HANDEL 1707 e Roma Festival Barocco!!!
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HANDEL 1707 e Roma Festival Barocco!!!         

Group: it.arti.musica.classica · Group Profile
Author: Zadok (MdG)
Date: Nov 24, 2007 01:51

Per chi non lo sapesse, in questi giorni a Roma si sta svolgendo la
terza edizione del Roma Festival Barocco, quest'anno dedicata in gran
parte ad Handel (e amici romani), per il noto anniversario del 1707.

Ingresso libero a tutte le serate, qui sotto vi giro il programma di ciò
che rimane a partire da oggi!

Da notare la serata di domani, con l'accoppiata CEMBALO / ARPA...

Ciao
Zadok

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Sabato 24 Novembre, ore 21.00
Chiesa di S. Eustachio in Campo Marzio - Piazza S. Eustachio

P A S Q U I N I - S C A R L A T T I - H A E N D E L

BERNARDO PASQUINI (1637-1710)

Sonata in Do
Pastorale
Variazioni per il Paggio Todesco

ALESSANDRO SCARLATTI (1660-1725)
Toccata Allegro, Presto, Partita alla lombarda, Fuga

DOMENICO SCARLATTI (1685-1757)
Sonata in Si, K 87
Sonata in Re, K 77
Moderato e cantabile, Minué
Sonata in Sol, K 328
Sonata Pastorale in Fa, K 446
Sonata in Re, K 92

GEORG FRIEDRICH HAENDEL (1685-1759)
Fuga in La, HWV 609
Chorale "Jesu meine Freude"
Concerto in Sol
Adagio, Allegro, Allegretto

Liuwe Tamminga - Organo

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Domenica 25 Novembre, ore 19.00
Biblioteca Angelica - Piazza Sant’Agostino, 8

F A N T A S I E R O M A N E

BERNARDO PASQUINI (1637-1710)
Sonata a due bassi
(S.B.P.K. Landesberg 215)
Allemanda, Passacaglio, Toccata, Variazioni capricciose

GEORG FRIEDRICH HAENDEL (1685-1759)
Chaconne in Fa maggiore, HWV 485

Suite in Re minore, HWV 447
(British Library Add. Ms 31573)
Ouverture, Allemande, Courante, Sarabande I, Sarabande II, Chaconne.

Dalla suite VII in Sol minore (a. 1707/09)
Ouverture, Presto, Andante, Allegro
da: Suites de pièces pour le clavecin, vol I, The Auhor,
stampato da J. Cluer, Londra, 1720

Microcosms Concerto
Dedidicated to his scholars by Edward Jones, harpist to the Prince of
Wales (Londra, XVIII secolo)
Allegro, Largo, A Fugue, Andante, Minuet

Mara Galassi – Arpa a tre ordini
Giovanni Togni – Clavicembalo

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Martedì 27 Novembre, ore 21.00
Oratorio del Caravita - Via del Caravita, 8/a

H A E N D E L A R O M A

DIETRICH BUXTEHUDE (1637-1707)
Trio Sonate in Re minore Op.1/6
Grave/Allegro - Adagio - Vivace - Adagio/Presto

GEORG FRIEDRICH HAENDEL (1685-1759)
Care selve, aure grate
(Famiglia Ruspoli, 1707-1708)

GEORG FRIEDRICH HAENDEL (1685-1759)
Sonata in Fa per violino e basso continuo
Adagio - Allegro - Largo - Allegro

GEORG FRIEDRICH HAENDEL (1685-1759)
Figlio d'alte speranze (HWV 113)
(Cardinale Pamphilj, 1707)

---

GEORG FRIEDRICH HAENDEL (1685-1759)
Sonata in Do per viola da gamba e clavicembalo
Adagio - Allegro - Adagio - Allegro

