|
|
Up |
|
|
  |
Author: mario r.p.mario r.p. Date: Jan 3, 2008 05:44
qualcuno ha sentito qualche registrazione in surround?
ci vogliono 5 casse (4 + subwoofer), giusto?
come sono?
Avendo un normale lettore dvd (non l'home theatre) posso sentirli
comunque se collego 4 o 5 casse?
Ma...
in, sostanza, per la classica è meglio lo stereo tradizionale o il
surround?
grassie
m. :-)
|
| |
|
| | 10 Comments |
|
  |
Author: Erg FrastErg Frast Date: Jan 3, 2008 08:15
"mario r.p." gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:41dfbd6d-7232-4a79-87b3-995f22c9eebf@u10g2000prn.googlegroups.com...
qualcuno ha sentito qualche registrazione in surround?
ci vogliono 5 casse (4 + subwoofer), giusto?
come sono?
Avendo un normale lettore dvd (non l'home theatre) posso sentirli
comunque se collego 4 o 5 casse?
Ma...
in, sostanza, per la classica è meglio lo stereo tradizionale o il
surround?
--------------------
Ovviamente stereo.
Quando vai ad un concerto è raro che cantanti e strumentisti si piazzino
dietro la tua testa.
EF
|
| |
|
| | no comments |
|
  |
Author: Marco MarcelliMarco Marcelli Date: Jan 3, 2008 11:07
mario r.p. ha scritto:
> Ma...
> in, sostanza, per la classica è meglio lo stereo tradizionale o il
> surround?
Se lo scopo dev'essere quello di riprodurre il piu' fedelmente possibile
il suono dal vivo, in questo caso a teatro, il surround a 5 canali non
e' molto realistico, non trovi? :-))
--
========================
Marco Marcelli - Genova
========================
|
| |
| no comments |
|
  |
Author: garsonpoolegarsonpoole Date: Jan 3, 2008 11:45
"Marco Marcelli" ha scritto nel messaggio
news:477d327d$0$10620$4fafbaef@reader2.news.tin.it...
> Se lo scopo dev'essere quello di riprodurre il piu' fedelmente possibile
> il suono dal vivo, in questo caso a teatro, il surround a 5 canali non e'
> molto realistico, non trovi? :-))
>
Non è detto se i canali surround propongono un suono di ambienza volto a
ricreare una scena acustica particolare.
|
| |
| no comments |
|
  |
Author: M° Zauker©M° Zauker© Date: Jan 4, 2008 01:27
Erg Frast ha scritto:
> Ovviamente stereo.
> Quando vai ad un concerto è raro che cantanti e strumentisti si piazzino
> dietro la tua testa.
dietro la tua testa infatti c'è il riverbero, se la registrazione è
fatta bene e la ascolti in una sala molto "secca" (tipo cinema),
sentirai il riverbero caratteristico dell'ambiente in cui è stato fatto
il concerto (es. la Scala, la Fenice, ecc.)
ciao
DZ
|
| |
| no comments |
|
  |
Author: Luca LogiLuca Logi Date: Jan 4, 2008 02:11
mario r.p. gmail.com> wrote:
> in, sostanza, per la classica è meglio lo stereo tradizionale o il
> surround?
In linea di massima meglio lo stereo perchè la registrazione è stata
immaginata per essere ascoltata su uno stereo. Inoltre, non giurerei
sulla qualità della maggior parte degli impianti surround. Tipicamente
il canale centrale è immaginato per i dialoghi e spesso ha una risposta
in frequenza ridotta.
|
| |
| no comments |
|
  |
Author: Erg FrastErg Frast Date: Jan 4, 2008 02:36
"M° Zauker©" ha scritto nel messaggio
news:477dfc0f$0$26443$5fc30a8@news.tiscali.it...
> Erg Frast ha scritto:
>
>> Ovviamente stereo.
>> Quando vai ad un concerto è raro che cantanti e strumentisti si piazzino
>> dietro la tua testa.
