Andrej Rubliev - cosa si vede
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Andrej Rubliev - cosa si vede         


Author: Vitaliano Caccia
Date: Mar 16, 2008 08:54

Una storia si può anche raccontare a colori ma se si vuole far 'vedere' e
'capire' qualcosa il bianco e nero è imbattibile.

In questo come in altri film di Tarkovsky (in particolare Stalker) c'è
moltissima acqua: non il mare ma fiumi, laghi, ruscelli, pozzanghere. Un
acqua di solito nemmeno pura ma mescolata con la terra e le piante, a cui si
mescolano corpi, sangue, colori. A questa acqua impura dobbiamo aggiungere
una natura 'brutta', vista molto da vicino, corteccie, fibra del legno,
radici, insetti, cespugli, sassi. Le strade sono di fango e piene di
impronte. Un soldato stanco si abbandona a riposare sulla fascina di legno
meno invitante della storia del cinema...
E' una natura viva e produttrice ma quasi del tutto priva (se non in certi
scorci occasionali) di grazia, di bellezza convenzionale, di prospettiva.
Nelle icone la natura non c'è.
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408 Comments
Re: Andrej Rubliev - cosa si vede         


Author: susanna
Date: Mar 17, 2008 01:40

Vitaliano Caccia ha scritto:

:: Una storia si può anche raccontare a colori ma se si vuole far
:: 'vedere' e 'capire' qualcosa il bianco e nero è imbattibile.



:: Curiosamente, c'è un influenza visiva evidente: Brueghel. Lo si
:: riconosce in continuazione nelle folle, nei paesaggi, nelle persone,
:: nelle prospettive, persino negli abiti, proprio al punto di poter
:: indicare il quadro specifico. Difficile pensare ad un pittore meno
:: orientale, più distante dall'arte di Rubliev e Giovanni Teofane del
:: grande fiammingo. Forse Tarkovsky sa qualcosa che noi non sappiamo.

In attesa de "L'armata a cavallo", ecco quello che, personalmente, ritengo
la piu' alta espressione mai ottenuta con la pellicola, superiore anche ai
grandi sovietici e ai grandi statunitensi classici.
T. affronta il tema della collocazione e il ruolo dell'artista nel mondo, un
tema realmente complesso, adeguato alla letteratura, per mostrare come la
tesi del Moritz Benedict non sia vera: "Non si puo' affrontare un tema
complesso con il cinema".
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4 Comments
Re: Andrej Rubliev - cosa si vede         


Author: Vitaliano Caccia
Date: Mar 17, 2008 09:07

Il 17 Mar 2008, 09:40, "susanna" ha
scritto:
>
Ehi, hai giocato d'anticipo, mi ero tenuto i 'temi' per oggi...
> In attesa de "L'armata a cavallo", ecco quello che, personalmente, ritengo
> la piu' alta espressione mai ottenuta con la pellicola, superiore anche ai
> grandi sovietici e ai grandi statunitensi classici.
> T. affronta il tema della collocazione e il ruolo dell'artista nel mondo,
un
> tema realmente complesso, adeguato alla letteratura, per mostrare come la
> tesi del Moritz Benedict non sia vera: "Non si puo' affrontare un tema
> complesso con il cinema".
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4 Comments
Re: Andrej Rubliev - cosa si vede         


Author: susanna
Date: Mar 18, 2008 11:11

Vitaliano Caccia ha scritto:



::: T. fa agire due piani contrapposti, la tensione dell'artista e la
::: tensione della storia, ma la sua parte decide fieramente per il
::: piano dell'artista, cioe' per il piano della volonta' individuale
::: come artefice del mondo e della storia. Il suo e' ed e' sempre
::: stato un discorso di elite intellettuale, mascherato sotto la forma
::: di una religiosita' (non religione) come forma mistificata per
::: stabilire la qualita' superiore dell'uomo superiore, dell'uomo
::: diversamente sensibile.
::
:: Ma non riesco ad immaginare un artista di un qualche peso prendere
:: una posizione diversa.
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5 Comments
Re: Andrej Rubliev - cosa si vede         


Author: Kinch
Date: Mar 18, 2008 12:42

"Vitaliano Caccia" ha scritto nel messaggio
news:87Z14Z124Z211Y1205770084X22652@usenet.libero.it...
> Con un po' di sforzo la meravigliosa sequenza della costruzione collettiva
> della campana può essere fatta rientrare nel quadro di riferimento di un
> regime che, dopoututto, si definiva collettivista e faceva costante
> riferimento al proletariato. Più difficile, appunto, farlo rientrare nel
> quadro di riferimento di Tarkovsky stesso: se non sbaglio nel suo cinema
non
> tornerà mai più un momento del genere.

E' una sequenza che si opponeva al totalitarismo sovietico.
> Da un lato mi pare evidente che Tarkovsky aveva più bisogno delle sue
radici
> sovietiche per creare il suo capolavoro di quanto lui stesso potesse
> pensare.

