Re: La musica non significa nulla
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Re: La musica non significa nulla         

Group: it.arti.musica.classica · Group Profile
Author: Leonardo Polato
Date: Jan 9, 2007 14:40

Danny Rose wrote:
> Leonardo Polato wrote in message
> 1hrlerq.1epnhlcc6hi2dN%%l_polato@virgilio.it...
>
>> Bè, quindi potrebbe non essere efficacissima quando s'indaga il senso di
>> un opera d'arte..:-)
>
> Potrebbe essere più efficace quando soddisfa i requisiti di entrambi i tipi
> di codici.

Appunto: sussumendo che la differenza tra comunicazione e significazione
è più sfumata di quanto si pensi!
>
>> Comunque: mentre la semiotica di tipo saussuriano vede la lingua
>> naturale come il sistema semiotico principale,
>
> Il che mi pare difficilmente contestabile.

In una visione antropomorfa, direi di sì. Visto che sempre più spesso
si parla di zoosemiotica e di semiosi anche a livello cellulare, penso
sarebbe più pertinente dire che la lingua naturale è un caso particolare
di semiosi.
E' contestabile, cioè, vedere la presenza di "segni" solo in presenza di
sistemi formalizzati, come, mi sembra, lasciava capire Saussure.

Non stiamo cercando di comunicare
> osservandoci a vicenda, in questo momento.

D'accordo. Ma per quale motivo, secondo te, avrebbero inventato le
"faccine", se non perchè è sorta la consapevolezza che il significato di
ciò che diciamo è spesso veicolato anche dai cosiddetti tratti
soprasegmentali del linguaggio? E questo non è sempre accaduto anche
prima che venisse formalizzato dai semiologi?

M
>>quella interpretativa di
>> tipo peirciano la vede come un sistema particolare all'interno del più
>> generale processo di semiosi. Ovviamente, io mi riferisco a quest'ultima
>> teoria: questione di parrocchie...
>
> E di punti di vista.

Una parrocchia è un punto di vista condiviso, direi.

Non è certo la materialità in sé e per sé a distinguere i
> testi artistici (quei testi che interroghiamo con questo tipo di
> aspettative, se preferisci) da quelli puramente linguistici.

Credo di non capirti del tutto, scusami. Se non è la materialità di
un'opera d'arte a veicolare molteplici effetti di senso, essi da dove
vengono? Da una pura articolazione formale di tipo linguistico? Ma cosa,
allora, distinguerebbe i colori del semaforo da quelli di Klee? E
quand'anche riuscissimo a definirli "estetici" in base ad un sistema di
opposizioni, a quante altre articolazioni formali di colori dovremmo
opporre i colori di Klee per definirli "estetici"?
> Proprio non vedo perché la voce parlata diventi oggetto di intenzione
> estetica quando ci concentriamo "sulle onde sonore emesse dall'apparato
> fonatorio". Lo è quando è esperita in senso estetico

Per me, è la stessa cosa che dicevo io!

, cioé quando non ci
> accontentiamo di quanto è pertinente linguisticamente ma cerchiamo livelli
> diversi di senso.

Sì: livelli di senso che non possiamo che cercare in *quella* materia.
> Non contesto che la materialità dell'espressione (la sostanza, per essere
> ogni tanto un minimo precisi) abbia un ruolo. E' evidente che ce l'ha. Ma ce
> l'ha come supporto di una forma, come sostanza articolata.

E questo, seppure
> in modo differente (d'altra parte non ho mai sostenuto che un'opera d'arte
> sia testo esattamente come una qualsiasi enunciazione linguistica), vale
> anche per i codici sottesi all'opera d'arte.
>
>> Mah, in una poesia potrei dirti che l'effetto estetico è dato anche dal
>> suono vocale delle parole impiegate (suoni che, per me, sono
>> "materiali").
>
> Certo, ci mancherebbe. Ma non solo "materiali" tout court. Sono sostanza
> articolata in forma.

Da un lato ti direi di sì. Dall'altro, mi verrebbe da dirti che se c'è
una cosa che l'arte contemporanea ci ha insegnato è che il senso
estetico può nascere anche solo dal puro materiale. Ma si aprirebbe un
capitolo troppo vasto...
>
>>D'accordo
>> con te sulla narrativa, anche se pure lì un certo pensiero al ritmo
>> delle parole impiegate credo lo si faccia. In effetti, per "materiale"
>> qui intenderei "i significanti".
>
> Che infatti non sono puramente materiali. Né secondo Hjelmslev, né secondo
> Saussure.
>
>> Comunque, non pensavo tanto all'opera letteraria, quanto alla pittura
>> (in cui parte dell'effetto estetico è dato anche dalla "grana" del
>> colore).
>
> Ho capito. :-) Ma la grana del colore diventa elemento significante di per
> sé o all'interno di un sistema di opposizioni, anche minimo?

Un tempo ti avrei detto all'interno di un sistema di opposizioni, ok.
Ora, forse, ti direi che il sistema di opposizione c'è di sicuro ma che
arriva comunque"dopo" il fatto percettivo (l'Oggetto immediato di
Peirce).

L.
>
> dR
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