"pirex" ha scritto nel messaggio
news:sIoWj.77269$FR.304363@twister1.libero.it...
> 2008-05-13 15:51
> EINSTEIN: LA RELIGIONE? SUPERSTIZIONE INFANTILE
> LONDRA - Per Albert Einstein Dio "non è nient'altro che
l'espressione
> e il prodotto delle debolezze umane" e la Bibbia è "una raccolta di
leggende
> dignitose ma primitive". In una lettera poco nota del 1954, che sarÃ
messa
> all'asta a Londra nei prossimi giorni dopo essere stata per mezzo secolo
in
> una collezione privata, lontana da occhi indiscreti, il più grande
fisico
> del ventesimo secolo è molto critico nei confronti delle religioni
rivelate
> e non risparmia nemmeno la sua, quella ebraica. La lettera fu scritta a
mano
> in tedesco dal teorico della Relatività il 3 gennaio del 1954, quindici
mesi
> e mezzo prima della sua morte avvenuta a Princeton negli Stati Uniti.
>
> E' indirizzata al filosofo Eric Gutkind, che gli aveva spedito
copia
> di un suo libro sulla Bibbia. Sarà venduta al miglior offerente giovedì
> prossimo dalla casa d'aste 'Bloomsbury Auctions'. Secondo gli esperti
vale
> circa diecimila euro. Sul rapporto di Einstein con la religione e con
Dio
> sono state pubblicate decine di libri, con le tesi più disparate, a
sostegno
> o a confutazione dell'ateismo. Il geniale autore dell'equazione E=mc2
amava
> il linguaggio teologico e nel 1926 se ne uscì con uno dei suoi più
famosi
> aforismi quando disse per supportare la sua convinzione di una
intrinseca
> razionalità nell'architettura dell'universo: "Dio non gioca a dadi".
>
> Un altro suo stracitato aforisma suona così: "La scienza senza
> religione zoppica, la religione senza scienza è cieca". La lettera a
Gutkind
> sembra però portare massicciamente acqua al mulino di chi considera
> Einstein - educato nella religione ebraica da genitori non credenti e
per un
> certo tempo studente di una scuola elementare cattolica - in piena
sintonia
> con l'ateismo moderno. Nella missiva il fisico è in effetti tranciante:
> liquida come infantili le "leggende" della Bibbia e sottolinea che "per
> quanto sottile sia nessuna interpretazione può modificare quel dato".
>
> "Per me - confida all'amico filosofo - la religione ebraica é al
pari
> di tutte le altre un'incarnazione delle più infantili superstizioni. E
per
> me il popolo ebraico, al quale sono contento di appartenere e con cui
sento
> una profonda affinità mentale, ha le stesse qualità di tutti gli altri
> popoli. In base alla mia esperienza non sono meglio degli altri gruppi
umani
> anche se la mancanza di potere li protegge dai peggiori cancri. Non vedo
in
> essi nulla di eletto".
>
> Tendenzialmente panteista se si tiene conto del suo desiderio di
> "sperimentare l'universo come un unico tutto cosmico" e di vivere il
> "sentimento religioso del cosmo", Einstein si rifiutò sempre in vita di
> venire monopolizzato dagli ateisti militanti: lo irritavano la loro
mancanza
> di umiltà e la loro incapacità di comprendere "l'eterno mistero del
mondo".
> Curiosamente, pur essendo stata venduta una prima volta all'asta nel
1955
> prima di essere inghiottita dentro un'imprecisata collezione privata, la
> lettera proposta a Londra da Bloomsbury Auctions non figura sul libro
più
> autorevole pubblicato in argomento, 'Einstein e la religione' di Max
Jammer,