Re: Giovani promesse...dell'archeologia
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Re: Giovani promesse...dell'archeologia         

Group: it.arti.musica.classica · Group Profile
Author: Danny Rose
Date: Nov 21, 2007 01:19

"enziotempo" ha scritto nel messaggio
news:660d6fa5-1a10-43c6-8799-6467182e3d39@c29g2000hsa.googlegroups.com...
>Se fai studiare lo Czerny notte e giorno ad un bimbo, mi
>dici dove trovi poi il tempo per fargli conoscere il linguaggio
>contemporaneo di Kurtag o Bartók. Stesso discorso vale per gli studi
>del Clementi e molta musica contemporanea, e non solo gli studi di
>Ligeti. Non si può fare tutto!

Non mi pare che si dominino esattamente allo stesso modo e con gli stessi
mezzi Czerny e Kurtag, Clementi e Ligeti. Mi pare che le Etudes di Ligeti
(non le ho mai lette, solo ascoltate e apprezzate molto) siano un tantino
più impegnative degli studi del Gradus (un momento; quali? il Gradus è
piuttosto vasto, per non parlare della produzione di Czerny), che senza un
serio apprendistato (che non significa "giorno e notte", in altre parole non
fare altro) non se ne venga fuori. Apprendistato che è sia fisico-meccanico
che musicale. E in questo quadro, guarda che banalità mi tocca dire,
Clementi e Czerny hanno un ruolo; forse non esaustivo (è evidente che anche
la tecnica progredisce) ma ce l'hanno. A meno che non si debbano eliminare
anche scale e arpeggi perché tanto il sistema tonale imperniato sui due modi
non interessa più nessuno...al di là degli scherzi, già lo strumento e la
scrittura per lo strumento (intendo la messa a fuoco delle sue potenzialità
sonore) non sono un'astrazione fuori della Storica, sono profondamente
storiche anch'esse. Bene o male, scrivere per il pianoforte significa
confrontarsi con questa storia, che è anche storia di soluzioni tecniche.
Buffo come tocchi a me dire certe cose. Questo per il suonare. Quanto
all'ascoltare, va da sé, direi. A meno che tu non sai per gli ascolti
coatti, come sembrerebbe.

A proposito, io Bartok non lo studiavo per conto mio. Avevo, sui quattordici
anni, una passione divorante per Schoenberg (mai affievolita), che la mia
insegnante detestava. Come compromesso mi concesse Bartok, che piaceva a
entrambi (Microkosmos, Sonatina e quant'altro fosse nelle mie possibilità),
col quale mi divertii parecchio. Non mi mai passato per la testa di farlo al
posto di Czerny, e non solo perché mi avrebbe fucilato. Mi pareva evidente
la differenza fra i due scopi, oltre che quella banale fra le differenti
stature artistiche, e come Czerny o qualcosa di analogo mi servisse anche
per Bartok. Già, evidentemente io sono negato per la critica militante.

dR

E non ha senso oggi formarsi
esclusivamente su tecniche esposte in metodi vecchi di quasi duecento
anni. Quando ABM studiava il piano mancavano all'appello centinaia e
centinaia di pagine di letteratura pianistica non ancora concepite: o
molli qualcosa per il contemporaneo altrimenti raddoppi gli anni di
studio. Mi pare che questo sia un conflitto.

Se poi tu vuoi far finta che le "troiate" siano le invenzioni&sinfonie
di Bach, beh allora... Cmq qualche preludio e fuga di bach in meno e
qualcuno in più di Sostacovic non guasterebbe.

ET

ps
per ABM Ravel e Debussy erano praticamente dei contemporanei; non so
se mi spiego neh...
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