Giampaolo Lomi ha scritto:
> Il Mon, 14 Apr 2008 01:09:06 +0200, Moosbrugger
> ha scritto:
>
>> Marco, capiamoci. Se partiamo dal concetto base
>> che "i gusti son gusti", amen, la discussione può
>> dirsi chiusa, e forse non sarebbe neppure
>> sbagliato. Ma tu non puoi rivolgerti ad un
>> professionista, come me, pensando che non sappia
>> riconoscere uno che parla di musica sulla base di
>> conoscenze e sensibilità altamente specifiche, in
>> confronto ad un dilettante. E' anche un po'
>> offensivo e arrogante, anche se siccome ti conosco
>> sono assolutamente sicuro che non te ne rendi
>> conto.
>
> Vorrei ricordarti ciò che un filosofo molto severo, Arthur
> Schopenhauer disse a proposito di Heinrich Schliemann, archeologo
> famoso giudicato dai suoi colleghi "professionisti" un dilettante:
>
> "Dilettanti, dilettanti ! Così vengono chiamati con disprezzo coloro
> che si occupano di una scienza o di un'arte per amore di essa e per la
> gioia che ne ricevono, da quanti si sono dedicati agli studi per il
> proprio guadagno, poichè costoro si dilettano solo del denaro che con
> tali studi si procurano.
> Un tale disprezzo deriva dalla meschina convinzione, che nessuno possa
> prendere una cosa sul serio senza lo sprone della necessità , del
> bisogno e dell'avidità . Il pubblico ha lo stesso atteggiamento e la
> stessa opinione e di quì nasce il suo rispetto per gli specialisti e
> la sua sfiducia verso i dilettanti.
> La verità è al contrario, che per il dilettante la ricerca diventa uno
> scopo, mentre per il professionista diventa solo un mezzo, ma solo chi
> si occupa di qualcosa con amore e con dedizione, può condurla a
> termine in piena serenità .
> Da tali individui e non da servi mercenari, sono sempre nate le grandi
> cose.
>
> Arthur Schopenhauer "
E queste idee, con le quali potrei anche
concordare in parte, come si applicano
*esttamente* al caso Marcelli/Antenore, che nel
caso te lo fossi scordato sono ambedue dei
dilettanti secondo i criteri di Schopenhauer ?
M.