JOHANN KASPAR KERLL (1627-1693)
Passacaglia per clavicembalo

BERNARDO PASQUINI (1637-1710)
Toccata con lo Scherzo del Cucco

GEORG FRIEDRICH HAENDEL (1685-1759)
Un' alma inamorata
(Famiglia Ruspoli. Vignanello, giugno 1707)

Lorna Anderson – Soprano
LONDON BAROQUE
Ingrid Seifert - Violin, Jacobus Stainer, Absam 1661
Charles Medlam - Bass viol, English c.1685
Terence Charlston - Keyboard

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Mercoledì 28 Novembre, ore 21.00
Chiesa di S. Agostino in Campo Marzio - Piazza S. Agostino

H A E N D E L E I S U O I M A E S T R I

GEORG FRIEDRICH HAENDEL (1685-1759)
Sonata in Si minore, HWV 367, per traverso e basso continuo
Largo –Vivace – Presto – Adagio – Alla breve – Andante – A Tempo di
Minuet

GEORG FRIEDRICH HAENDEL (1685-1759)
Due movimenti per cembalo in La minore :
Lesson HWV 496
Sonatina HWV 584

ARCANGELO CORELLI (1653-1713)
da” Première partie du cinquième oeuvre de Corelli, ajustée à la flute
traversiere”
Sonata IV in Sol maggiore, per traverso e basso continuo
Adagio – Allegro –Vivace – Adagio – Allegro

---

GEORG FRIEDRICH HAENDEL (1685-1759)
Sonata in Mi minore HWV 359b per traverso e basso continuo
Grave – Allegro – Largo – Allegro

ALESSANDRO SCARLATTI (1685-1757)
Sonata III in Do Maggiore, per violoncello e basso continuo
Largo-Allegro-Amoroso-Presto

GEORG FRIEDRICH HAENDEL (1685-1759)
Concerto a 4 in Re minore
per traverso, cembalo obbligato e violoncello obbligato
Adagio – Allegro – Largo – Allegro

Laura Pontecorvo - traversiere
Andrea Fossà - violoncello
Andrea Coen - clavicembalo

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Sabato 1 Dicembre, ore 21.00
Chiesa di S. Agnese in Agone - Piazza Navona

A L E S S A N D R O S C A R L A T T I (1660-1725)

Messa per la Notte del Ss. Natale
(1707)
Per doppio coro a 9 voci, 2 violini e organo

AD INTROITUM

Bernardo Paquini (1637-1710)
Pastorale (organo)

Alessandro Scarlatti (1660-1725)
Beata Mater (mottetto a 4 voci)

Dominus dixit ad me (gregoriano)

KYRIE / CHRISTE / KYRIE

GLORIA

PROPHETIA
Lectio Epistulae beati Pauli Apostoli ad Titum (gregoriano)

CANZON DOPO L'EPISTOLA
Bernardo Pasquini (1637-1710)
Fantasia (organo)

CREDO

AD OFFERTORIUM
Bernardo Pasquini (1637-1710)
Ricercare (organo)

SANCTUS

BENEDICTUS
(gregoriano)

