Re: Puccini a New York
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Re: Puccini a New York         

Group: it.arti.musica.classica · Group Profile
Author: Giampaolo Lomi
Date: Jul 12, 2008 15:43

Il Sat, 12 Jul 2008 22:27:47 +0200, Barney Panofsky
ha scritto:
>E' ovvio, come ho già scritto, che probabilmente non parliamo di un
>grande, ma solo di un ottimo professionista.
>
>
>> Io sarei comunque curioso di sapere dove l'hai visto dirigere.
>
>
>Non l'ho mai visto dirigere.

Io vorrei sapere allora perchè la facciamo tanto lunga su un direttore
che io ho visto solo una volta in quella Lucia. Non è colpa della
Sutherland se lui mi è apparso,come dire, offuscato. Neppure mia se
non mi piacque. Ma neppure mi convinse tanto Richard Tucker che godeva
della più grande fama al punto di vedersi eretto davanti alla
scalinata del Met (quello nuovo) un monumento alla sua persona. Non so
forse quella sera non era in forma. Può anche essere che io fossi
rimasto viziato dalle voci che si ascoltavano in quei tempi e che non
erano certo quelle di oggi (, Bocelli, Alagna, Farina etc.)
>Guarda che il gesto del direttore comunica informazioni tecniche, le
>qualità carismatiche vengono molto dopo. A proposito, anch'io nell'altro
>post ti avevo chiesto cosa intendi per "carisma" ma non mi hai risposto.

Cosa ti dovevo rispondere? Quale è la definizione di Carisma? Ma è
necessario ? Io volevo dire che quel direttore NON aveva carisma, non
cosa voleva dire carisma. Pensavo lo sapessi cosa è il carisma.
Comunque se ci tieni te lo posso riportare così, tale e quale lo
descrive la Treccani, anche se mi pare avresti potuto farlo da te !
" A parte il significato religioso che deriva dal greco e che
significa "grazia", il termine, in senso sociologico, (che è quello
che intendo applicare io in questo caso) significa capacità innata in
un individuo e posseduta quasi per dono divino, di esercitare la
funzione di capo. Quindi un direttore d'orchestra dotato di potere
carismatico è un individuo particolare che esprime il senso del
potere, della guida, con attributi innati, propri di chi è (o
possiede) un particolare stato di grazia. Questo potere si trasmette
nel caso specifico ai signori professori d'orchestra, li unisce, li
ammalia e riesce ad ottenere da loro quei risultati che il direttore
vuole ottenere. Se poi usa uno stecchino da denti come Gergiev o le
mani o la bacchetta il carisma non ne viene menomato.
Ecco il sig. Varviso di cui stiamo parlando, questo "carisma" almeno
in quella serata non lo ebbe nei confronti dell'orchestra perchè
suonarono se non male , neppure bene. Tantomeno lo ebbe su me che lo
guardavo abbastanza da vicino, perchè non tanto per i gesti insipidi e
forse per gli attacchi non precisis e la guida lenta che mantenne
dall'inizio alla fine (e che sono cose che anche da misero spettatore
pagante posso anch'io recepire), ma proprio percè mancava quel
momento magico in cui scatta la scintilla del divino e che avevo più
volte provato ascoltando e ossservando sempre da vicino direttori come
Bhom, Karajan, Schippers, Bernstein, Abbado e in tempi più recenti,
Bichkoff, Gergiev, Jansons, Conlon ed altri di cui ora non mi
sovviene.
>Nel '58 ? E che c'entra Varviso ?

Era per darti un'idea di che razza di porcheria di teatro, di
orchestra, di coro e di direzione era l'Opera Garnier a quell'epoca.
>
>No. A me dà fastidio che presso il pubblico riscuota maggior successo un
>pagliaccio che mulina le braccia a capocchia, dotato però di folta
>chioma e sguardo imperioso, che non un signore discreto che fa
>semplicemente bene la musica. Sapessi quanti ne conosco, nelle due
>categorie.

