Re: Pollini suona Chopin
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Re: Pollini suona Chopin         

Group: it.arti.musica.classica · Group Profile
Author: alecs
Date: Sep 15, 2008 14:32

Shapiro used clothes ha scritto:
>
> "alecs" ha scritto nel messaggio
> news:48cd759c$0$18156$4fafbaef@reader3.news.tin.it...
>
>> invece mi interessa!
>
> Grazie. In poche parole: in Pollini vedevo una lezione di rigore nella
> lettura e analisi del testo e nel rifiuto degli atteggiamenti plateali.
> Mi piaceva anche la tendenza a porre continuamente in rapporto la parte
> con il tutto, che a parer mio si nota soprattutto nell'interpretazione
> dei Preludi di Chopin (un problema analogo si pone studiando, per
> esempio, una raccolta di poesie brevi)
> Tutto questo può essere di
> ispirazione anche nello studio di altre discipline artistiche. La mia
> scelta per un metodo di forte impronta semiologica e linguistica in
> Letteratura ne è stata sicuramente influenzata: quando ho iniziato a
> pormi il problema del metodo critico in campo letterario l'esempio di
> Pollini, nei termini che ho indicato sopra, ma anche della seconda
> scuola di Vienna (più o meno negli stessi anni lessi più volte
> avidamente il libro di Rognoni, ma anche Fase Seconda di Bortolotto e
> altre cose sulla musica del Novecento) mi era presente consapevolmente.
> Cercavo un approccio al testo letterario che avesse la stessa logica e,
> soprattutto, partisse dagli elementi basilari, dalle componenti concrete
> per arrivare a giudizi il meno possibile impressionistici.
>

ok, era come avevo più o meno intuito, ed è un campo che mi interessa molto.
personalmente sto imparando ad adottare un approccio un po' più
"rilassato", molto meno mediato da elementi che per loro natura sono
estranei al processo artistico in sè. Mi tengo ormai abbastanza alla
larga dalla critica letteraria (in ogni campo) preferendo la fruizione
diretta dell'opera, non cerco spiegazioni oltre l'opera stessa. Certo
non posso escludere che ogni commento posteriore è in fondo parte
dell'opera che continua in un certo senso a crescere, ma questo è un
discorso diverso.
Mi piacerebbe poi sapere cosa pretendi tu dal "metodo critico", cioè
cosa vuoi ottenere alla fine.

Quanto a Pollini, bisogna vedere se questa lezione volesse
effettivamente darla o meno, (suppongo se ne sbatta, francamente).
E alla fine non conosciamo il processo evolutivo interiore che lo ha
portato ha rivedere alcuni atteggiamenti, ma se fosse soltanto
l'esigenza di non essere inquadrato in qualche stereotipo a me
basterebbe. (però non ho ascoltato le sonate di b., anche se non ho
dubbi sulla qualità timbrica, che è l'unica cosa che mi interessa)

alecs.
8 Comments
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