>
> dietro la tua testa infatti c'è il riverbero, se la registrazione è fatta
> bene e la ascolti in una sala molto "secca" (tipo cinema), sentirai il
> riverbero caratteristico dell'ambiente in cui è stato fatto il concerto
> (es. la Scala, la Fenice, ecc.)
>
Beh, il riverbero lo riproduci anche con due soli canali, come del resto le
prime riflessioni, purchè i microfoni li abbiano piazzati dignitosamente.
Nella musica contemporanea c'è parecchia roba quadricanale e forse anche
più, li si che la cosa diventa interessante, ma ste cose moderne chi le
ascolta?
EF
|
| |
| no comments |
|
  |
Author: Luca LogiLuca Logi Date: Jan 4, 2008 06:06
Erg Frast wrote:
> Nella musica contemporanea c'è parecchia roba quadricanale e forse anche
> più, li si che la cosa diventa interessante, ma ste cose moderne chi le
> ascolta?
Guarda, ho lavorato in ormai parecchie produzioni di musica
contemporanea che prevedevano la spazializzazione del suono mediante
diversi canali di amplificazione in sala. In linea di massima ho sempre
ricavato la medesima impressione, e cioè:
1. che la spazializzazione sia una sorta di zucchero a velo aggiunto
alla musica, senza che avesse una reale importanza ai fini del processo
compositivo
2. che fino a quando c'è una orchestra e un direttore che concentrano
l'attenzione visiva sul palcoscenico, la spazializzazione sarà sempre un
condimento aggiuntivo
3. la configurazione preferita, almeno dai compositori italiani, sono
otto canali di amplificazione distribuita intorno al pubblico. A mio
parere se usassero un surround 5+1 cinematografico l'impianto costerebbe
la metà e si otterrebbe senza fatica almeno l'80%% degli effetti
immaginati.
|
| Show full article (1.21Kb) |
| no comments |
|
  |
Author: Erg FrastErg Frast Date: Jan 4, 2008 06:53
"Luca Logi" ha scritto nel messaggio
news:1ia6zv0.1hx9tld1iuvc4yN%%llogi@dada.it...
> Erg Frast wrote:
>
>> Nella musica contemporanea c'è parecchia roba quadricanale e forse anche
>> più, li si che la cosa diventa interessante, ma ste cose moderne chi le
>> ascolta?
>
> Guarda, ho lavorato in ormai parecchie produzioni di musica
> contemporanea che prevedevano la spazializzazione del suono mediante
> diversi canali di amplificazione in sala. In linea di massima ho sempre
> ricavato la medesima impressione, e cioè:
>
> 1. che la spazializzazione sia una sorta di zucchero a velo aggiunto
> alla musica, senza che avesse una reale importanza ai fini del processo
> compositivo
>
> 2. che fino a quando c'è una orchestra e un direttore che concentrano
> l'attenzione visiva sul palcoscenico, la spazializzazione sarà sempre un
> condimento aggiuntivo ...
|
| Show full article (1.27Kb) |
| no comments |
|
  |
|
|
  |
Author: enziotempoenziotempo Date: Jan 4, 2008 07:54
On 4 Gen, 15:06, ll...@dada.it (Luca Logi) wrote:
>
> 1. che la spazializzazione sia una sorta di zucchero a velo aggiunto
> alla musica, senza che avesse una reale importanza ai fini del processo
> compositivo
>
> 2. che fino a quando c'è una orchestra e un direttore che concentrano
> l'attenzione visiva sul palcoscenico, la spazializzazione sarà sempre un
> condimento aggiuntivo
>
Pardon, ma se gli strumenti sono sparsi per la sala quella come si
chiama? Comunque si sente anche via sterofonia e anche via diretta
radio. Dipende da come sistemate i microfoni e dai "pasticci" che
qualcuno fa dopo :-P
ET
|
| |
| no comments |
|
|
|
|