Il Sun, 29 Jun 2008 00:57:20 +0200, Ivan
ha
scritto:
>Il Sat, 28 Jun 2008 03:15:33 +0200, Giampaolo Lomi ha scritto:
>
>
>> se fai solo il matrimonio religioso, non hai più possibilità di
>> ottenere il divorzio qualora ti passasse per la testa, perchè per la
>> legge civile risulti ancora celibe (o no?).
>
>Se fai il solo matrimonio religioso non hai riconoscimento civile (pratica
>usata da chi, per esempio, non vuole perdere una pensione di reversibilitÃ
>ma essere moralmente in regola con il proprio credo) e quindi non hai
>bisogno di nessun divorzio dato che la chiesa non lo ammette.
>
Si Questo è chiaro ! Ma a parte l'assegno di reversibilità , i
cosiddetti figli (risultato probabile e auspicabile del matrimonio),
se la loro famigllia non è giuridicamente e civilmente riconosciuta,
cosa diventano. E tutte le altre domande. Ammettiamo che si faccia
frequentemente questo tipo di matrimonio (che il diritto canonico
prevede) come si mette la cosa con la legge civile? In poche parole
quella coppia unita solo in chiesa e non allo stato civile, che
problemi dovrà affrontare, nei suoi rapporti con lo stato, per il
quale sono un uomo e una donna qualunque che convivono?
>Se fai il concordatario in chiesa allora l'eventuale divorzio vale solo per
>gli aspetti civili e non per quelli religiosi.
>Mi pare chiaro.
Nessuno ne dubita. Che il matrimonio religioso sia indissolubile è
risaputo, ma può essere riconosciuto dalla Sacra Rota, mai esistito,
anche in presenza di figli della coppia. Fa parte della casistica. Il
problema non era quello, bensi capire le conseguenze pratiche, nei
confronti dello stato, per una coppia che deve vivere, lavorare,
procreare etc. in una società come la nostra, se ha solo contratto
matrimonio religioso.
GP