mmm...interessante la tua dissertazione (seppur concisa) però tu hai parlato
di musica classica e poi hai menzionato Bartók e ¦ostakovic i quali non sono
propriamente classici, o meglio dipende da cosa intendi tu per classici;
ovvero Classici sarebbero più che altro Haydn, Mozart, Beethoven, Hummel,
Clementi, ecc. cioè gli autori del periodo immediatamente dopo il Rococò e
l'epoca Galante (1720 - 1820 da prendersi con le pinze) mentre i due autori
che hai menzionato tu si collocano pienamente tra la fine dell'Ottocento e
l'inizio del Novecneto inoltrato ed in un contesto di nascita, o comunque
forte affermazione, di Scuole Nazionali che spesso e volentieri (figlie del
Romanticismo aperto alle particolarità locali, se così si possono chiamare
le manifestazioni musicali dei vari popoli) andavono totalmente contro
corrente rispetto alla muscia cosiddetta classica (scale pentatoniche e
modali, utilizzo di aggregati accordali e forme musicali fuori dalle
simmetrie della forma-sonata o comunque dei "disegni" formali classici). La
domanda che mi sorge spontanea dopo aver attentamente letto il tuo messaggio
è: non ti sembra una contraddizione aver ritenuto musica con valore
artistico solo il jazz e la muscia classica ed aver poi portato due esempi
di autori tra i più grandi "incorporatori" nella propria muscia delle
tradizioni autoctone dei loro paesi (non devo certo ricordarti che Bartok è
praticamente il padre dell'etnomusicologia), ovvero ti chiedo non è che ...