Re: Mi pare il NG....
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Re: Mi pare il NG....         

Group: it.arti.musica.classica · Group Profile
Author: Freiherr Childerich von Bartenbruch
Date: Jun 6, 2008 08:57

On Jun 6, 3:33 pm, nos...@nospam.com (NeuRoTiX) wrote:
> Il 05 Giu 2008, 22:36, Freiherr Childerich von Bartenbruch
> gmail.com> ha scritto:
>
>> A me fanno ridere quelli che cantano tanto le virtù del digitale. E'
>> comodo, per carità, ma sia nella riproduzione audio che nella
>> fotografia, non c'é ancora confronto con la naturalezza (non sto
>> parlando di altri parametri) dell'analogico. Chi dice il contrario, o
>> é sordo, o é cieco.
>
> Prima di tutto ti ringrazio per gli apprezzamenti, sei fin troppo gentile.
>
> Sulla questione digitale/analogico mi sono espresso gia' altre volte. Forse
> in passato sono stato troppo estremo... anche perche' non si puo' esser
> ciechi davanti al fatto che tutti gli strumenti software che usiamo vertono
> al rendere il prodotto digitale il piu' possibile simile a quello analogico.
> Ad esempio il software che uso io per la conversione dei RAW e' impostato
> per dare un'effetto il piu' possibile prossimo alla pellicola. L'uso
> dell'espansione della dinamica (HDR) non e' forse la ricerca di quel che la
> quantizzazione digitale di un segnale analogico ti ha fatto perdere? (qui
> parlo di quell'uso dell'HDR che vuole rappresentare la realta' in modo piu'
> prossimo a come la vede l'occhio)
>
> Avendo organizzato una mostra fotografica proprio in questi giorni ho avuto
> fra le mani anche belle foto analogiche. Certamente - specie se l'occhio
> riesce ad andare oltre - c'e' un qualcosa di piu' ancora sulla foto
> analogica... o forse, molto probabilmente, e' che l'analogico ottiene molto
> piu' facilmente quello che per il digitale e' arduo da raggiungere.
>
> Certamente la manipolabilita' del prodotto e' un punto di grande forza per
> il digitale. Oggi una foto panoramica unendo decine di fotogrammi la faccio
> anche io senza treppiede e con un PentiumIII 800MHz: mezzi minimi. Ieri, con
> l'analogico, una foto panoramica (senza uso di lenti speciali) si riusciva a
> fare (ci sono sistemi di proiezione che risalgono al XVI secolo) ma
> bisognava averne i mezzi e gestirne la complessita'.

Un mio amico (che tra l'altro é italiano, abbiamo frequentato la
stessa università, poi dopo molti anni ci siamo ritrovati nello stesso
istituto ad Essen) viene stasera a cena da noi. é un appassionato di
fotografia: ha una vecchia nikon a pellicola, con obiettivi manuali
come li facevano una volta (tipo un Tamron 28-105 f3.5 interamente in
metallo, ovviamente a messa a fuoco manuale e con solo sei o sette
lenti - il mio EF-S 17-55 f2.8 IS USM avrà anche _19_ lenti, di cui
una in un un vetro esotico di cui non ricordo il nome, due asferiche,
tre in vetri a bassissima dispersione, ma é meno solido), poi una
macchina (mamiya) medio formato, e una a grande formato (non ricordo
quale). Ha il banco ottico a casa. Deve lavorare in modo assurdo per
ottenere certi effetti, ma la foto di partenza ha una "vita" che
spesso la foto digitale non ha.

I recenti sensori a 14 bit, se poi scatti in RAW e vedi le immagini
con un buono schermo calibrato, non sono male, ma ci stiamo
avvicinando _ora_ ad un livello di qualità interessante.

Ma analogamente bisogna lavorare non poco per ottenere una certa
profondità di colore con il digitale. In analogico, se vuoi fare una
foto astronomica, fai uno scatto prolungato. In digitale, spesso
bisogna farne tanti, diversi, e poi combinarli, altrimenti si saturano
i pit e il calore termico del sensore si mangia il dettaglio. Quindi
non é detto che il digitale sia sempre più facile.
> La contropartita del digitale e' il suo essere finalizzato alla produzione
> in quantita'.

Diciamo che il digitale finalizzato alla quantità perlomeno serve
anche a mantenere i costi dello sviluppo del digitale buono. Almeno
questo...
> Contestualmente si ha un drastico crollo della qualita'. E
> ovviamente questo concetto suona sempre com di un luogo comune, di frase
> fatta... da nostalgici ancora non arresi alla loro "obsolescenza".

