Re: L'imbroglio Hatto
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Re: L'imbroglio Hatto         

Group: it.arti.musica.classica · Group Profile
Author: Cocco Bill
Date: Feb 17, 2007 08:14

On 17 Feb, 16:19, giovannilav...@rintintin.it (Giovanni Lavena) wrote:
> Cocco Bill ha scritto:
>
>> La stessa Hatto (a quanto racconta
>> nei libretti che accompagnano i 2 CD Chopin/Godowsky) aveva una lunga
>> familiarità con gli Studi sopra gli Studi, ed alcuni di essi in
>> gioventù afferma di averli studiati in pochi giorni.
>
> Proprio una delle opere che, ormai incontestabilmente, nei "suoi" dischi
> risultano in realtà registrate da un altro! Certo che la questione è davvero
> curiosa. e se fossero false anche le note?

Le note mi sembrano genuine, cioè non un elemento della truffa, o
quantomeno un elemento inconsapevole della truffa. Così, su due piedi
e nonostante la mia indole diffidente, faccio fatica a credere che la
Hatto sia coinvolta.
>> Ma tu davvero leggi i critici musicali? ;-)
>> Io ormai solo per informazioni e pettegolezzi di bassa macelleria.
>
> Certo che li leggo. Per educazione e per ormai inveterata abitudine
> professionale sono sempre interessato ai pareri altrui.

Ritiro la mano dolorante per la bacchettata... ;-)
> E non dirmi che la banda di classicstoday, compresi i gallici di Huss, non è
> spesso esilarante!

Preferisco la striscia mattutina di Dilbert sul sito di Scott Adams
(no, lo so che non c'entra nulla :-). Se ho del tempo da dedicare alla
musica preferisco suonare oppure leggermi un buon saggio. L'unica
fonte di consigli discografici sono RMCR e IAMC (ques'ultima ha
inoltre il vantaggio di essere sufficientemente generalista da
evitarmi di dover sfogliare i quotidiani ;-).
> Ho visto da qualche parte che come matrice per la copia non sarebbe stato
> usato solo Grante.

Ho passato parte del pomeriggio a vagare da un thread all'altro ma non
ho trovato dove ne parlano.
>> Certo che da una vicenda del genere Tom Deacon (l'ideatore e il
>> responsabile della Serie dei Great Pianists) ne esce ridicolizzato.
>> Chi segue RMCR avrà presente quanto si è speso nel magnificare
>> praticamente ogni interpretazione della pianista inglese.
>
> Beh, l'ho visto un po' sulla difensiva e meno arrogante del solito. Un tipo
> assai curioso!

Adesso fa la vittima, si sente imbrogliato. Ma mi chiedo: uno che ha
ascoltato dischi e pianisti professionalmente per tutta la vita o
quasi e che si è procurato (a sua detta) decine e decine dei CD della
Hatto, può veramente incappare in un infortunio del genere, salvo che
non sia solo un trombone? :-)
> Certo però che la vicenda stimola riflessioni più generali sull'approccio
> con le registrazioni e su quanto possa condizionare l'ascoltatore il
> contorno di informazioni che le accompagna. Uno sente il Liszt di qualche
> oscuro pestatasti ungherese o giapponese e dice: Sì, vabbè, passiamo ad
> altro. Sente lo stesso Liszt attribuito alla misteriosa Prometea inglese
> che, aggredita dal cancro, strappa le sue esecuzioni alla malattia ed
> esclama: Questi sì che sono davvero trascendentali!

Non si plaude mai abbastanza agli ascolti alla cieca. E quante ne
vengono fuori... Chiedi per esempio a Sarrasani cosa pensa ora di
Kobrin, dopo tutto quello che ne aveva detto al Van Cliburn... ;-)
> Tu l'avevi mai sentita la misteriosa lady?

L'unico acquisto di dischi Hatto riguarda quel doppio che ho detto. Mi
mandarono in omaggio il CD con gli studi di Chopin. Anche lì, libretto
con note della pianista: gli studi furono registrati nel settembre del
2003 insieme ad una parte di quelli di Godowsky e proprio in quei
giorni lei festeggiava il 75simo compleanno. Ora, posto che il
Godowsky non è suo, lo Chopin chissà, non so proprio rispondere alla
tua domanda. :-)
>>> Viene dunque da chiedersi quale ritorno economico
>>> il vedovo e i suoi complici pensavano di poter trarre.
>
>> Chi lo sa...
>
> Ho visto in uno degli innumerevoli post su rmcr che si prospetta anche una
> ipotesi più benevola, almeno limitatamente alla Hatto. Costei potrebbe avere
> effettivamente realizzato le registrazioni, ma, visto l'esito deprecabile a
> causa del peso della malattia, il marito le avrebbe - pietatis causa -
> sostituite con quelle di altri pianisti. Sempre truffa, ok, ma all'insaputa
> della pianista.

Io parteggio per questa ipotesi (da dimostrare peraltro).
> Questa spiegazione darebbe un senso alla spendita del nome
> di altri soggetti (direttori, orchestre, tecnici...) nei dischi, indicazione
> che altrimenti sarebbe ancor più sconcertante.

Non è così semplice. Intanto il direttore Renè Köhler sembra un
personaggio all'Alberto Lizzio, con la differenza che quest'ultimo era
qualcun altro, mentre Köhler è probabilmente nessuno, nel senso che si
dubita proprio che le registrazioni siano avvenute, data la scarsa
capienza dello studio di registrazione della CA a Cambridge o
dell'inesistenza addirittura di una chiesa indicata come luogo di
registrazione.
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