| Re: Le Concert des Muses (Sala del Cembalo) |
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Group: it.arti.musica.classica · Group Profile
Author: ranaporanapo Date: Apr 22, 2008 22:27
Zadok (MdG) ha scritto:
> (perché ranapo disse:)
>>Era già tutto detto e sepolto nel proprio tempo: se ne è tentata una
>>riesumazione inventando prassi esecutive ricavate da "trattati" ma
>>senza esecutori possibili...dell'epoca, e allora dovendo creare una
>>nicchia ( possibile) di mercato, a certe sottigliezze ma chi vuoi che
>>badi.
Zadok, il consiglio è semplice: non badare a ciò che dice ranapo.
Ognuno è libero di risolvere la sua esistenza come ritiene più
opportuno, questo è bene non scordarlo mai.
Tu e il solerte ritenete che quel che fate vi giovi?
Ma ben venga se vi aiuta a rendere accettabile l'esistere.
Non si può pretendere che la pensiamo tutti allo stesso modo.
I guai incominciano quando subentra l'interpretazione intesa come
arbitrio, tutto qui.
In fondo che fa un interprete poco consapevole: nega agli altri, con la
sua "sovrapposizione soggettiva di intenti" , l'opportunità di ricevere
un messaggio: questo è il danno più grande.
Sta all'ETICA dell'esecutore...cercare e poi anche trovare, ri-conoscere
e non intepretare.
> "Il suono del clavicembalo è come quello di due scheletri che copulano su un tetto di lamiera."
Se qualcuno si è permesso di dire questo significa semplicemente che ci
sono modi diversi di recepire ciò che la realtà ci propone e tutti sono
legittimi se chi se ne avvale ne trae giovamento per dare un senso alla
propria esistenza.
E' la malafede ciò che dà fastidio.
Quando è manifesta prima o poi le persone se ne accorgono.
Altrettanto vale per la buonafede: se c'è, le persone la percepiscono e
il giudizio...si attenua, diventa più bonario, più interlocutorio.
Una ultima cosa: la verità , purtroppo non ammette alternative.
Un fraseggio lo si può intendere in mille modi, ma uno solo è quello che
può rendere giustizia e dar vita ad un materiale dato.
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