Bobby Hutcherson - Oblique
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Re: Bobby Hutcherson - Oblique         


Author: sv
Date: Sep 3, 2007 06:32

Il 28 Ago 2007, 16:22, facchi.jazz@libero.it (facchi) ha scritto:
> Il 28 Ago 2007, 15:43, redrecords@iol.it (sv) ha scritto:
>>
>
>> Credo che a molti frequentatori del NG suggerire di ascoltare questi
>> indiscussi maestri sia non solo positivo
>> ma anche meritorio. Visto che la critica ufficiale non lo fa anche
perchè
>> sono loro per primi, i cosiddetti critici con qualche rara eccezione, a
>> conoscerle poco e ad averle capite ancor meno.
>
> posso anche concordare su questo, ma il punto è che, proprio se vuoi
essere
> divulgativo e più corretto della critica che biasimi, non puoi ridurre la
> storia del jazz sempre ad una manciata di nomi di tuo gradimento e se uno
ti
> legge da qualche anno su questi schermi nota questo.
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Re: Bobby Hutcherson - Oblique         


Author: Luca Conti
Date: Sep 3, 2007 07:06

On Mon, 03 Sep 2007 13:32:22 GMT, redrecords@iol.it (sv) wrote:
>Anche Dave Liebman ha registrato Caravan in versione Latin.

Ma almeno in questo caso Liebman ha scoperto l'acqua calda (al di là
del fatto che quella di Liebman sia una bella rilettura). Hai idea
delle decine e decine di versioni "latin" di Caravan che sono state
incise negli ultimi sessant'anni e oltre?
>Quindi presupporre che un musicista e un pianista che viene organicamente da
>quel mondo e da quelle culture e che abbia anche assimilato, molto ben
>assimilato direi, il lessico del jazz innestando in esso temi e ritmi
>insoliti e inconsueti per le nostre orecchie è una operazione di sintesi,
>fusione, interessante, sulla carta perchè poi bisogna vedere il risultato,
>che è tipica del jazz, anche se fino ad ora poco usata su questi materiali,
>e anche tipica dei tempi che viviamo in cui globalizzaqzione e
>localizzazione vanno a braccetto.

Sul fatto che sia stata poco usata fino a oggi ho qualche dubbio,
visto che gli incontri tra jazz e folk sono prassi comune nel jazz
almeno dagli anni Cinquanta.
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Re: Bobby Hutcherson - Oblique         


Author: facchi
Date: Sep 3, 2007 08:13

Il 03 Set 2007, 15:32, redrecords@iol.it (sv) ha scritto:
> Su questi altri, quelli che cito spesso, credo che il pubblico ma anche
> molti musicisti, almeno in Italia e in Europa, debbano scoprire ancora
> molto. Anzi il loro apporto alla storia del jazz deve ancora essere
> pienamente valutato e che, una volta fatto questo, anche gli altri grandi
> potranno essere collocati in una prospettiva storica più veritiera. Senza
> nulla togliere ma anche senza nulla aggiungere.

Non sono del tutto d'accordo col tuo ragionamento, soprattutto nel metodo
che indichi, perché la grandezza di musicisti come Armstrong, come Ellington
come Davis o come Coltrane, tanto per citare casi eclatanti e significativi,
non ha alcun bisogno di attendere la piena valutazione di chicchessia,
tantomeno quella di Joe Henderson o Jackie Mc Lean o di Bobby Hutcherson,
per "essere collocati in una prospettiva storica più veritiera", come dici.
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Re: Bobby Hutcherson - Oblique         


Author: sv
Date: Sep 3, 2007 12:07

> Bah, mi sembra riduttivo e approssimativo il ragionamento.
> Il lavoro di Ellington su contaminazioni di tipo latino, o comunque con
> altre culture musicali oltre (o forse si dovrebbe parlare di una sorta di
> integrazione dei linguaggi musicali con baricentro il jazz., perché questa
> fu l'intuizione di Duke e di altri) l'afroamericana è andato ben oltre il
> mero aspetto coloristico che indichi, a mio avviso.
> In generale Ellington ha sempre lavorato su progetti di integrazione dei
> linguaggi musicali per tutta la sua vita, con una progettualità ed una
> lungimiranza straordinarie, quasi uniche: tra bianco e nero americano (es.
> Black Brown & Beige), tra cultura musicale afroamericana e caraibica (vedi
> Moonlight Fiesta, Caravan, appunto, Conga Brava e altro ancora di
> successivo) tra quella afroamericana e quella europea e via discorrendo,
ma
> sempre filtrata dal suo punto di vista. Di strade ne ha aperte molte, come
> per altri versi un Davis, un Armstrong o un Coltrane, i quali hanno
lasciato
> impronte rintracciabili anche oltre il jazz.
> In questo senso Ellington fu un pioniere su certe intuizioni sin dagli
anni
> '30, anche con l'aiuto dei musicisti della sua orchestra (Tizol, ad ...
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Re: Bobby Hutcherson - Oblique         


Author: sv
Date: Sep 3, 2007 12:28

Il 03 Set 2007, 16:06, Luca Conti ha scritto:
> On Mon, 03 Sep 2007 13:32:22 GMT, redrecords@iol.it (sv) wrote:
>
>>Anche Dave Liebman ha registrato Caravan in versione Latin.
>
> Ma almeno in questo caso Liebman ha scoperto l'acqua calda (al di là
> del fatto che quella di Liebman sia una bella rilettura). Hai idea
> delle decine e decine di versioni "latin" di Caravan che sono state
> incise negli ultimi sessant'anni e oltre?

