> Altra ammissione: ho una copia del I e II libro del C.B.T.
> Non è una copia originale.
> Ho ascoltato sommariamente il I libro solo una volta.
> Il pianista è Glenn Gould.
A me piace molto; è un pianista che si ama o si detesta, proprio perché
personalizza, diciamo così, molto l'approccio ai testi. Lo si apprezza anche
di più (o lo si odia) se si conosce la musica, perché la sua realizzazione
del testo non è quasi mai quella che ti aspetteresti leggendola prima di
sentirlo. Non che la modifichi: diciamo che le note sono quelle giuste e ci
sono tutte. Ci sono aspetti della notazione musicale codificati in modo un
po' meno univoco (il tempo, la dinamica ecc. il discorso sarebbe lungo, io
sto semplificando perché ho l'impressione che tu sia alle prime esperienze,
correggimi se sbaglio) su cui Gould esercita tutta la sua creatività . Il
risultato è sempre di grande suggestione, e se Gould ha un pregio è la
trasparenza, la chiarezza con cui puoi seguire i vari piani del discorso; è
impossibile non rendersene conto ascoltando le fughe.
Il Clavicembalo ben temperato è un'opera concepita per clavicembalo. Nella
versione tedesca del titolo si parla semplicemente di "tastiera" ma fra gli
strumenti a tastiera disponibili all'epoca il più adatto all'esecuzione è
indubbiamente il clavicembalo; il pianoforte ancora non c'era, Bach ebbe
modo di provare un modello sperimentale di questo nuovo strumento una sola
volta, e pare non l'abbia apprezzato granché. Probabilmente non lo avremmo
apprezzato neppure noi, bisogna dire: era ancora una specie di tentativo.
Resta il fatto che Bach il pianoforte non l'ebbe a disposizione. Perché i
pianisti se ne sono appropriati? Perché Bach fa parte a pieno titolo della
didattica della tastiera, ed è sommamente utile anche ai pianisti. Questa
può essere una prima risposta. C'è poi da dire che la sensibilità storico
filologica in campo musicale è sostanzialmente recente. Ci sono sempre stati
cultori degli strumenti antichi, ma il successo del pianoforte fu tale che
divenne la tastiera per eccellenza. E' dunque su questo strumento che la
maggior parte dei compositori e dei musicisti del diciannovesimo e della
prima parte del ventesimo secolo conobbero ed eseguirono la musica barocca,
destinata al clavicembalo.
Oggi abbiamo quindi a disposizione esecuzioni più rispettose dell'aspetto
storico filologico, realizzate al clavicembalo e realizzazioni pianistiche
che, se non sono pienamente legittime dal punto di visto storico, possono
avere una loro validità estetica, oltre a suggerire i rapporti che legano
la musica di Bach al repertorio pianistico successivo. Rapporti assai
numerosi e importanti.
Avevo giusto in mente di consigliarti Glenn Gould e Richter per il
pianoforte. Ci sono molte altre esecuzioni, ma queste a parer mio sono un
buon punto di partenza (e non solo). Al clavicembalo la versione di
riferimento resta, per me, quella realizzata da Gustav Leonhardt, due doppi
cd della DHM ancora reperibili. E' vecchiotta, ma registrata molto bene e di
grande fascino e levatura. Per Leonhardt vale il discorso fatto per Richter;
è un grande, vale la pena di conoscere tutto quel che ha fatto. Io lo penso
anche di Gould, ma riconosco che coinvolge in modo più profondo le
idiosincrasie personali.
Se sei un neofita forse quattro dischi di clavicembalo (o di Bach al
pianoforte) sono un impegno un po' gravoso. Fammi sapere, mi sembravi molto
interessato a quest'opera in particolare. Naturalmente ci sono molte altre
cose per iniziare con Bach, come i Concerti Brandeburghesi o i Concerti per
violino e orchestra d'archi. Raccomandabili anche le Suites per orchestra.
Per trovare un bel po' di indicazioni:
http://iamc.harmoniae.com/
E' un lavoro fatto da alcuni di noi vecchi frequentatori del ng. Io figuro
come Vitoz (ho cambiato svariati nick).
Alcuni libri che possono esserti utili:
Claudio Casini, L'arte di ascoltare la musica, Bompiani
http://www.hoepli.it/libro.asp?ib=9788845233029&pc=000014002004000
Otto Karolyi, Grammatica della musica, Einaudi
http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880615444&ed=87
Giorgio Pestelli, Gli Immortali, Einaudi (quest'ultima è una guida alla
formazione di una discoteca)
http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880617512&ed=87
ciao
dR