Il Tue, 24 Jun 2008 15:04:45 +0200, rodolfo.canaletti@tin.it (Rudy) ha
scritto:
>In questa stagione il turno di abbonamento C alla Scala (che poi è il
>mio) ha avuto qualche problema. Prima c'è stata la defezione del Tristan
>a causa di uno sciopero (fatto per un sol giorno e proprio in quello).
>Ora, un'opera prevista dal cartellone, l'Andrea Chenier, non viene
>rappresentata e sostituita per gli abbonati dalla Traviata. Infine il
>tempo intercorso fra la rappresentazione di Il giocatore e La Traviata è
>stato di soli 4 giorni.
>Comunque, per quanto mi riguarda, meglio rivedere la Traviata che non
>l'Andrea Chenier.
>Rivedere, ho scritto. Sì, perché alla Scala la Traviata l'ho vista giÃ
>altre tre o quattro volte, sempre nella sontuosa messa in scena della
>Cavani, con le scene di Ferretti e i costumi della Pescucci. Mi pare
>giusto che la Scala ripresenti periodicamente questa messa in scena. È
>molto bella, ricca, e per chi non l'ha vista è un vero piacere poterla
>vedere.
>
>Data per scontata quindi la regia, mi pare opportuno invece soffermarmi
>sulla realizzazione musicale.
>Non mi ha completamente soddisfatto. La Traviata è un'opera che io
>adoro. La sua musica, il suo canto sono intensamente emozionanti, come
>lo è la vicenda. Ma per suscitare questa emozione, credo che sia
>necessario che direttore e cantanti la sentano a loro volta nel profondo
>mentre recitano cantando. Prendiamo ad esempio la bellissima aria di
>Alfredo nel primo atto, oppure lo straordinario, impareggiabile duetto
>fra Violetta e papà Germont nel secondo, o quella breve frase "Amami
>Alfredo" che giunge, come una sciabolata drammatica e disperata alla
>conclusione del dialogo in cui Alfredo rassicura Violetta con la
>previsione che il padre la amerà : bene, nella rappresentazione di ieri
>sera non sono riusciti ad emozionarmi così come ricordo di essere stato
>emozionato in altre circostanze. Direi che l'unico momento in cui
>l'opera mi ha restituito l'emozione che mi aspettavo è stato nel terzo
>atto, l'Addio al passato, aria struggente, densa di dolore, di
>rimpianto, di disperazione, che la Devia ha saputo rendere. Cosa che non
>ha fatto del tutto nei suoi altri interventi.
>Perché?
>Penso prima di tutto al direttore d'orchestra, Carlo Montanaro. Non lo
>conoscevo, ma mi è sembrato più incline a sottolineare gli aspetti
>dinamici che non gli aspetti dolorosi, della sofferenza che ci sono
>nell'opera. Poi non sono riuscito a liberarmi dalla sensazione che i
>cantanti fossero inseriti in una routine di canto. Certo, Bruson chissÃ
>quante volte ha interpretato il vecchio Germont. Non c'è dubbio che
>abbia recitato e cantato benissimo. Ma io credo che emozioni come quelle
>del duetto del secondo atto possano essere trasmesse solo se "le senti"
>tu stesso, come personaggio, in quel momento. L'eccessiva routine
>allontana da questa possibilità . La stessa cosa può essere detta della
>Devia. Tecnica perfetta, ma voce non al meglio delle condizioni, e
>soprattutto una certa meccanicità che non ha giovato alla realizzazione
>del personaggio. Con l'eccezione dell'Addio al passato che è stato,
>credo, il suo pezzo forte.
>Del tenore, Alfredo, interpretato da José Bros, non si può dire certo
>male: voce chiara, limpida, buona tecnica (mi sento di dirlo anche non
>sono certo un intenditore), ma discreta freddezza nell'interpretazione
>del personaggio, e sostituzione degli aspetti emotivi del canto con la
>retorica della gestualità .
>
>Una nota di colore (personale, per carità !): mentre Bruson cantava nel
>corso del duetto con la Devia, chinato sulla poltrona nella quale
>Violetta era accucciata tenendosi la testa fra le mani, mi sembrava di
>vedere Verdi. Lo so, è una stupidaggine, ma quest'uomo ormai anziano,
>con la barba, vestito con una foggia ottocentesca, con il cilindro in
>mano...
>In un'altra occasione mi è sembrato di vedere il compositore in un
>interprete delle sue musiche: molti anni fa, al Teatro Regio di Parma
>vidi Backhaus che interpretò alcune suonate di Beethoven. Al suo
>ingresso, il suo aspetto, la sua zazzera bianca scarmigliata, la sua
>andatura mi diedero l'illusione di trovarmi davanti allo stesso
>Beethoven. Scherzi della mente!!!
>
>Comunque non posso dire che sia stato uno spettacolo brutto. Se non
>avessi avuto nell'orecchio altre rappresentazioni della Traviata, avrei
>detto di trovarmi davanti a uno spettacolo di altro livello. E così l'ha
>interpretato il pubblico con entusiasti e prolungati applausi sia al
>termine dei numeri principali, sia al termine dello spettacolo.
>
>Ciao a tutti
>
>Rudy
E il riferimento politico dove è nascosto? Un premio a chi lo scopre
:-)))
GP