Re: Cosa c'è stato, negli ultimi venti anni, di veramente nuovo nella musica ?
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Re: Cosa c'è stato, negli ultimi venti anni, di veramente nuovo nella musica ?         

Group: it.arti.musica.classica · Group Profile
Author: dipa
Date: Dec 26, 2006 03:53

Giovanni Lagnese ha scritto:
> Cosa c'è stato, negli ultimi venti anni, di veramente nuovo nella musica?
> C'è stato, negli ultimi venti anni, un Prelude à l'aprés-midi d'un
> faune, un Sacre du Printemps, un Pierrot Lunaire, un 4'33''?
> O forse siamo in una fase di stagnazione, perché le si sono provate
> davvero tutte, e oramai nulla più soprende? E qualora la risposta a
> quest'ultima domanda sia affermativa, la conseguente altra domanda è:
> come si può uscire da questa fase di stagnazione? La mia risposta forse
> è: quando qualcuno scriverà musica che sia riconosciuta di grande valore
> artistico dalla cultura "ufficiale" e dalla critica più fissata con
> "l'avanguardia", e che allo stesso tempo non venga avvertita, dalla
> maggior parte pubblico della musica classica, né come "la solita
> accozzaglia contemporanea di rumori", né come "musica che suona un po'
> come Mahler e un po' come Bartok". Da lì si potra ricominciare un discorso.
> Ma vi chiedo innanzitutto di rispondere ai primi tre punti interrogativi
> di questo post.

La fase di stagnazione, caro Giovanni, dal mio punto di vista risiede
piu' che nel "le abbiamo provate tutte", nel radicale cambiamento dei
processi produttivi musicali, nella differente percezione e modalita' di
"fagocitazione" da parte del pubblico (o del mercato) e nelle
peculiarita' delle radici culturali da cui oggi proviene gran parte
della musica (anche quella definita accademica, che sta incominciando a
"imbastardirsi", e non da oggi).
In realta' l'apparente stagnazione, e' un "effetto", come quando si fa
girare una trottola colorata, il cui risultato e' vedere la suddetta
trottola di colore bianco, neutro. Oggi la produzione e' frenetica, e
non c'e' *il tempo* per elaborare e sviscerare delle idee, che seppur
buone rimangono ad uno strato superficiale. Penso ad esempio ad Aphex
Twin e Squarepusher che con un enorme potenziale creativo (IMHO) vengono
etichettati come musicisti "dance", e quindi colpiti dalla mannaia della
categorizzazione e relegati nel calderone della "low music", la musica
di bassa lega (a questo proposito invito a cercare il bootleg dove
Squarepusher con Jamie Lidell e la London Sinfonietta suona brani di
Aphex Twin, John Cage, Steve Reich ed Edgard Varèse, tanto per dirne
alcuni).
Per come uscirne: io sono fiducioso nel fatto che la natura e di
conseguenza ogni processo legato all'attivita' umana, si autoregola,
configurandosi in deteminati modi. Di conseguenza non mi preoccupo e mi
limito ad essere attento a cio' che mi circonda, stabilendo i punti di
forza e di debolezza della situazione odierna.
Saluti.
--
dipa
per rispondermi in pvt: dipa 84 chiocciola gmail punto com
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