daniel pennac (portatile) wrote:
> Non ho fatto in tempo ad acquistarne :-((
> Siamo andati via alla fine dello spettacolo perchè avevamo un
> bell'addormentato al seguito, anzi diciamo due!
>
> Come vi siete trovati, tralasciando che i teatri sembrano un reparto di
> pneumologia?
Benissimo. Gli Arcimboldi sono un teatro nuovo, buona acustica, buone
strutture, e senza una struttura stabile che condizioni i calendari
tecnici. Per una orchestra ospite, la struttura ideale.
Per una casualità , è successo che abbiamo fatto due concerti di seguito,
uno nella chiesa di S. Irene a Istanbul (una delle più antiche della
cristianità tuttora nella sua forma originale) e uno in piazza del
Campidoglio a Roma. Dato che Costantinopoli (cioè Istanbul) si definiva
come "la nuova Roma", è stato inevitabile fare qualche confronto fra la
Roma antica (la nostra) e la nuova (Istanbul). Andiamo in ordine di
viaggio.
Aeroporto. Modernissimo e organizzato quello di Istanbul, caotico ed in
stato di confusione terminale quello romano. Causa principio di incendio
allo smistamento, i bagagli ci sono stati consegnati dopo una attesa di
una ora e mezza. Impressionante, a Fiumicino, la stanza contenente i
bagagli esteri perduti e/o non reclamati, dalla quale si sprigionava una
apprezzabile puzza di cadavere.
Controllo passaporti. A Istanbul controllano il nome sul terminale,
verificano se il documento è falsificato alla luce di Wood, controllano
l'esatta corrispondenza della fotografia con la faccia del presentante.
A Fiumicino fanno passare senza faticosi controlli che disturberebbero
il riposo delle forze di sicurezza.
Traffico. Abbondante con numerose code in ambedue le città .
Alberghi. Non paragonabili in quanto di categorie differenti.
Ristoranti. Nel centro di Sultanahmet, in un locale di lusso un pranzo
completo (primo, secondo con contorno e caffè), due persone trenta euro.
In un ristorante fuori mano all'EUR, due primi, due insalate senza
secondo, due dessert e due caffè, 78 euro. La cameriera masticava un
chewing-gum mentre serviva. No comment.
Nettezza urbana. Nonostante ad Istanbul non ci siano nè cassonetti nè
cestini, presumibilmente per paura che vi possano essere abbandonate
bombe, la città è immacolata, le strade sono pulite e scritte sui muri
contenute entro il limite fisiologico. A Roma sporco e cartacce da tutte
le parti. Questa probabilmente è la principale emergenza italiana: il
grande sudicio da tutte le parti, e non solo a Napoli. - Anche Milano è
mediamente molto più sudicia adesso di quanto non fosse dieci o venti
anni fa. - La popolazione italiana non si preoccupa di sporcare e gli
incaricati di ripulire. Ormai ci siamo abituati e non ci accorgiamo più
di vivere nella merda, ma anche nel terzo mondo ormai è difficile
trovare paesi più sudici dell'Italia.
Trasporti pubblici: ad Istanbul mezzi immacolati, tram modernissimi. Per
accedere alle piattaforme dei tram bisogna passare da una tornella e
nessuno tenta di fare il furbo entrando dalla strada. A Roma: vabbè...
Fontanelle: a Istanbul assai frequenti, specialmente quelle delle
moschee per lavarsi i piedi. A Roma, meravigliosa la fontanella
dell'acqua marcia su un lato del Campidoglio. Ma l'hanno fatta gli
antichi romani, non i moderni.
In sintesi: da Istanbul siamo andati via con il rimpianto di essersi
fermati solo un giorno, a Roma anche un solo giorno è stato pesante. Non
che Firenze sia meglio, comunque.