AGNUS DEI I
AGNUS DEI II
(gregoriano)
AGNUS DEI III

I Musici di S. Pelagia
Ensemble Festina Lente
Maurizio Fornero - Organo

Direttore
Michele Gasbarro

*********************** ABSTRACTS **************************

Pasquini, Scarlatti, Haendel.
Nel 1706, a Roma, Arcangelo Corelli, Bernardo Pasquini e Alessandro
Scarlatti entrano a far parte dell'Accademia dell'Arcadia. Nello stesso
anno Georg Friedrich Haendel giunge in Italia e, attraverso Venezia e
Firenze, arriva l'anno successivo a Roma dove si fermerà fino
all'autunno del 1709. I contatti del giovane Haendel con i grandi
maestri dell'Arcadia all'apice della loro fama, lasciarono il segno
nella sua formazione specialmente nelle forme dell'opera e della
cantata. Il programma di questo concerto è un panorama della produzione
tastieristica, nel terzo centenario del loro incontro a Roma, di due
affermati maestri dell'Arcadia, Bernardo Pasquini e Alessandro
Scarlatti, e di due giovani promesse, Georg Friedrich Haendel e il
figlio di Alessandro Scarlatti, Domenico, nati ambedue nel 1685, lo
stesso anno di J. S. Bach.
Due generazioni a cavallo di due secoli e testimoni del passaggio
definitivo dal sistema modale a quello tonale: momento critico ma
fecondo di nuove forme musicali e di nuovi stili, come testimoniano le
composizioni in programma che spaziano dalla Toccata, alla Variazione,
alla Fuga, alla Pastorale, al Corale, alla Sonata, al Concerto.
Programma ben compatibile con il temperamento evoluto dell'organo Werle
del 1764 e con la ricchezza dei suoi colori.

Serata a sostegno dell'Associazione
Aref Onlus

La musica per arpa e cembalo
Le Sonate di Bernardo Pasquini a due bassi ben si addicono alla
coppia arpa – cembalo, secondo la pratica collaudata di accostare due
strumenti di “fondamento”, attestata sin dalla fine del 500.
Bernardo Pasquni, celebre organista romano, considerato all’epoca
il più grande virtuoso della tastiera dopo Frescobaldi, compose oltre a
svariati oratori gran copia di musiche per cembalo pervenuteci in forma
manoscritta. Le Toccate, sebbene meno “Fantastiche” rispetto alle
analoghe composizioni frescobaldiane, mostrano una spiccata tendenza ad
una maggior regolarizzazione formale e un gusto armonico moderno, senza
mancare comunque di una fresca inventiva sia nei passaggi virtuosistici
che in quelli contrappuntistici.
La storia del rapporto di Haendel con l’arpa, e degli arpisti con
la sua musica, è una storia che scivola come un fiume su più di un
secolo di vita musicale; il suo corso ignora i mutamenti di gusto, di
scrittura e di pratica musicale, supera i cambiamenti di conformazione
dello strumento e la relativa prassi d’esecuzione. Alcune tracce di
questo corso sono i brani proposti in questo concerto. L’interesse di
Handel per l’arpa risale agli anni Venti del XVIII secolo e deriva
dall’incontro e scambio con alcuni arpisti inglesi di grande valore;
sono anni in cui la musica entra nel teatro e poi vi esce per incantare
case e strade: l’attribuzione dei generi musicali ai luoghi, almeno in
Inghilterra, non ha motivo d’essere. Allo stesso modo con cui si
interludiano le opere con sonate ed altra musica strumentale, i concerti
strumentali, anche quelli solistici, assumono spesso la conformazione di
patchwork che affiancano arie d’opera, adattate e variate per gli
strumenti, a concerti e musica strumentale per organici vari. L’arpa in
particolare, nelle mani dei sapienti maestri gallesi, sembra divenuta
uno strumento capace di sintetizzare e riportare al proprio idioma
specifico i generi più vari.

Il ventiduenne Haendel a Roma
G. F. Haendel arriva Roma alla fine del 1706. F. Valesio nel suo
diario il 14 gennaio del 1707 ricorda «È giunto in questa città un
Sassone eccellente suonatore di cembalo e compositore di musica, il
quale oggi ha fatto gran pompa della sua virtù in sonare l’organo nella
Chiesa S. Giovanni con stupore di tutti». Il “sassone” a Roma, immerso
in un clima straordinariamente fecondo, a contatto con musicisti quali
Pasquini, Corelli e Scarlatti, subisce una svolta stilistica. In una
città dove è forte la presenza dello “stile italiano”, Haendel compone
una serie di straordinarie Cantate, vere e proprie opere in miniatura,
con scene quasi operistiche (il teatro musicale era allora proibito a
Roma) che richiedono agli interpreti grande padronanza tecnica ed
efficacia interpretativa. Gli anni della produzione romana (1707-1708)
sono lo specchio di una realtà che sta cambiando; una mutazione che
riguarda non solo la Città Eterna ma, più in generale, la sensibilità
della cultura musicale europea. Il programma odierno ha voluto
sottolineare questo aspetto attraverso l’accostamento di alcune Cantate
composte da Haendel durante il suo soggiorno romano, con brani
strumentali di due maestri spirituali del compositore sassone: J. K,
Kerll e D. Buxtehude. La bellissima Passacaglia del primo e la “Trio
sonata” del secondo sono infatti composizioni di raro equilibrio formale
e contrappuntistico ma che risentono di un mondo ormai passato. A
completare il programma due sonate di Haendel (la prima per violino, la
seconda per viola da gamba) e la Toccata con lo scherzo del cucco di B.
Pasquini, capolavoro descrittivo della musica per cembalo del XVIII secolo.

