Re: Pollini suona Chopin
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Re: Pollini suona Chopin         

Group: it.arti.musica.classica · Group Profile
Author: alecs
Date: Sep 16, 2008 14:43

Shapiro used clothes ha scritto:
>
> "alecs" ha scritto nel messaggio
> news:48ced47e$0$1080$4fafbaef@reader2.news.tin.it...
>
>
>> "rilassato", molto meno mediato da elementi che per loro natura sono
>> estranei al processo artistico in sè.
>
> ?
>
> Mi tengo ormai abbastanza alla
>> larga dalla critica letteraria (in ogni campo) preferendo la fruizione
>> diretta dell'opera, non cerco spiegazioni oltre l'opera stessa.
>
> Scusa la franchezza: un modo come un altro per non dire assolutamente
> nulla. E' da quando mi interesso a queste cose che mi sento ripetere, da
> studenti e a volte persino da docenti (categoria spesso sovrastimata)
> frasi del genere. La fruizione diretta dell'opera proprio non esiste, è
> una palla colossale. In campo musicale è parente stretta del sentire dei
> suoni piuttosto che altri semplicemente perché risultano gradevoli,
> esperienza che si colloca completamente al di qua della loro
> comprensione linguistica. Possono risultarmi gradevoli allo stesso
> titolo una Sonata di Scriabin e i rumori degli insetti in un prato
> (l'accostamento è intenzionale) ma resta il fatto che la Sonata di
> Scriabin è una cosa ben diversa. Nel momento in cui la leggo, la suono o
> la ascolto mi chiede di essere intesa. Devo mettere in opera una serie
> di strumenti culturali per cercare di capirla, e il fatto che lo faccia
> inconsapevolmente o automaticamente non cambia molto la questione.
> In campo letterario la cosa è ancora più palese. D'altra parte
> l'atteggiamento sintetizzabile con la tua espressione, "Non cerco
> spiegazioni oltre l'opera stessa" non è certo una creazione di chi lo
> enuncia per ultimo. In ultima istanza dipende dalla forte impostazione
> idealistica che, cammuffata superficialmente da storicismo (pseudo-,
> vetero-) marxista, continua a permeare le nostre istituzioni scolastiche
> e non solo. Per le quali la letteratura è qualcosa di essenziale,
> sublime e incorporeo, oppure semplicemente non esiste; trova la sua
> ragione di essere in altro, magari semplicemente per fare da megafono
> all'ideologia di turno. Com'è facile intuire, due estremismi che servono
> a occultare una realtà più articolata ma anche più semplice, più a
> misura d'uomo.
> Vado sul semplice, anche se l'argomento è estremamente ampio: se la
> letteratura è comunicazione (ed è arduo sostenere che non lo sia; se ne
> ricava una nozione di letteratura, e di arte, che costringerebbe a
> tagliar fuori la gran parte di quel che la cultura occidentale ha
> considerato arte) evidentemente comunica qualcosa. Si appoggia a codici
> preesistenti. Un primo esercizio critico è capire di che codici si
> serve. Ed è quello che facciamo semplicemente leggendola e cercando di
> capirla.
>
>> Mi piacerebbe poi sapere cosa pretendi tu dal "metodo critico", cioè
>> cosa vuoi ottenere alla fine.
>
> Credo d'aver risposto nel modo più semplice possibile. Il metodo critico
> (anzi, direi i metodi) servono a rendersi consapevoli dei processi
> attraverso i quali cerchiamo o pensiamo di capire un testo letterario. O
> generalmente artistico.i
>

guarda non ho voglia di controbattere parola per parola i punti del tuo
post, sappi solo che non concordo con nulla di quanto hai scritto.
è ovviamente una opinione personale ma vorrei cercare di arrivare al
punto proponendoti qualcosa di concreto.
a cosa saresti disposto a rinunciare se domani mattina (intendo proprio
domani 17 settembre) ti risvegliassi con la tecnica di un Gould o con la
facilità di scrittura di un Mozart?
perdona il tono confidenziale e la brutalità della domanda, ma sono
sicuro che risponderai onestamente. (sono serio, cerco solo di capire se
la direzione che stiamo percorrendo è la stessa)

alecs.
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