"L'Esattore >Randy Pausch<"
ha scritto nel
messaggio news:qxck8tjwiqds.1gvezv2pe9m7j$.dlg@40tude.net...
> elementi distintivi di grande qualità (come la marcia funebre
> dell'eroica).
Ecco vedi, qui ci intendiamo. Gli elementi distintivi di grande impatto
rientrano a pieno titolo nel genere di cose che mi prendono poco.
> La prima mi è totalmente insopportabile, almeno per ora, la reputo una
> delle più brutte prime che io conosca. Non c'entra nulla, ma che abisso
> con
> la Sogni d'Inverno! Ah!
Beh, non esiste una categoria estetica delle prime Sinfonie, temo...:-) Io
trovo la prima di Beethoven estremamente intelligente e spiritosa. Vale
quasi quanto una Sinfonia della maturità haydniana (magari non delle
ultime). Superfluo dire che considero Haydn "il" sinfonista in assoluto,
almeno per il Settecento; poi c'è Schubert, altro grande bistrattato almeno
a livello di appassionati e dilettanti (un'altra cosa che faccio spesso,
soprattutto con i clienti molto dotti in vena di chiacchiere, è parlare di
Beethoven come se fosse un grande musicista contemporaneo di Schubert, il
supremo e incontestabile genio epocale, e non il contrario. Funziona
invariabilmente, restano molto ma molto male, perché vale ancora il luogo
comune secondo cui Schubert è un grazioso melodista e poco più...ah, vendo
libri, non dischi, eh).
Le Sinfonie di Mozart sono grandissimi pezzi, ma Mozart per me è un mondo a
parte. Tutto Mozart mi pare concettualmente di una difficoltà estrema, anche
se lo si può apprezzare a vari livelli. Questo fatto è una forma ironica di
understatement, di sprezzatura da parte sua. Uno dei compositori più
"intellettuali" in assoluto (assieme a Bach e Schubert, imho; tutti e tre
forse più complessi di tanti compositori del Novecento).
Con la Prima di Cajkovskij ho una storia d'amore che dura da quando avevo
dodici o tredici anni. Gran pezzo, senza (se ricordo bene) le perorazioni un
po' bandistiche che mi guastano la Quinta, ad esempio. Per tre quarti me la
godo da matti, poi arriva il finale...anche nella Sesta c'è il terzo
movimento, purtroppo.
> Pastorale è un capitolo a sé, ma ha una delle più belle conclusioni che io
> conosca.
Sì, la stracciavo un po'. Però faccio fatica davvero a sentirla tutta.
dR