Serata a sostegno dell’Associazione
Insieme

Haendel e i suoi maestri
L’intera produzione musicale di Handel dimostra l’attenzione che
egli pose alla musica italiana ed in particolar modo a due compositori:
A. Corelli e A. Scarlatti, che possono essere considerati suoi ideali
maestri.
Le due Sonate per traversiere e basso continuo, nonché la Lesson e
la Sonatina per clavicembalo mettono bene in risalto la conoscenza del
repertorio corelliano, ma anche la cantabilità, la maturità
contrappuntistica, il gusto italianizzante ed il richiamo costante ad
una più ampia orchestrazione tipici dello stile haendeliano.
La Sonata IV di Corelli, trascritta in una tonalità più adatta come
sonorità e diteggiature al traversiere, risulta una sonata densa di
salti, arpeggi e scale, testimone dell’elevato livello virtuosistico
raggiunto dai flautisti francesi in quegli anni.
Non vi sono a tutt’oggi elementi certi che permettano di stabilirne
la paternità di Alessangro Scarlatti della sonata III in sol maggiore ;
si tratta comunque di una composizione interessante, strutturalmente
ancora in parte legata alla forma della sonata seicentesca, con spunti
melodici e ritmici che lasciano spazi da una parte alla ricerca di
raffinatezze timbriche e dall’altra alla pratica, all’epoca consueta,
della ripetizione variata.
Il Concerto a 4 di G. F. Haendel, infine, presenta una scrittura
straordinariamente lineare e matura,con un impiego degli strumenti al
meglio delle proprie possibilità.

Serata a sostegno dell’Associazione
APURIMAC

Messa per la notte del Ss. Natale

La messa di Alessandro Scarlatti, per doppio coro a 9 voci, 2
violini e organo, fu scritta per la Basilica di S. Maria Maggiore a Roma
per il Natale del 1707, assolvendo ad uno degli incarichi richiesti dal
Capitolo della Basilica al Maestro di Cappella titolare.
Le notizie d’archivio rinvenute testimoniano una documentazione
ampia circa i criteri che governarono la prima esecuzione, quali gli-
organici vocali e strumentali, i nomi degli esecutori, nonché i
pagamenti effettuati dal Capitolo. Curiosa è l’annotazione, nei
pagamenti, del compenso dovuto a Domenico Scarlatti come compositore
dell’opera e “Battitore al secondo coro” nel corso della solenne esecuzione.
La messa fa uso di un linguaggio assolutamente originale e
variegato. Si alternano momenti di grande dinamismo, con l’uso del
contrappunto e del “tutti” dei cori, a momenti di grande estasi e
dolcezza con l’uso di “soli” e momenti dialoganti fra le parti.
La Messa viene riproposta secondo i modelli originari, alternando
brani vocali e strumentali composti da musicisti attivi nella Basilica
prima dell’arrivo di Alessandro Scarlatti.

Serata a sostegno dell’Associazione
ASSOCIAZIONE
S.O.S. INFANZIA NEL MONDO

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http://www.romafestivalbarocco.it

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http://www.gfhbaroque.it

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