Re: Andrew Hill : l'ultimo concerto
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Re: Andrew Hill : l'ultimo concerto         

Group: it.arti.musica.jazz · Group Profile
Author: sv
Date: May 28, 2008 01:55

Gary Burton é un virtuoso del vibrafono ed ha innovato la tecnica dello
strumento ma
artisticamente non mi ha mai convinto ne sedotto.

Hutcherson sia come solista, leader è compositore è ad un altro livello. La
sua musica, un po come quella di Joe Henderson, è geniale, profonda,
totalmente inserita nela tradizione nera del jazz ma contemporaneamente
anche molto aperta a suggestioni contemporanee. Si veda ad esempio il brano
dedicato a Satie contenuto
in Happenings in quartetto con Herbie Hancock, Joe Chambers e, se non
sbaglio, Herbie Lewis al basso.
Uno dei suoi primi Blue Note.
Oppure il geniale trattamento del brano di Ornette Coleman "una muy bonita"
in Stick Up con Joe Henderson, Tyner, Higgins e non ricordo il bassista.
Oppure Medina con Harlod Land o le sue partecipazioni come "sideman"
in dischi di McLean, Tyner, Hancock, etc.
Il suo contributo come sideman a dischi giustamente celebrati come Idle
Moment di Grant Green, dove la sequenza degli assoli di Green, Pearson,
Henderson e Hutcherson è una lezione sul blues e sulla sua cultura fatta con
totale devozione, umiltà, spessore e grande modernità. Ma anche "The Kicker
", a mio avviso, non è da meno in questo e altri sensi.
E qualcuno mi dovrebbe anche spiegare perchè queste opere, che io trovo
seminali, siano meno importanti o di secondaria importanza rispetto a
registrazioni molto più famose ma artisticamente non di livello superiore e
a volte, forse, anche inferiori.
Evito di citare titoli per evitare inutili polemiche.

L'Hutcherson degli anni 70 è sempre lo stesso ma un certo fuoco è andato
perso. Le circostanze, il luogo, i musicisti che si avevano a disposizione
più di tanto non potevano dare ma il tocco del grande maestro, l'eleganza e
una musicalità unica quanto identificabile rimane inalterato.
Hutcherson non è un grande sottovalutato, come Joe Henderson - ma ci
metterei anche Bergonzi, Watson e qualcun altro - perchè la stima dei suoi
colleghi è inossidabile ma un musicista talmente sofisticato che può essere
apprezzato compiutamente solo da persone dotate di sensibilità, intelligenza
e soprattutto cultura specifica adeguata alla bisogna. Apprezzarlo è una
conquista della mente e dello spirito ma, sopratutto, bisogna che chi ne sa
di più si sforzi di orientare i più giovani o quelli che ne sanno di meno ad
ascoltare questi grandi che hanno fatto grande il jazz.

Non conoscere certi musicisti e certe opere e limitarsi ai soliti nomi è una
perdita perchè ci si priva della possibilità di conoscere delle cose che
arricchiscono se stessi perchè possiedono il dono di arricchire l'umanità e
che potranno essere ascoltate nei decenni e secoli a venire.

Inoltre Hutcherson è stato per il vibrafono quello che i vari Hancock,
Tyner, Coltrane, etc. sono stati per i rispettivi strumenti: la declinazione
in chiave moderna e modale, nello spirito dei tempi, di quello che Milton
Jackson fece sullo strumento ai tempi del bop.
E Steve Nelson è, imho, l'erede di quella tradizione......quando non suona
con Dave Holland.

sv

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