Author: BorisBoris
Date: Feb 18, 2008 14:08
Ottimo questo film del regista brasiliano Saraceni. Rispetto ai più noti
Glauber Rocha e Julio Bressane, Saraceni pare autore più tradizionale, meno
interessato ad essere scorretto o innovatore, forse più distaccato proprio
nel porsi in rapporto con il proprio prodotto cinema. Nella notte di FO a
lui dedicata qualche settimana fa, O viajante, che è anche l'ultimo film
girato ad oggi da Saraceni, si è fatto preferire al già ottimo Porto de
caixas che vidi tempo fa; mentre il primo film andato in onda, O desafio,
la sfida, mi è sembrato meno valido, una sorta di rivisitazione
dell'Antonioni primi anni sessanta e in particolare di Deserto rosso (penso
soprattutto ad una scena in fabbrica, col rumore delle macchine a
sovrastare il bisogno di comunicare della protagonista femminile). "O
viajante" invece è una sorta di melodramma nero al cui centro si pone una
magnifica figura femminile, la vedova dona Ana, il cui sforzo di dare senso
ad una vita quasi tutta andata sprecata non indietreggia più davanti a
nulla. Se qualcuno ha visto il film non può essere rimasto indifferente
alla sequenza del delitto, con la sua pianificazione impulsiva e con lo
struggente suo compiersi enfatizzato dal breve ralenti; delitto alla
contemplazione del quale Saraceni porta lo spettatore procedendo a ritroso,
partendo da un inizio in medias res che aggiunge interesse al tutto. Ma
bello è anche l'altro delitto, che porterà alla punizione dell'anziano ...
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