Allevi, Einaudi e i loro critici
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Allevi, Einaudi e i loro critici         


Author: alf
Date: Mar 8, 2008 03:37

Saluti.

Negli ultimi tempi ho più volte incontrato discussioni su musicisti
'commerciali' che hanno un discreto successo di pubblico e sembrano
invece totalmente invisi al pubblico dei cosiddetti specialisti
(molti dei quali bazzicanti questi ng.). Ho fatto tra me e me alcune
considerazioni che sottopongo qui sotto senza alcuna pretesa visto
che sono farina integrale del mio sacco, e quindi molto poco
documentate - opinioni, appunto.

Nei dibattiti (anche su youtube etc.) si vedono commenti entusiasti
su Allevi, Einaudi, o perfino Clayderman, KennyG e musicisti 'soft'
in genere, contrapposti a commenti violentemente denigratori, in
genere da parte di ascoltatori più tecnici dei primi: questi ultimi
sono poi rintuzzati da reazioni molto veementi e offese dei
primi. (Molti dei commentatori sono anche dei ragazzini e questo
spiega molte cose, ma - specie sui ng - ce ne sono molti che per età
dovrebbero essere più riflessivi)
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206 Comments
Re: Allevi, Einaudi e i loro critici         


Author: cinghio
Date: Mar 8, 2008 04:37

Il Sat, 08 Mar 2008 03:37:21 -0800, alf ha scritto:
> Saluti.
>
> Negli ultimi tempi ho più volte incontrato discussioni su musicisti
> 'commerciali' che hanno un discreto successo di pubblico e sembrano
> invece totalmente invisi al pubblico dei...
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2 Comments
Re: Allevi, Einaudi e i loro critici         


Author: Orfanello
Date: Mar 8, 2008 05:07

alf ha scritto:
>> Negli ultimi tempi ho più volte incontrato discussioni su musicisti
> 'commerciali' che hanno un discreto successo di pubblico e sembrano
> invece totalmente invisi al pubblico dei cosiddetti specialisti
> (molti dei quali bazzicanti questi ng.)...

Sono d'accordo con te quasi su tutto e personalmente, escluso forse il
rap, ascolto ogni genere di musica volentieri, pur avendo com'è naturale
delle nette preferenze. Certamente devo ammettere che la musica di Allevi
e soci suona un pò "paraculetta" come si dice qui a Roma, ma forse è
meglio una composizione mirata e d'effetto ben composta ed eseguita
piuttosto che delle ciofeghe pseudo-intellettualoidi che paiono ben
accette soltanto perchè composte da qualche compositore, specie
contemporaneo, ben affermato.

--

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Re: Allevi, Einaudi e i loro critici         


Author: armando.pasquali
Date: Mar 8, 2008 06:48

alf ha scritto:
> Saluti.
>
> Quanto sopra IMHO, ovviamente.
> Cheers,
> alf
>
>
> P.S: flames > /dev/null

Credo che l'irritazione nasca dal fatto che l'ascolto di Allevi quasi
mai crea
la voglia di espandere le proprie esperienze fino a includere autori
come
Bach, Beethoven, Chopin, ecc.
Da qui la sensazione...
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Re: Allevi, Einaudi e i loro critici         