Si lo posso anche capire. Il pubblico "in toto" è sempre quello del
panem et circenses o del pollice verso anche se un po' più mitigato e
ripulito da qualche migliaio d'anni di civiltà. D'altra parte è una
realtà che magari io posso criticare ma tu devi accettare, sia pure
"ob torto collo", facendo parte dello schema del tuo lavoro. E come
sai sono pochi gli esseri umani, sottoposti ad altri , che trovano
accettabili a braccia aperte tutte le condizioni che alla fine
consentono loro la sopravvivenza.
>Ti dirò che anche il direttore eccellente senza qualcuno da far suonare
>avrebbe ben poco da fare. Il pubblico poi è libero di apprezzare quello
>che gli pare. E comunque c'è anche altro da fare, eh : la musica da
>camera, i concerti senza direttore, l'insegnamento...

Oppure mettiamola così: Che il direttore, proprio perchè è eccellente
riesce a ottenere quel risultato che manda il pubblico in visibilio e
lo consacra alla fama. Che ci sia qualcuno che sa suonare gli
strumenti è un fatto scontato altrimenti non esisterebbe a musica.
>Il diritto di critica è riservato solo al pubblico o si può umilmente
>rispondere ?

Tutto si può fare e certamente anche rispondere da parte di chiunque.
Ma le spiegazioni al pubblico non servono. Se il direttore non piace,
qualunque scusa che si basi sulle crome o sulle biscrome non basta a
convincerlo. Si deve divertire, deve esaltarsi, deve applaudire, deve
uscire affascinato e convinto. Questa, a torto o a ragione è la
regola. Il resto son chiacchiere. Se il pubblico non partecipa e
diserta uno spettacolo non entrano soldi e tutto va a finire in vacca.
Questo anche in ogni altra manifestazione artistica, ma in modo
diverso, forse più mitigato. Ma la musica, che nella realtà fisica non
esiste e che viene a vivere ogni volta che la si produce da
un'orchestra è proprio quella forma di arte che soffre di più di
questa concezione, che non è un'idea mia, bada bene, ma la realtà.
>Forse l'umiltà potrebbe anche provare a prenderla in considerazione uno
>del pubblico, rendendosi conto che a volte non sa di cosa parla quando
>pontifica di "gesto direzionale inesistente" riguardo a un
>professionista con all'attivo centinaia di recite nei maggiori teatri di
>tutto il mondo. Ma questo dubbio non ti sfiora, parrebbe.

Come non mi sfiora. Lo capisco benissimo. Ma se quella scintilla
"carismatica" non scatta a che serve aver diretto centinaia di volte?
Chi si ricorda più di un Antonino Votto, di un Sanzogno, di un
Rescigno e fra poco di un Gelmetti,di un Oren, che hanno alzato
centinaia di volte la bacchetta alla Scala e in atri teatri e che
hanno lasciato dietro di loro notte e nebbia.
Pensa invece a Cantelli, che ha diretto pochissimo, ma che aveva in se
la "scintilla del Divino". Tutti lo ricordano, anche se un maledetto
aeroplano ce lo portò via porprio nel massimo della sua grandezza.
>Hai chiesto a un tenore cosa pensa di un altro tenore ? Ma rotfl :-)))

L'ho capito molti anni dopo...Eppure uno di loro, Gian Giacomo Guelfi,
accanto a me nel palco di proscenio, dopo aver ascoltato proprio Del
Monaco nei Pagliacci, scattò in piedi e "stranamente" disse : "è
veramente un Dio "! Povero Guelfi non l'ho più rivisto e non so
neppure se sia ancora vivo. Gran bravo baritono e simpatico amico, con
quel suo "vocione" :-))
>
>Non hai letto "La versione di Barney" ? E leggi qualcosa di bello,
>invece che startene sempre su Interet :-PpPpP

No. E comunque rimane difficile memorizzarlo. Non che il precedente
fosse facile. Mi sbagliavo spesso pensando a un roditore o a un ' alce
mal pronunciata nel parco di Yellowstone, ma adesso...questo chi lo
memorizza :-)))

Pensa invece a : PioPò .....facilissimo!

ciao

GP
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