Giampaolo Lomi ha scritto:
> A parte il fatto che al Met, almeno una volta se non altro come guest
> director , hanno preso la bacchetta in mano quasi tutti. Levine ci
> aveva messo le radici e non mi verrete a dire che sia un direttore da
> citare come esempio di bravura insuperabile, comparabile a De Sabata,
> a Toscanini, a Cantelli, a Karajan, ad Abbado, a Guy, a Serafin, a
> Santini, a Stokowski, a Celibidache, Schippers, Bernstein e a tanti
> altri.
Per quanto ne so è un ottimo professionista, non così lontano da alcuni
dei nomi che hai fatto (chi sono Guy e Santini ?)
> Varviso era nato in Svizzera ed ha sempre più o meno gravitato intorno
> a Basilea. In Italia, non mi pare abbia mai diretto ne alla Scala nè a
> Roma o altra città italiana. A Parigi fu direttore musicale all'opera
> soltanto per un anno neppure compiuto e cioè dall' 80 all' 81.
> Non mi
> ricordo di direttori che abbiano mantenuto un simile incarico con
> altrettanto si corta durata ! A Stoccarda fu Generalmusikdirector dal
> 72 all'80. Si fece notare per il suo repertorio straussiano e
> wagneriano.
> Al Metropolitan ha diretto praticamente una sola volta, e si ricorda,
> più per il debutto della Sutherland con Richard Tucker nel 1961 con la
> ripresa del 1964, che per le rare apparizioni rimaste senza traccia
> come guest director.
Viene accreditato di 147 recite dirette al Metropolitan, che per essere
uno che faceva "rare apparizioni" mi sembrano tantine. Oltre che a
Glyndebourne, Bayreuth ecc. ecc. Voglio chiarire : non credo certo che
stiamo parlando di un grande, ma non riesco a sopportare l'idea che
professionisti intelligenti, magari dall'orecchio finissimo e dal gusto
musicale raffinato si becchino della mezza calzetta solamente perchè
grazie a Dio non presentano il classico problema di disgustoso
egocentrismo che affligge il 90%% dei direttori, che spesso hanno doti
musicali molto inferiori alle loro, egocentrismo che magari qualcuno
scambia per "carisma".
> A me di quella Lucia, nella ripresa del 1964, alla quale fui
> presente, piacque solo la Sutherland in quella serata. Anche Richard
> Tucker, che ascoltavo dal vivo per la prima ed unica volta, non era in
> forma quella sera e si muoveva male. La regia della Walmann, anche se
> bella, fu un trionfo di ovvietà tradizionali.
> Forse per molti Varviso diresse bene. A me non convinse. Tu in cosa
> l'hai visto dirigere? A me apparve come un ometto modesto, con gli
> occhiali , la fronte spaziosa, non alto di statura. Un po' l'aria di
> un impiegato del Comune e con un gesto direzionale inesistente.
Tu giudichi un direttore in base all'aspetto ? Quanto al "gesto
direzionale", lascia perdere. Non sei in grado di giudicarlo.
> Se
> penso al carisma di un Jansons o di un Conlon o di un Nagano e di un
> Gergiev anche se usa lo stecchino da denti al posto della
> bacchetta....
Cosa intendi per "carisma" ?
> Questione di gusti
Beh, de gustibus ecc. ecc.. e qui non possiamo che essere d'accordo.
> o... forse di acustica di quel
> teatro. Mentre però si sentiva alla perfezione la voce della grande
> soprano, in tutta la sua estensione, la coloratura e i trilli famosi,
> non mi arrivarono proprio le sonorità donizettiane cui ero abituato,
> tanto per fare un piccolo esempio, dal Karajan , Callas e Di Stefano
> di Vienna e di Milano.
Può darsi che il ricordo così straordinario della Sutherland abbia
cancellato quello di Varviso. Può anche darsi, e i direttori
intelligenti di una volta lo facevano, che Varviso abbia scelto di
tenere l'orchestra in secondo piano rendendosi conto di avere a che fare
con una cantante straordinaria. Con il risultato di beccarsi della mezza
calzetta.
> Gp.
>
> PS - Ma tu sei la variante estiva di Moos o mi sbaglio?
Sono una specie di suo collega.