| TEMPERAMENTO di Stuart Isacoff |
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Group: it.arti.musica.classica · Group Profile
Author: RudyRudy Date: Jul 29, 2008 14:54
Ho appena terminato di leggere il libro di Stuart Isacoff. Non mi sembra
che su questo NG se ne sia parlato.
Sono stato molto interessato da come Isacoff abbia saputo intrecciare la
storia dell'intonazione a partire dall'intuizione di Pitagora e dei
rapporti numerici fra le note consonanti (ottava e quinta) fino alla
soluzione del temperamento equabile, con la storia più in generale, e la
storia della pittura, della scienza e della filosofia in particolare.
Ho trovato interessanti alcune osservazioni, magari scontate, ma che a
un non professionista come me, hanno aiutato a capire la logica
sottostante il problema dell'intonazione.
Prendiamone una che mi è sembrata molto elegante: è cosa nota che se si
segue l'intonazione pitagorica basata sull'accordo di ottava e di quinta
ottenuti col rapporto 2:1 e 3:2 si ottiene una consonanza perfetta nella
prima ottava e nella prima quinta, ma procedendo nella costruzione delle
ottave successive, non è più possibile avere una consonanza perfetta in
entrambi gli accordi. Se l'accordo perfetto si conserva nell'ottava,
l'accordo di quinta risulterà dissonante, e viceversa. Questo, mi ha
rivelato la lettura del libro, dipende dal fatto che i due accordi sono
basati sul 2 e sul 3, che sono numeri primi e che quindi non possono
avere multipli in comune. Quello che sembrava un rapporto naturale si
rivela non esserlo più.
Ragionamento banale, certamente scontato per i professionisti, ma a me
capace di far comprendere le difficoltà inerenti l'intonazione e i
problemi posti dal temperamento.
Non a caso contro il temperamento si sono schierati moltissimi
musicologi, ma anche moltissimi scienziati, e filosofi sostenendone
l'innaturalità , mentre altri si sono schierati a favore sostenendone
l'utilità ai fine della composizione e dell'accordatura degli strumenti
a tastiera.
Un'altra osservazione che ho trovato molto interessante è quella di un
rapporto fra l'introduzione della prospettiva nelle arti figurative e il
temperamento nella arti musicali. In entrambi i casi il problema era
quello di allontanarsi dalle proporzioni cosiddette naturali per
ricorrere a proporzioni modificate. In pittura si era osservato che, se
si conservava la proporzione naturale del corpo umano in una scena
dipinta, l'osservatore poteva, a seconda del punto di vista
rappresentato dal quadro, recepire le proporzioni come alterate. Per
riportarle alla realtà nell'osservazione il pittore avrebbe dovuto
alterare le proporzioni naturali facendo riferimento al punto di vista
rappresentato dal quadro stesso. Il fenomeno, osserva Isacoff è molto
simile alle alterazioni che vengono effettuate all'intonazione naturale
delle note accordate secondo il principio del temperamento.
L'alterazione sia pur minima richiesta nel temperamento permette di far
sentire all'ascoltatore consonanti gli intervalli che nell'intonazione
naturale sarebbero risultati dissonanti.
Isacoff comunque conclude che anche il temperamento equabile, quello
attualmente usato nell'accordatura della grandissima maggioranza degli
strumenti a tastiera, con la sua suddivisione dell'ottava in dodici
semitoni posti ad uguale distanza, comporta dei problemi teorici
rappresentati dal fatto che il rapporto fra i semitoni è un numero
irrazionale.
Mi interesserebbe conoscere se qualcuno di voi l'ha letto e che cosa ne
pensi
Saluti a tutti
Rudy
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