Re: Brahms-pensiero
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Re: Brahms-pensiero         

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Author: Freiherr Childerich von Bartenbruch
Date: Sep 11, 2008 12:19

On Sep 11, 8:23 pm, eg...@email.it (egmont) wrote:
> Il 11 Set 2008, 17:16, Freiherr Childerich von Bartenbruch
> gmail.com> ha scritto:
>  ma
>
>> Brahms possiamo considerarlo come uno dei primi compositori
>> veramente europei: Tra le tecniche a sua disposizione ha
>> aggiunto, ad esempio, le scale della tradizione
>> ecclesiastica tedesca e il contrappunto olandese, e anche
>> Palestrina ha esercitato una profonda influenza su di lui.
>
> non per fare il Bastian Contrario ad ogni occasione, ma come si può
> affermare quello che hai appena scritto?
>
> Brahms non è stato certo tra i primi compositori spiccatamente "europei",
> per via di illustri e palesi precedenti (penso a Haendel, Mozart, Haydn,
> Gluck, Rossini, Cherubini, Wagner, Mendelssohn, Berlioz e una sfilza di
> altri nomi).
> Nè è stato spiccatamente "europeo" nella produzione, che è anzi fortemente
> radicata nella tradizione più schiettamente tedesca: quella delle sonate,
> dei concerti, delle sinfonie, dei lieder e via dicendo.

La musica è assolutamente tedesca, suona tedesca, per complessità é
tedesca, per introspezione, se vogliamo, é tedesca. È allo stesso
tempo uno dei primi (non ho detto il primo) ad aver assorbito
influenze in modo così profondo e farle proprie, non parlo certo di
citare elementi esotici o comunque "forestieri" nella propria musica.
Non si tratta di elementi esotici impiantati su un tessuto
essenzialmente nazionale (ti lascio identificare i compositori che
sono rimasti francesi o tedeschi o austriaci in tutto e per tutto a
dispetto dell'introduzione di elementi pseudo-spagnoli, o cineserie, o
"musiche turche").

Può darsi che con quel "uno dei primi" abbia esagerato un po', ma non
mi riesce facile individuare nei compositori a lui precedenti capacità
analoghe di assorbire elementi esterni senza farli suonare come tali.
Wagner è decisamente compositore meno "europeo". Berlioz anche...
Sarà che sono da troppo tempo in Germania, ma qui va di moda esaltarne
l'"europeità" - forse suona _male_ definire un compositore tedesco
(cerco di evitare tali trappole...).

Riguardo alla scelta delle forme, fermamente ancorate alla tradizione
cui faceva riferimento (ho anche accennato al fatto che la sua
sinfonia è rigorosamente in quattro movimenti!) non vi è dubbio che si
tratti di forme della tradizione germanica.
> Non lo è stato per stile, nè per interessi, nè tantomeno per vicende di
> vita; che io sappia le sue biografie non segnalano viaggi importanti al di
> fuori dell'area tedesca; certo è inimmaginabile rapportare Brahms, che so,
> ad un Mozart che compie un "viaggio studio" in Italia e poi va a vivere in
> Francia.

No, vero. Ma scrivere arrangiamenti di canti popolari scozzesi o
francesi o bretoni o italiani non rende automaticamente europeo.

Childerich
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