Author: franzifranzi Date: Sep 27, 2007 15:10
In una serata tremenda, fra pioggia (e traffico conseguente), al
Conservatorio ieri sera un luminoso ristoro con l'esecuzione (quasi)
integrale dell'Alcina di Haendel, con il gruppo di Alan Curtis.
Occorre una bella esecuzione per fare scorrere in forma di Oratorio
un'opera lunghetta (siamo sulle tre ore) che è in sostanza una
sequenza di arie chiuse e dove la mancanza della scena toglie
parecchio allo scopo per cui era concepita. In fondo parliamo
dell'Ariosto, dell'Isola della maga Alcina che incanta le sue vittime
con la meraviglia e dove anche il disvelamento della magia e la
riduzione dell'isola a una landa deserta darebbe adito a qualche bel
colpo di teatro.
Ma qui non c'erano forse i mezzi e allora ben venga anche la forma
oratoriale.
Qui Curtis ha subito scelto di spolpare un po' l'integrità eliminando
tutta la parte della storia del giovane Oberto alla ricerca del padre
Astolfo; e la cosa non è poi così grave. Si perde una mezzora, e ne
guadagna l'unità dell'azione e prendono decisamente più vita gli altri
6 protagonisti, che non sono davvero pochi, ognuno con le proprie
vicende accompagnate dalle relative arie.
Un altro bell'aiuto all'ascolto (e a seguire la vicenda) è la scelta ...
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