Re: Pollini suona Chopin
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Re: Pollini suona Chopin         

Group: it.arti.musica.classica · Group Profile
Author: Shapiro used clothes
Date: Sep 17, 2008 03:56

"alecs" ha scritto nel messaggio
news:48d0bb66$0$1087$4fafbaef@reader1.news.tin.it...
> invece è solo una questione di dare e avere.

Questo lo dici tu. Attendo con ansia un'argomentazione, e, magari, qualche
indicazione. I patti col diavolo non mi interessano (non sopporto l'odore di
zolfo e mi spavento facilmente), ma se c'è qualche alternativa
laica...Personalmente penso che quelle che mi servi in quest'occasione siano
puttanate. Puttanate facili, redditizie, che permettono di chiudere
facilmente una partita imbarazzante. Non sono neppure originali, perché ci
si accomoda una moltitudine di persone. Se vuoi offenderti e chiudere il
discorso con nobile sdegno, il pretesto facile facile te l'ho dato,
accomodati. Se vuoi anche sapere come ci arrivo (può essere istruttivo
persino per un giovane leone della tastiera come te) puoi continuare a
leggere anche senza accusare il colpo.
> se a te una lettura di Bortolotto appaga la tua sete di contenuti
> musicali, contento tu, cosa vuoi che ti dica?

Alt. Dove l'ho detto? Prima di polemizzare bisognerebbe leggere bene. Dove
ho MAI detto che Bortolotto appaghi in me alcunché di musicale? Bortolotto è
un saggista interessante. Con l'esperienza della musica in quanto tale non
ha nulla a che fare, *direttamente*, meno che meno in concorrenza. In
concorrenza, poi, proprio NULLA. Il primo a ridere, per quel poco che lo
conosco, di un fraintendimento tanto grossolano sarebbe lui. C'è poi da dire
che anche l'appagamento non resta lo stesso per tutta la vita, e non è
un'esperienza separata da tutte le altre. Non esistono esperienze separate,
ogni esperienza può illuminarne qualsiasi altra. Tanto più se hanno qualcosa
in comune. Sapere meglio come funziona la forma sonata, sapere che nell'opus
2 Beethoven combina schemi formali di origine mozartiana con procedimenti
discorsivi haydniani (per usare una bella formula di Rosen) può anche
aiutarmi a godermi di più quelle Sonate. Capisco qualcosa di più (non
necessariamente quello che dice Rosen; posso anche farmi un'idea mia), mi
diverto di più. E' chiaro che il divertimento di ascoltare la musica resta
una cosa diversa da quello di leggersi un saggio critico. E' un'esperienza
differente. Essendo ospitate nella medesima mente, che si auspica non a
compartimenti stagni, possono interagire fra loro. Ma l'esperienza della
musica resta una cosa, ed è un'esperienza complessa, anche intellettuale.
L'esperienza della lettura e della riflessione un'altra. Non sostituisce
l'esperienza della musica, può (non necessariamente deve) arricchirla,
cambiarla.
Mi sembrano cose totalmente scontate, quasi banali. Non so se sia il tuo
caso, spero di no, ma pensare che ci sia concorrenza fra la lettura di un
saggio critico su Leopardi e la lettura del medesimo è veramente
paradossale. E purtroppo è un'attitudine diffusa. Al limite anche leggersi
le note, allora, diventa fuorviante. Se poi non si capisce la lingua che
Leopardi usa, vorrei sapere cosa si capisce non leggendo le note...
> noto con dispiacere che preferisci scrivere qualunque cosa pur di
> svicolare dal senso che volevo dare alla frase.

Prima di accusare di svicolare esprimiti chiaramente.
> "persino la tecnica è personalissima che significa"?

Mai trovato un insegnante di conservatorio che avesse voglia o capacità di
impartire un'educazione tecnica alla Gould? Gould, come molti altri grandi
pianisti, ha sviluppato una sua tecnica, intrinsecamente connessa al suo
disegno interpretativo.
>per quanto mi riguarda il presupposto dell'arte è la tecnica, quindi è
>ovvio che ogni artista abbia una tecnica "personalissima",

No, non è ovvio. I grandi artisti. Poi ci sono i bravi professionisti
dell'arte, con la minuscola. Schiff non ha una tecnica paragonabile, quanto
a personalità, a originalità, a Gould. Forse neppure Brendel. La tecnica di
Richter come ti sembra? E' quella di un qualsiasi bravo insegnante? La
differenza è puramente "quantitativa"?
>poi non so cosa vuoi dire tu.
> e chi sarebbero i molti che neppure la vedono?

Hai un'idea di quanti detrattori avesse Gould, prima che diventasse di moda?
Mai sentito parlare di Harold Schoenberg, intendo il critico musicale? Beh,
a dir la verità basterebbe leggere questo newsgroup...

dR
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