Re: Quanti massacri in un minuto e mezzo
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Re: Quanti massacri in un minuto e mezzo         

Group: it.arti.musica.classica · Group Profile
Author: Danny Rose
Date: Jul 27, 2008 02:44

"Sarrasani" ha scritto nel messaggio
news:8257491.1217113012811.JavaMail.newsgroup@sc-ng-1...
> Comunque, quando il regista vuole essere fedele al libro, lo è
> in maniera impressionante.

E' quasi un rapporto di identificazione, a parer mio. Soprattutto con la
Morte a Venezia, che indubbiamente Visconti sentiva molto. Il che comporta
qualche apparente infedeltà, come la sostituzione del protagonista scrittore
con un musicista. Il che dice qualcosa, oltre che sulla passione per la
musica da più fonti attestata, sul modo in cui Visconti vedeva la sua
attività creativa.
>Tra l'altro, sono contento di questo
> video e di questa idea perchè così sono tornato su quel libro
> "Oscar Mondadori" con "Morte a Venezia", "Tristano" e "Tonio
> Kroger" che lessi con entusiasmo da ragazzo. Beh, dopo
> trent'anni mi sono piaciuti altrettanto.

Stupendi. Con me trovi una consonanza spontanea perché Mann mi piace da
matti, non sono veramente obiettivo.
> Qui ho avuto mani (e gusto) po' pesanti. Ma, come si sa, melius
> est abundare quam deficere...

Non hai assolutamente avuto gusto pesante, proprio non mi pare. E con il
pianoforte mi pare che tu vada fortissimo. Voglio riascoltare anche le cose
meno recenti. :-)
Non ti ho mai ringraziato come si deve (solo frettolosamente) e mi dispiace,
ma quel Sofronitzkij che mi facesti avere è impressionate, se fosse vinile
l'avrei ormai consumato. Il concerto del 1960, quello che si apre con la
Fantasia di Mozart è diventato uno dei miei dischi preferiti. Come
interprete di Scriabin poi è veramente straordinario.
> Attento che di te mi fido ciecamente: merita?
> Ho letto "le nozze di Cadmo ed Armonia" e mi piacque assai.

Le nozze di Cadmo e Armonia, insieme alla rovina di Kasch, è probabilmente
il suo capolavoro. Il Rosa Tiepolo è un bel libro, un poco manierato: nel
senso che ci sono alcune idee di fondo buone, altre più suggestive che
veramente convincenti, molto ben giocate in una trattazione sapiente, direi
musicale, in cui si ripresentano più volte in forme diverse ma con scarsa
evoluzione. Non lo definirei un libro di critica d'arte. In questo senso è
tipico di Calasso: non è né una biografia di Tiepolo né una monografia sul
medesimo, è piuttosto un testo in cui si verifica la possibilità di
applicare certe ipotesi ad ampio raggio sulla storia della cultura
all'opera di Tiepolo. Ovviamente la resa formale è sapientissima, in qualche
caso, come dicevo sopra, sopperisce ad una certa ripetitività della materia.
Io mi ci sono divertito, ma devo ammettere che con me parte favorito.
Se lo leggi non ti identificherai più tanto con Pulcinella, temo...ma
d'altra parte potrebbe offrirti una chiave interpretativa interessante per
chiarire quel che troviamo di così attraente e irriducibilmente personale
(solo così, a parer mio, ci si spiega il fatto che alcuni lo trovino
entusiasmante e altri noioso) in Scarlatti. Se avessi avuto i doni di
Calasso un libro del genere mi sarebbe piaciuto dedicarlo a Mozart. In
comune il contrasto fra un apparente, superficiale frivolezza, leggerezza o
come si preferisce chiamarla, e una profondità di visione da lasciare
annichiliti, tale da restare non solo sottostante all'immediata superficie
del testo, ma per molti addirittura invisibile. Mentre basta cambiare
leggermente il punto di vista, mettere in gioco qualche fattore che pare
addirittura ovvio, e proprio per questo neppure si vede...

dR
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