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Group: it.arti.musica.classica · Group Profile
Author: Giovanni Lavena
Date: Mar 6, 2008 14:59

Ovvero il Quartetto Emerson. Meraviglioso concerto, ieri sera, all'insegna
del "classico che più classico non si può": Mozart K.458 - Beethoven op. 18
n. 4 - Schubert D.804. Mi sembra di poter dire che i quattro bravissimi
musicisti americani riescono a calarsi profondamente nello spirito di ogni
autore e di ogni opera offrendo, nel contempo, un affresco unitario e vivido
sull'importanza del quartetto d'archi nella storia musicale a cavallo tra il
700 e l'800. In qualche misura, un concerto monolitico, in cui tutto si
situava a un livello profondissimo di scavo, di riflessione sulla forma e
sull'espressione, con una tensione mai flessa e un'attenzione quasi
maniacale a rendere trasparente il dialogo tra gli strumenti. Difficile
individuare dei momenti clou, tali erano la continuità del discorso musicale
e la concentrazione dei musicisti. Ne segnalo tre che davvero mi sono parsi
straordinari. L'incipit dell'op. 18 n. 4 di LvB, così corrusco,brumoso,
misterioso e contrastante col secondo tema, più lieto, che giunge a
risolvere una tensione che, in soli pochi istanti, si è fatta quasi
insostenibile. L'incipit del quartetto "Rosamunde" di Schubert, in cui la
dolcezza trascendentale del tema è meno esibita rispetto ad altre
interpretazioni e viene in risalto, invece, un senso di pudore malinconico
in cui il canto del primo violino è quasi nascosto nel tappeto ovattato
realizzato dagli altri strumenti: alcuni minuti di pura magia. Il primo dei
due bis: Webern, il terzo dei cinque pezzi op. 5, reso con un virtuosismo
bruciante e spasmodico: le ultime frasi erano quasi sciabolate. Ho appena
riascoltato l'esecuzione del quartetto LaSalle ed è incredibile come di un
brano così breve possano darsi interpretazioni tanto diverse. Malgrado un
pubblico non certo avvezzo a questa musica, il livello altissimo
dell'esecuzione è stato percepito da tutti perché proprio qui si è avuto
l'applauso più esplosivo di tutto il concerto (forse catalizzato anche dalla
simpatia di Drucker che ha annunciato il pezzo in un buon italiano
commentando che era "molto corto", con un tono da "tranquilli, fra poco ce
ne andiamo!"). Altro bis con un imprecisato corale di Bach.
Nei prossimi giorni il quartetto Emerson suonerà a Roma, Milano e Trieste.
Chi può vada a sentirlo, perché merita!

Giovanni

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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
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