Ne sono stae fatte centinaia, forse migliaia.
Resta il fatto che Caravan suona sia Latin che Middle East.
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Re: Bobby Hutcherson - Oblique         


Author: facchi
Date: Sep 4, 2007 01:19

Il 03 Set 2007, 21:07, redrecords@iol.it (sv) ha scritto:
>
>> A mio parere alcuni grandi del jazz, di queli che tu citi più forse
> qualcun'altro,
> sono anch'essi grandi della storia della musica, imho. Per lo meno del
900.
> Non credo che tu o io stabiliremo chi essi siano ma sarà la storia e il
> tempo a decretarne chi.
> I valori che oggi possono sembrare consolidati e anche alcune clamorose
> sottovalutazioni possono con il tempo essere rivisti.
> Non è certo il caso di Ellington o forse di Davis ma, è per me certo ma
> anche per qualcun altro, che qualcuno non è considerato per quel che
> realmente vale e per l'influenza esercitata sui musicisti della sua e
delle
> generazioni future.

Prima di parlare di sopra o sottovalutazioni bisogna porsi un problema di
ambito di collocazione del musicista di cui si intende valutare la portata
del contributo al linguaggio.
In fisica o matematica...
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Re: Bobby Hutcherson - Oblique         


Author: Luca Conti
Date: Sep 4, 2007 02:15

On Mon, 03 Sep 2007 19:28:19 GMT, redrecords@iol.it (sv) wrote:
>Essenzialmente perchè Zorn e Threadgill mi sembrano jazzisticamente deboli.
>Questi al confronto di Tyner, Hutcherson di Medina, Dorham, etc.. fanno
>ridere e sinceramente non capisco come si possa fare un paragone di valore
>fra questi e quelli.
>Dei giganti messo a confronto con dei pigmei mi sembra un insulto.

Mah. Dare di pigmeo a Threadgill è un'affermazione talmente grottesca
da non richiedere ulteriori commenti.

Proprio perché il relativismo sembra imperare (in musica e altrove),
non si può fare di ogni erba un fascio e lasciar credere che il
Mantilla sbiadito, per non dire inconsistente, di questi ultimi anni
stia ancora proponendo chissà che innovazioni. Lo stesso vale per
Kapedani che, se mi consenti, ha ancora tutto, ma tutto da dimostrare.

Certo che ci sono le differenze di valore, ma non tra Tyner o
Threadgill (che è figura di assoluto rilievo nel jazz degli ultimi
trent'anni, e lavora con ottimi risultati proprio sui materiali che tu
suggerisci come potenzialmente innovativi).
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Re: Bobby Hutcherson - Oblique         


Author: sv
Date: Sep 4, 2007 03:35

> Mah. Dare di pigmeo a Threadgill è un'affermazione talmente grottesca
> da non richiedere ulteriori commenti.

Grottesco a me pare che si possa sostenere che Threadgill sia un grande del
jazz.
Però ovviamente posso sbagliare. Lo sentito diverse volte in concerto e
qualche volta
su disco. Non rientra nei miei standard strumentali ne compositivi.
E' uno di quei musicisti di cui si possono, talora, apprezzare le idee ma di
cui si constata
la scarsa capacità di tradurle in una pratica esecutiva e
interpretativad'alto livello.
Se poi confrontiamo la sua abilità strumentale con quella dei grandi
altosassofonisti
semplicemente non esiste.
Un musicista per gente molto blasé, troppo blasé per i miei gusti.
> Proprio perché il relativismo sembra imperare (in musica e altrove),
> non si può fare di ogni erba un fascio e lasciar credere che il
> Mantilla sbiadito, per non dire inconsistente, di questi ultimi anni
> stia ancora proponendo chissà che innovazioni.
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Re: Bobby Hutcherson - Oblique         


Author: sv
Date: Sep 4, 2007 04:46

Che certi autori li conoscessi poco era per me palese.
Vedo che stai recuperando. Non posso che compiacermene.
Soo ovviamente d'acordo su Armstrong e Ellington.
Un po meno su Davis ma un dubbio mi attanaglia
Dove li metti Charlie Parker, Gillespie, Powell o Monk ???
Non ne parli mai. Cos'è li hai rimossi ???

In quanto alla equazione norietà sinonimo di valore avrei qualche
perplessità.
Van Gogh o Modigliani, tanto per fare degli esempi fuori dal seminato, in
vita facevano la fame
e molto dopo morti sono diventati...
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Re: Bobby Hutcherson - Oblique         


Author: facchi
Date: Sep 4, 2007 06:26

Il 04 Set 2007, 13:46, redrecords@iol.it (sv) ha scritto:
> Che certi autori li conoscessi poco era per me palese.
> Vedo che stai recuperando. Non posso che compiacermene.
> Soo ovviamente d'acordo su Armstrong e Ellington.
> Un po meno su Davis ma un dubbio mi attanaglia
> Dove li metti Charlie Parker, Gillespie, Powell o Monk ???
> Non ne parli mai. Cos'è li hai rimossi ???
>
> In quanto alla equazione norietà sinonimo di valore avrei qualche
> perplessità.

????
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