On Tue, 22 Jul 2008 15:44:25 +0200, "Still ist die Nacht"
nacht.com> wrote:
>Vedo che il problema è reciproco, visto che io non ho parlato *solo* degli
>stranieri.
Innanzi tutto scusa per il mio tono precedente, un po' sgarbato.
Marcelli ha citato una frase di Rudy relativa a stranieri ed ha
risposto ribadendo quell'argomento. Davo dunque per scontato che anche
tu rispondessi in merito. Per quanto riguarda la tendenza generale,
gli omicidi sono diminuiti grazie alla lotta alla criminalitÃ
organizzata, ma in compenso sono aumentati furti, rapine, stupri e
altri reati. Tieni poi conto che, soprattutto negli ultimi anni, c'è
un gran numero di reati che verosimilmente non viene neppure più
denunciato. Per esempio le violenze sessuali vengono denunciate solo
nel 10-15%% del totale dei casi. I borseggi compiuto vengono denunciati
solo nel 50%% dei casi, e quelli tentati solo in un 6-8%% dei casi.
Furti e rapine hanno mostrato all'inizio degli anni 90 una parziale
inversione di tendenza, ma negli ultimi anni sono cresciuti di nuovo
rapidamente: Dal link che hai fornito:
"quello che qualche anno fa poteva apparire l'inizio di una inversione
di tendenza si è rivelato solo un fenomeno temporaneo. Ancora meno
rosea è la situazione delle rapine: oggi il tasso delle rapine è una
volta e mezzo quello del 91, due e mezzo quello dell'84 e 18 volte
quello del 1970. Infine, in crescita, appare anche il reato del
sequestro di persona"
>E se si sommano i reati commessi dagli italiani a quelli
>commessi dagli stranieri, la tendenza generale è alla diminuzione.
non mi risulta, leggendo proprio il link che hai fornito tu. Forse
sono diminuiti gli omicidi, grazie alla lotta alla criminalitÃ
organizzata che ne faceva da sola più di 1/3, ma per il resto non è
così.
>Beh, chiaramente tutti quei negri e rumeni a piede libero non stanno facendo
>grandi sfracelli e anche il lodevole impegno della camorra non riesce a
>invertire il trend al ribasso.
per quanto riguarda gli omicidi, forse. Ma per il resto no. Poi, ci
sono statistiche che parlano da sole. In Italia vi sono 2 milioni di
reati all'anno, e tra il 30 ed il 70%% (a seconda della tipologia) è
commesso da stranieri. Non è poco, in un paese dove gli stranieri sono
il 4%% della popolazione residente. Ovvio che poi si creano pregiudizi
e sterotipi. A San Vittore il 70%% dei detenuti è straniero.
Cito ancora la frase dal link che hai fornito:
"negli ultimi 20 anni è cresciuto
sensibilmente il contributo fornito dagli stranieri di alcune
nazionalità alla diffusione di alcuni reati, in particolare i reati
contro la proprietà -ovvero i furti e le rapine- i reati violenti, i
reati connessi ai mercati illeciti della droga e della prostituzione,
e oggi tale contributo appare sproporzionato in eccesso rispetto alla
quota di residenti nel nostro paese."
Non è il caso di diventare xenofobi, ma neppure è il caso di far finta
che il problema non esista. Per ritornare un attimo IT, si rischia di
fare come quelli che sostengono da 30 anni che la musica contemporanea
se la passa benissimo, che i concerti sono sempre pieni, mentre in
realtà è evidente che non giene frega quasi nulla al 99,9%% della
popolazione, e che dopo che un compositore muore la sua musica
scompare quasi del tutto dai cartelloni, ad esclusione di qualche
ricomparsa nel caso di ricorrenze (comunque rare),
>D'altra parte pare che la crescente
>precarizzazione e privatizzazione e mancanza di sicurezze economiche non
>scateni la violenza degli oppressi.
>Che dipenda dalla notoriamente inefficiente polizia italiana, pure a corto
>di fondi? Che sia il ritorno dei valori, gli stessi che ci viene ripetuto
>continuamente stanno scomparendo?
Non vedo ritorno ad alcun valore, in Italia. L'Italia è un paese che,
secondo me, non è in grado di ospitare nessuno, perché ha già troppi
problemi di suo e non sa neppure pensare ai suoi cittadini. E' un
paese con una burocrazia allucinante, pieno di tasse ed imposte di
bollo come non se ne vedono da nessun'altra parte, privo di molte
garanzie sociali che altrove sono normali. Guarda cosa accade ad uno
che perde il lavoro in Danimarca o in Olanda, e confrontalo con quello
che accade ad un Italiano. E' un paese in cui la vita costa come e più
che nel resto d'Europa, ma le persone guadagnano in media 2-3 volte in
meno. Ho passato 14 anni all'estero e ho potuto fare confronti su ogni
cosa, su ogni dettaglio della vita quotidiana. Avrei una lunga lista
di cose per le quali in Italia c'è da mettersi le mani nei capelli,
per come funzionano (o non funzionano). Amo l'Italia perché ho con
essa un legame culturale, visto che vi sono nato e cresciuto, perché è
un museo all'aperto, ha paesaggi naturali magnifici ed un mare
stupendo, e perché si mangia benissimo. Ma se penso a come funziona ed
è gestito, mi verrebbe voglia di non tornarvi mai più.