Author: alf
Date: Mar 8, 2008 08:54

On Mar 8, 1:37 pm, cinghio wrote:
> Una cosa però mi
> infastidisce molto e non è tra quelle da te ritenute salienti per
> comprendere le ragioni di un rifiuto: il continuo atteggiarsi a profeti
> di una ritrovata comprensibilità nella musica "colta", l'orgoglioso
> quanto non richiesto rivendicare parentele illustri nei confronti delle
> quali operare, vivaddio, una salutare retromarcia verso *la gente*.
> Scrivino pure la musica che vogliono, vendano, buon per loro, milioni di
> dischi (un disco di Allevi venduto in più non è certo un disco di Boulez
> venduto di meno, e neanche di Bach o Vivaldi), scrivano libri, facciano
> assolutamente quello che ritengano meglio, non mi irrita e non li
> considero certo dei truffatori, ma allora perchè questo bisogno di porsi
> in alternativa a qualcosa che a loro evidentemente non interessa e non li
> danneggia? Non è la musica di Allevi che mi irrita, è lui che pretende di
> costituire la vera alternativa alla musica "colta" occidentale che
> avrebbe allontanato (?) *la gente* che mi disturba. Non trovo necessario
> fornire "giustificazioni" alla musica di Allevi o di Einaudi, chi se ne
> frega delle mie giustificazioni! Ma neanche loro si rifugino dietro
> all'Idea di una Missione di salvataggio della musica occidentale, che non
> ha bisogno certo del loro aiuto. Tutto qui. ...
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Re: Allevi, Einaudi e i loro critici         


Author: cinghio
Date: Mar 8, 2008 09:52

Il Sat, 08 Mar 2008 08:54:53 -0800, alf ha scritto:
> Il tuo passo che ho citato mi ha ricordato due cose. La prima è che, nei
> vari forum che ho letto, non c'è nulla che faccia imbufalire l'addetto
> ai lavori di turno come chiamare la musica di cui si...
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Re: Allevi, Einaudi e i loro critici         


Author: cinghio
Date: Mar 8, 2008 09:59

Il Sat, 08 Mar 2008 08:54:53 -0800, alf ha scritto:
> (a me fa più venire in mente un Lambrusco, che abbinato bene qualche
> soddisfazione la dà).

P.S. Una bottiglia di lambrusco di Foieta d'Emilia, con pesto di cavallo
e ravioli alle erbette, lo considero degno, almeno, di Rossini.

c

--
I cinghiali non li caga mai nessuno, lontani dalla polenta........
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Re: Allevi, Einaudi e i loro critici         


Author: Hans Rott
Date: Mar 8, 2008 11:00

On 8 Mar, 18:59, cinghio wrote:
> P.S. Una bottiglia di lambrusco di Foieta d'Emilia, con pesto di cavallo
> e ravioli alle erbette, lo considero degno, almeno, di Rossini.

Ma non di noi erbivori.

P.
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Re: Allevi, Einaudi e i loro critici         


Author: cinghio
Date: Mar 8, 2008 11:29

Il Sat, 08 Mar 2008 11:00:03 -0800, Hans Rott ha scritto:
> On 8 Mar, 18:59, cinghio wrote:
>
>> P.S. Una bottiglia di lambrusco di Foieta d'Emilia, con pesto di
>> cavallo e ravioli alle erbette, lo considero degno, almeno, di Rossini.
>
> Ma non di noi erbivori.

Allora con un piatto di "prebugiun" con patate quarantine (una delizia) e
focaccine, e una porzione di pansoti fatti col medesimo (una rarità) o
con altri vegetali consoni conditi con olio extra a a crudo, il tutto
degno di buxtehude (anche se allora andrei su un vinello della val
polcevera, per rimanere sui vini poveri).
Ti va bene così?

c

--
I cinghiali non li caga mai nessuno, lontani dalla polenta........
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Re: Allevi, Einaudi e i loro critici         


Author: Giovanni Lavena
Date: Mar 8, 2008 13:41

alf ha scritto:
> Negli ultimi tempi ho più volte incontrato discussioni su musicisti
> 'commerciali' che hanno un discreto successo di pubblico e sembrano
> invece totalmente invisi al pubblico dei cosiddetti specialisti
> (molti dei quali bazzicanti questi ng.). Ho fatto tra me e me alcune
> considerazioni (...)
> Quanto sopra IMHO, ovviamente.

Trovo le tue considerazioni molto interessanti e nel complesso le condivido,
fatta eccezione per i riferimenti al mondo del jazz, a me abbastanza
indigesto e perciò poco frequentato.
Aggiungerei un'altra...
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