Si stava meglio quando si stava peggio ;-) e non ci sono più le mezze
stagioni!
> Ma la realta' e' che la produzione di immagini e musica e' esplosa in modo
> piu' che esponenziale. Infinitamente piu' opere disponibili e sempre lo
> stesso tempo per fruirne: ne consegue un minor tempo disponibile per
> apprezzarle o disprezzarle. E questa superproduzione ha effetti anche sul
> modo in cui si produce e si crea un'opera: se tutto quello che un autore
> puo' augurarsi e' uno sguardo o un ascolto frettoloso alla sua opera quale
> sara' la sua preoccupazione principale? Probabilmente il colpire il fruitore
> sull'emotivita' facile, di pelle, di superficie... e augurarsi che se ne
> ricordi. Focalizzarsi sulle sensazioni "di pelle" uccide la qualita' di un
> lavoro: l'appariscente e' volgare, sempre.

Purtroppo hai ragione.
A volte ho il sospetto che persino la qualità media della leggera stia
affondando. Ma forse parlo anch'io da nostalgico.
> Quante persone ad esempio scaricano continuamente musica da internet?

Io non so cosa scaricano i miei vicini (del piano di sotto), ma quando
vedo la loro rete wireless attiva, la banda DSL disponibile si
dimezza.
> Quantita' di musica che non riusciranno mai ad ascoltare... forse i loro

Ah, i miei vicini (quelli del piano di sotto) sono spettacolari.
Ascoltano UN solo disco. Quello il cui ritmo ti avevo accennato tempo
fa. Oh, hanno quello in loop eh. Mi chiedo a questo punto cosa
scarichino.

Invece i nuovi vicini del piano di sopra mi piacciono.

Prima c'era la famiglia Oehring-Lopez-Esposito: lui mezzo spagnolo,
lei figlia di emigranti che non sa parlare l'italiano (una specie di
protonapoletano stretto é quello che le cavavo fuori) e a malapena il
tedesco, il figlio di primo letto di lui sta con la figlia di lei,
sposati per ottenere sussidi, con un bambino piccolo (figlio di lui,
ha perso la mamma naturale) dall'aria sempre triste e che aveva paura
di tutto, rumorosi, sempre urla, hanno lasciato l'appartamento con le
pareti sporche di sterco e pozze di urina negli angoli, e hanno
rovinato il balcone a tal punto che a noi entrava l'acqua in casa.
Penso che sia un crimine lasciare i figli a gente del genere.

Ora c'é una famiglia di studenti lavoratori, lui svizzero e lei
polacca, con tre bambini. Semplici ed eleganti, puliti,
simpaticissimi. L'appartamento é quasi una biblioteca (anche le stanze
dei bambini), e tutti i figli suonano strumenti, perché l'educazione
musicale colta per loro é fondamentale. La figlia più grande (che
penso che faccia la prima media, ogni tanto quando torno a casa
facciamo un tratto di metro assieme) fa già concorsi musicali, la
piccola pianista. Mentre il maschietto di mezzo (occhialetti tondi,
simpaticissimo) é il piccolo violoncellista. La più piccola non so
cosa faccia (la ho vista appesa al braccio di papà, quindi sa tirarsi
su).

Un contrasto maggiore non so immaginarmelo. Magari hanno una seconda
famiglia in cantina, non si sa mai cosa la gente combini, al giorno
d'oggi, ma i nuovi vicini mi piacciono. E c'é ancora gente
interessata alla cultura (nella Germania di oggi, sono stranieri, i
gggiovani tedeschi qui si limitano a spaccare gli altoparlanti dei
telefonini in metropolitana).
> player audio una passata ce la daranno, piu' per il semplice fatto di voler
> giustificare lo scaricamento effettuato e l'occupazione di hard-disk
> assegnata, che per la curiosita' e la volonta' di ascoltare musica.
> Di fronte a tutto questo, in netto contrasto con quanto si racconta
> generalmente, viene meno il senso della condivisione; dico la condivisione
> quella fra autore e fruitore: l'autore finisce per lavorare bene solo per se
> stesso e non per offrire qualcosa alla comunita'. Bizzarro questo dualismo
> nella societa' del peer to peer.

Vero. E io ho ripreso a comporre! Da vecchio nostalgico di vecchia
scuola come sono, su carta. Poi scannerizzo e per fare le parti taglio
e incollo. Spero che il contrabbassista isotropo si ricordi di me :)

ossequi
Childerich
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