Può darsi che se fosse vissuto altrove non avrebbe avuto la medesima
sensibilità e ispirazione artistiche.
> Dall'altro mi pare altrettanto evidente che il potere sovietico non aveva
> l'apertura mentale e culturale necessaria per sostenere e conservare una
> simile individualità.
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Re: Andrej Rubliev - cosa si vede         


Author: susanna
Date: Mar 19, 2008 07:55

Kinch ha scritto:

:: "Vitaliano Caccia" ha scritto nel messaggio
:: news:87Z14Z124Z211Y1205770084X22652@usenet.libero.it...
::
::: Con un po' di sforzo la meravigliosa sequenza della costruzione
::: collettiva della campana può essere fatta rientrare nel quadro di
::: riferimento di un regime che, dopoututto, si definiva collettivista
::: e faceva costante riferimento al proletariato. Più difficile,
::: appunto, farlo rientrare nel quadro di riferimento di Tarkovsky
::: stesso: se non sbaglio nel suo cinema non tornerà mai più un
::: momento del genere.
::
:: E' una sequenza che si opponeva al totalitarismo sovietico.

Perche'?

susanna
no comments
Re: Andrej Rubliev - cosa si vede         


Author: Rufus Fabbricastorie
Date: Mar 19, 2008 12:02

Trovato in rete, immagino possa esservi utile. Da parte mia, per tutto
quello che so di Tarkovskij (e di icone) trovo abbatanza buffo che
possiate mettere tra parentesi l'esperienza religiosa (identificata
tout court, mi pare, con l'appartenza ecclesiale), ma non avendo
ancora visto il film mi astengo, per non fare figure barbine.

R.

***

Carlo Zivoli

LÂ’ARTE DELLA CREATIVITAÂ’ SPIRITUALE NELLE OPERE DI A. TARKOVSKIJ, S.
PARADZANOV E A. SOKUROV
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10 Comments
Re: Andrej Rubliev - cosa si vede         


Author: susanna
Date: Mar 19, 2008 17:23

Rufus Fabbricastorie ha scritto:

:: Trovato in rete, immagino possa esservi utile.

Vediamo.

:: Da parte mia, per
:: tutto quello che so di Tarkovskij (e di icone) trovo abbatanza buffo
:: che possiate mettere tra parentesi l'esperienza religiosa
:: (identificata tout court, mi pare, con l'appartenza ecclesiale),

In ogni caso ti faccio notare che questi autori (di cui hai postato) NON
parlano di "esperienza religiosa" a proposito di Tarkovskij, ne' del Rublev.
Pertanto rilancio: tu hai *una* prevenzione, che a questo punto dovresti
motivare.

:: ma non avendo ancora visto il film mi astengo, per non fare figure
:: barbine.

Questo film va visto.
Dovrebbe essere vietato l'accesso a questo ng a chi non ha visto questo
film.

:: Carlo Zivoli
::
:: L'ARTE DELLA CREATIVITA' SPIRITUALE NELLE OPERE DI
:: A. TARKOVSKIJ, S. PARADZANOV E A. SOKUROV
::
:: Secondo Enzo Bianchi, priore della Comunità monastica di Bose
:: (Piemonte, Italia...
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1 Comment
Re: Andrej Rubliev - cosa si vede         


Author: Rufus Fabbricastorie
Date: Mar 20, 2008 00:30

On Thu, 20 Mar 2008 01:23:19 +0100, "susanna"
wrote:
>In ogni caso ti faccio notare che questi autori (di cui hai postato) NON
>parlano di "esperienza religiosa" a proposito di Tarkovskij, ne' del Rublev.
>Pertanto rilancio: tu hai *una* prevenzione, che a questo punto dovresti
>motivare.

Temo che ci sia un qui pro quo. I vari thread su Rublev mi hanno fatto
ricordare un articolo (di Rupnik) che mi sembra citato anche qui da
Zivoli, e ho provato a cercarne traccia in rete; non l'ho trovato, ma
mi sono imbattuto in questo, ho visto che era IT, e l'ho postato come
contributo. Non l'ho neanchce letto tutto, se devo confessare.

L'osservazione sull'esperienza religiosa in Tarkovskij era un inciso,
ed era motivata dal fatto che, per quello che so di Tarkovskij la
dimensione religiosa è un aspetto importante della sua poetica. Mi
sembra strano che, proprio in un film su Rubliev, pittore eminentemnte
religioso, questa dimensione diventi, come hai detto in altra parte
del thread, puramente un pretesto, ma non ho visto il film (che adesso
ho segnato fra le cose da vedere) per cui mi astengo.
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17 Comments
Re: Andrej Rubliev - cosa si vede         


Author: Vitaliano Caccia
Date: Mar 20, 2008 09:53

Il 18 Mar 2008, 20:42, "Kinch" ha scritto:
>
>
> E' una sequenza che si opponeva al totalitarismo sovietico.
>

Si stava giusto cercando di definire con precisione i rapporti dialettici di
Tarkovsky col potere sovietico del suo tempo: grazie per aver ridotto tutto
ad un luogo comune.
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