Per il settantacinquenne Abbado questo è un anno pieno di impegni e di
nuove uscite discografiche.
Tra le tante novità per la storica etichetta abbadiana sono da segnalare
senz'altro due importanti pagine sinfoniche: l'integrale beethoveniana
registrata a Roma (e Berlino) ormai 7 anni fa e questa fantastica cinquina
di sinfonie mozartiane: n.29, n.33, n.35 "Haffner", n.38 "Praga" e n.41
"Jupiter". Le registrazioni, rigorosamente tratte da concerti tenuti dal
vivo da Abbado con la sua Orchestra Mozart, sono risalenti al periodo
2005-2006. Ebbene, il risultato è fantastico. Abbado, già grande prima,
sembra aver fatto un enorme salto di qualità dopo la malattia che a messo a
rischio la sua vita: da allora le sue interpretazioni sono (se possibile)
sempre più vissute e sempre più schiette e direi quasi radicali. Un grande
esempio furono appunto i concerti a Roma con le rivoluzionarie letture
beethoveniane, e questo disco mozartiano non fa che proseguire su quella
strada, per merito anche dei ranghi ridotti dell'Orchestra Mozart. Ho
iniziato l'ascolto dal fondo, dalla Jupiter, la mia sinfonia preferita: la
novità abbadiana mi è parsa subito evidente dal suono secco prodotto dalle
arcate brevi e taglienti dell'Orchestra Mozart, dall'unità della lettura
nel fraseggio e nei tempi. Proprio una rilettura organica dei tempi ha
provocato in me la più grande sorpresa: il sublime Andante cantabile viene
affrontato ad un tempo considerevolmente più veloce di molte delle grandi
letture che conoscevo (ad esempio Walter, Boehm e Bernstein). Mi ero sempre
chiesto se davvero Mozart intendesse quell'Andante in quel modo, e devo
dire che ascoltare un Andante cantabile tanto "veloce" è davvero
impegnativo, e se è vero che la mia testa conferma forse la lettura di
Abbado, non altrettanto fa il mio cuore, che continua a preferire
l'"adagiata" lettura di Bernstein. Mi pare inoltre che Abbado faccia una
ripetizione in più. Non ho invece parole per descrivere un Minuetto che mi
pare possa serivire da definizione stessa di Minuetto e la resa perfetta
dell'architettura del quarto tempo. A ritroso, ho proseguito nell'ascolto
di una "Praga" che non mi era parsa mai tanto intensa e che raccoglie solo
benefici dalla nuova lettura di Abbado. Stesso discorso per la stupenda e
già matura "Haffner". Non conoscevo la n.33 e dunque non posso fare
raffronti, ma conoscevo molto bene la piccola gemma n.29, e qui la lettura
mi è parsa, se possibile, ancora più innovativa: sembra di sentire un'altra
sinfonia, più matura e libera dai preconcetti affibiati al Mozart
"giovane", almeno al confronto della mia incisione di riferimento: Boehm.
Questa maturità non si esprime in un volerne per forza dare una lettura
preromantica, anzi, Abbado sublima il lato classicheggiante di questa bella
pagina con tempi veloci e fraseggio ancora una volta invidiabile: il
risultato è sensazionale, basti sentire il Minuetto, mai così Minuetto.
Dunque un disco meraviglioso, con Abbado che prende per mano l'ascoltatore
e l'Orchestra Mozart e li conduce a scoprire l'inestinguibile fascino del
più geniale tra i compositori.
Una nota di merito per la qualità della registrazione: il suono è perfetto,
ma la cosa che mi ha più colpito è la totale assenza di disturbi dovuti
alla presenza del pubblico: non mi sono molto simpatici colpi di tosse e
simili manifestazioni della presenza umana e devo dire che non mi pare di
aver sentito niente di simile. Che i tedeschi abbiano distribuito qualche
centinaio di museruole??? :)
Un peccato invece che non ci siano gli applausi e le ovazioni di cui si fa
menzione in copertina.
Parallelamente all'aquisto di questo nuovo Mozart targato Abbado, mi sono
fatto il regalo di un'incisione che sapevo non mi avrebbe deluso: i
concerti K414 e K491, con Pollini a dirigere dalla tastiera i fidati Wiener
Philharmoniker, anche qui dal vivo. Nulla da dire, Pollini si conferma
nella mia opinione il più grande pianista sulla piazza e sa offrire una
grandiosità e una maturità del tutto inedità a queste due sublimi pagine
concertistiche.
Una menzione anche per le cadenze di Sciarrino per il concerto K491: ho
letto (mi pare su Classic Voice) dei pareri contrari, a me invece sono
piaciute molto e sono parse davvero ben calate nel contesto concertistico.
Mi piacerebbe molto sentire un'accoppiata concertistica Pollini - Orchestra
Mozart (Abbado): i Wiener sono senz'altro grandiosi, ma dati i risultati
ottenuti da questi due dischi, un'accoppiata mozartiana potrebbe risultare
davvero incredibile.
Ottima la qualità sonora, culminante qui in un gran bell'applauso finale.
Che dire, c'è da augurare lunga vita e lunga carriera a questi due nostri
grandi connazionali.
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L'Esattore
«Io sono giovane e uso gli sms».