camilutam ha scritto:
> "Jonas Willard (AKA "Archeopteryx")"
> ha scritto nel messaggio
> news:47e22017$0$36449$4fafbaef@reader5.news.tin.it...
>
>> Ma quello non passa per un libro, la lettura del quale potrebbe
>> essere complementare ad altro; passa SOLO per il tempo che
>> ci si può dedicare sullo strumento e un insegnante valido. Io
>> tempo ne ho poco, è tanto se posso suonare 10-20' al
>> giorno un giorno sì e uno no, ed è per questo che manco mi
>> metto a cercare un insegnante. Mi direbbe "studia questo"
>> e io non potrei farlo.
>
> Scusa se ti rispondo qui e non nel thread ufficiale. Se mi permetto è perché
> anch'io sono più o meno nelle tue condizioni. Per quanto riguarda la
> registrazione sono d'accordo con sarrasani. Quando ho avuto l'ambizione di
> registrarmi (solo audio), le prime incisioni erano terribili (invece quando
> mi registrava mio padre nascondendo il microfono erano buone). Prova a
> lasciare il microfono sempre acceso quando suoni e non suonare con lo scopo
> di registrare, ma viceversa registra tutto quello che suoni e soprattutto
> non ti fermare se sbagli e non correre a cancellare. Registra tutta la
> sessione qualunque cosa accada e ripeti più volte il brano. Prima o poi,
> anche se suoni 20 minuti al giorno, qualcosa di buono uscirà . Comunque,
> almeno per me, quando mi riascolto sono molto più esigente di quando suono e
> noto delle imprecisioni che altrimenti non avrei notato, proprio perché non
> ho una tecnica solida. Quindi magari da una parte aumentano gli errori, ma
> dall'altra noti errori che altrimenti non avresti sentito.
> Per quanto riguarda gli errori tecnici, quando sono gravi io non vado avanti
> chiudendo gli occhi, ma mi fermo finché non li supero. Altrimenti sbagli
> sempre nello stesso punto e non impari niente. Ci vuole più tempo (nel
> nostro caso a 20 minuti al giorno anche settimane), ma alla fine il
> problema, se è risolto, lo è per sempre (o quasi).
> Infine per il tempo di studio, anch'io quando ho iniziato (e anche ora)
> potevo dedicarne poco, ma mi sono rivolto comunque ad un insegnate. Ero giÃ
> maggiorenne e l'insegnante sapeva che studiavo per passione, quindi andavo a
> lezione solo quando mi sentivo pronto (non necessariamente ogni settimana
> anche per un discorso economico). Un bravo maestro non solo ti svela gli
> errori che non noti, ma ti indica i giusti esercizi per superare i problemi
> tecnici e, in base al tuo livello di preparazione, ti assegna dei brani
> interessanti che possano stuzzicarti ma che, al tempo stesso, siano
> fattibili e costituiscano comunque una piccola sfida per te. Se metti in
> chiaro la tua situazione, nessuno ti forzerà ad andare a lezione
> assiduamente. Quando non puoi, te ne stai a casa e studi per conto tuo. Ci
> vuole molto tempo, ma te lo consiglio. Eppoi, sapendo che non avevo
> interessi professionali, il mio insegnate mi faceva saltare tanti esercizi
> che sono costretti a studiare gli allievi del Conservatorio e che, a volte,
> sono superflui, ma senza tralasciare nulla di importante nella preparazione.
> Se non hai problemi economici, qualunque età tu abbia ti consiglio di
> rivolgerti ad un insegnante (che sappia trattare allievi adulti).
>
> Ciao,
> Camillo
>
>
Camillo, il libro che ho consigliato a Jonas fa assolutamente al caso
tuo, provare per credere, mo' ci vuole.
Il problema sta nel metodo di studio. Un insegnante fa da garante di
continuità , ma se non ti insegna un metodo, i risultati, da soli, non
vengono a nessuno.
Poi fai come credi, ma questo libro è fantastico.
Mi ringraziano entusiasticamente due painisti in carriera per le
riflessioni e soprattutto per il fatto che molti pincipi giusti di cui
molti pianisti sono venuti a conoscenza per le vie più dipsarate, in
quel libro sono messi tutti "utilmente" in fila.
ranapo