Re: La musica di Haendel.......
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Re: La musica di Haendel.......         

Group: it.arti.musica.classica · Group Profile
Author: Freiherr Childerich von Bartenbruch
Date: Sep 15, 2008 12:47

On Sep 13, 6:40 pm, eg...@email.it (egmont) wrote:
> Il 13 Set 2008, 22:05, Sightreading gmail.com> ha scritto:
>
>> Freiherr Childerich von Bartenbruch wrote:
>
>>> Michael Finnissy.
>
>> Ah però. Chi cazzo è?
>
> E' un mediocrissimo compositore che comunque rappresenta un fenomeno
> interessante: l'ignoranza di coloro che lo tengono in gran conto.

Invece tu sai tutto. Che bello che deve essere come te, eh.
> Particolarmente degna di nota è, nelle sue partiture, l'insistita
> ineseguibilità delle parti.

In molte, non tutte.
> Degna di nota soprattutto quando è riferita a misure che, prive di
> particolare rilievo, costringono, per dire, un pianista a spaccarsi il
> cervello sulla collocazione metrica di deliri di volatine; o nel rendere
> verosimili gruppi irregolari sovrapposti (a titolo di esempio: trovare un
> gruppo di venti trentaduesimi, perdipiù composto, su uno di diciotto, tra le
> due mani. è normale prassi per Finnissiy).

Venti trentaduesimi su un gruppo di diciotto (se ci pensi un pochino)
non
è una cosa poi difficile.

In Finnissy c'é ben di peggio.
> [[NOTA: Un onesto compositore saprebbe come risolvere tecnicamente, nella
> scrittura, passaggi di tal fatta attraverso un necessario lavoro di
> semplificazione ritmica e ripulitura grafica; lavoro che rende le misure
> eseguibili e, nella percezione uditiva, praticamente inalterate]]

E tu ovviamente sai perché vengono fatte certe scelte notazionali,
ovviamente.
> Ma forse la cosa più interessante non è neanche questa; in fondo il vezzo
> (sto per dire: la "maniera") di vomitare cascatine di note con cornicette
> graficamente accattivanti, sia pur odiate dagli esecutori, è ricorrente in
> tanti compositori contemporanei, anche qui in Italia: penso ad un Ambrosini
> o, per cadere nel grottesco, ad un Guarnieri.

Se è per questo in una partitura di Guarnieri ho visto un rallentando
fino ad una croma a metronomo 0 (durata infinita?).
E ovviamente tu conosci Guarnieri, e sai perché ha scritto certe
pagine.
Poi uno ascolta diverse interpretazioni della "Romanza alla Notte" e
vi ritrova una indiscutibile unità. E si tratta di un brano stupendo.
Nota che non sto difendendo la complessità notazionale come valore per
se. Ma se un compositore sceglie quella strada forse un motivo c'é.
Come esercizietto ti lascio pensarci su.
> Quello che è più interessante, dicevo, è chi si ostina a dar valenza di
> pensiero a tutto ciò, quasi fosse una nuova filosofia di grafia e gestualità
> musicale.

Non conosco nessuno che dia valenza di pensiero o comunque un valore
alla complessità della notazione di per se. Sare bbe sciocco. Ma
tale complessità non è l'origine di un pensiero musicale, ma è la
CONSEGUENZA di una certa scelta poetica. Ragionare è faticoso vero?

Qui ti sfugge una cosa.
La musica di Finnissy.

Sai, tu di cose ne sai tante. Ma non le capisci.

omaggi
Childerich
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