasportare le armi da prima del periodo da Lei
considerato. Precisiamo che la licenza sportiva del TSN ha il percorso
assegnato ma viene rilasciata dalle sezioni di TSN (ex carta verde), con la
licenza delle questure si è abilitati per quanto espresso nella circolare
http://www.tiropratico.com/normativa/CIRCOLARI/trasporto%%20armi%%20comuni.html
questo vuol dire che lei ha scritto l'articolo senza nemmeno consultare
internet dove queste informazioni sono sotto gli occhi di tutti.
Saltiamo le stupidaggini dette dal Giardullo a cui abbiamo risposto,
passando oltre leggiamo: "Anche comprare fucili e pistole è diventato più
facile. Alle normali armerie oggi si affiancano il commercio su Internet".
Lei ha comprato armi su internet o almeno ci ha provato ?? Ci è riuscito ??
Io no ! Per acquistare per posta ci vuole una speciale licenza della
Prefettura e la disponibilità dell'armeria: non tutte le armerie lo fanno e
non tutte le Prefetture rilasciano ai privati la licenza, solitamente
riservata alle armerie. La prossima volta si informi meglio prima di
scrivere. Inoltre i privati che vendono, solitamente lo fanno solo con chi
poi si va di persona a ritirare l'arma, non potendo fare altrimenti.
A pagina 4 dell'articolo apparso sul web, gli strafalcioni non si contano,
primo tra tutti" Negli Stati Uniti se ne contano 90 ogni cento abitanti" e
si parla di omicidi. Probabilmente il mese prossimo l'America sarÃ
spopolata... poi si cita il tasso di decessi provocati dalle armi opponendo
Stati Europei all'Inghilterra che ha il tasso più basso di tutti: ma quale
tasso.... in inghilterra le armi sono state proibite da Blair e quindi è
chiaro che se uno uccide lo fa con il coltello..... e dove sono le
statistiche ?? Ma come, non ci sono, eppure sembra che il governo sia in
crisi a causa dell'elevato numero di furti in appartamento con inquilino
ferito o morto.
Passiamo oltre.
Non ci soffermiamo sulla parte riguardante la caccia, per la quale
associazioni preposte dovrebbero dire la loro, citiamo invece: "purché
manchi la raffica, che peraltro è facile riadattare" ... perchè Lei ha giÃ
riadattato un kalasnicov ?? Mi spiega come si fa che io non ci riesco ??
L'eliminazione della raffica prodotta a norma di legge dall'importatore,
impedisce sempre che sia ripristinabile il sistema a raffica e Le posso
garantire che non ci si riesce. Le leve interne vengono asportate e gli
spazi riempiti a saldatura elettrica, per riadattare l'arma si dovrebbe
avere un arma originale da cui prendere le parti mancanti e le casse..... ma
tanto vale cercare un arma clandestina originale, perchè i rattoppi fanno
solo inceppare le armi.
Si parla poi di pazzi, e possiamo anche essere d'accordo che questi devono
essere disarmati ma questa affermazione ci sorprende: "Sono casi come questi
a spiegare perché tutte le forze di polizia continuano a pensare che l'uso
delle armi debba restare monopolio dello Stato" ... Veramente è lo Stato a
dire che il monopolio delle armi deve rimanere a lui, nessuno stato al mondo
ama che il proprio popolo si armi, tantomeno quello Italiano. Su quello che
pensano le Forze dell'Ordine, il suo articolo dimostra che Lei non ha
seguito minimamente i News group della Polizia di Stato, in cui si afferma
il contrario.
Arriviamo ora all'età per sparare nei poligoni di TSN, questa è sancita in
10 anni l'età minima ma già dal lontano 1995, ben prima del tempo preso in
considerazione da Lei, e fino a 16 anni si spara solo con aria compressa e
da 16 a 18 solo con il permesso del genitore ..... ma questo non appare
nell'articolo... si possono usare pistole di piccolo calibro.
Ma è bello come un articolo viene scitto, leggiamo: "A Como quattro classi
del liceo Ciceri (ex magistrali) hanno fatto educazione fisica sparando al
poligono di Camerlata. Entusiastici i commenti delle 17-18enni intervistate
dal quotidiano 'La Provincia'. "Mi piace fare centro". "Non pensavo di avere
questa mira". "Mi sono trovata bene in particolare con la carabina ed il
fucile". Sembra che si sia rischiata una carneficina mentre questi ragazzi
hanno sparato con piccole armi ad aria compressa, le stesse che tutti
abbiamo usato in campagna per sparare ai barattoli, denominate "a ridotta
capacità offensiva" perchè incapaci di uccidere.
Si finisce parlando meglio degli omocidi in famiglia, difficili da
controllare non tanto per la presenza di armi ma perchè inarrestabili, la
presenza di un coltello in casa, di un martello o un tubo non fermerà mai
questi folli, ma questa percentuale non può mettere in cattiva luce migliaia
di onesti cittadini perchè allora si potrà dire che tutti i tifosi sono
violenti e pericolosi, che tutti i patentati sono possibili stragisti e cosi
via.
Sig. Paolo, non pensiamo minimamente che Lei possa riscrivere l'articolo o
farne uno contrario, tanto meno crediamo che il Suo giornale dia spazio alla
nostra voce, ma siamo sicuri che ora almeno un dubbio Lei lo avrà .
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