Re: FilaStrocca :-)
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Re: FilaStrocca :-)         

Group: it.arti.musica.classica · Group Profile
Author: Meister Jakob
Date: Dec 20, 2006 05:07

"dimitri" ha scritto
> a me la
> musica del Don annoia da paura, non c'è un'aria che trovi interessante,
> tutto mi pare già sentito, tutto è statico, nulla si muova, non c'è un
> momento che mi senta rapito da musica e vicenda,

“Dall’istante in cui la mia anima rimase per la prima volta colpita dalla
musica di Mozart e umilmente vi si prostrò dinnanzi ad ammirarla, è spesso
stata per me occupazione cara e ristoratrice riflettere come quella beata
concezione del mondo data dai greci che chiama il mondo cosmos appunto
perché esso si mostra quale una totalità ben organizzata, quale un elegante
e trasparente ornamento dello spirito che lo attua e lo sostiene, come
quella beata concezione si ripeta in un superiore ordine di cose, nel mondo
degli ideali, come anche qui ci sia una sapienza reggitrice, mirabile
soprattutto nel rannodare ciò che è dello stesso genere, Axel con Valborg,
Omero con la guerra troiana, Raffaello con il cattolicesimo, Mozart con Don
Giovanni.”

E’ Soren Kierkegaard che così esordisce nel capitolo GLI STADI EROTICI
IMMEDIATI ovvero IL MUSICALE EROTICO del suo Enten – Eller, più noto in
Italia come Aut – Aut.

Poi, più avanti: “Ascolta Don Giovanni, …cioè se non sai farti un’idea di
Don Giovanni con lÂ’ascoltarlo, non te la farai mai! Ascolta lÂ’inizio della
sua vita (Â…) ascolta queste tenui e danzanti note di violino, ascolta lÂ’ammiccare
della gioia, ascolta il giubilo del desiderio, ascolta la festosa
beatitudine del godimento; (Â…) ascolta la sete sfrenata della passione,
ascolta il sussurro dellÂ’amore, ascolta il bisbiglio della tentazione,
ascolta il vortice della seduzione, ascolta il silenzio dell’tante, …ascolta, ascolta, ascolta il Don Giovanni di Mozart.”

Così Kierkegaard conclude la magistrale analisi: “…tra tutte le opere
classiche il Don Giovanni di Mozart deve trovarsi al posto supremo, e mi
rallegrerò ancora una volta della felicità di Mozart, felicità che invero è
invidiabile, sia in sé e per sé, sia perché rende felici tutti coloro che
anche solo in parte sono in grado di comprenderla. Io, per lo meno, mi sento
indescrivibilmente felice dÂ’aver capito Mozart, seppur solo da lontano, e dÂ’aver
presentito la sua felicità; quanto più, dunque, coloro che l’hanno
perfettamente capito, quanto più dovranno sentirsi felice con quel felice!”

ciao
Giacomo
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