Re: perchè Scn non può portare alla libertà
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Re: perchè Scn non può portare alla libertà         

Group: free.it.religioni.scientology · Group Profile
Author: Alessia Guidi
Date: Aug 13, 2008 05:47

On Wed, 13 Aug 2008 01:55:32 -0700 (PDT), erni
wrote:
>Alessia ha scritto:
>>> (erni)
>>>PUO' invece essere vero che uno abbandona uno studio, si confonde o
>>>non riesce ad apprendere a causa di parole malcomprese, ma è falso che
>>>L'UNICO MOTIVO per cui uno abbandona uno studio è la presenza di
>>>parole malcomprese.
>>
>> Puoi essere più specifico?
>
>Beh, se uno non conosce il significato appropriato di una o più parole
>che legge:
>1. Non capirà bene o per niente la frase che le contiene.
>2. Se la frase che non capisce bene è fondamentale per la comprensione
>di quelle successive, rischia di non capire nemmeno quelle.
>3. La non-comprensione di un certo numero di frasi o parole, può
>spingere ad abbandonare lo studio.

Poso dire che quanto sopra mi sembra un residuo dell'indottrinamento
hubbardiano, piuttosto che una verità?

Se di primo acchito non si capisce il significato di una parola lo si
può dedurre dal contesto della frase, presente o successiva. Il che
copre anche il punto 2. Ad esempio, in questo periodo sto studiando
molto. Quando ho ripreso a studiare ho incontrato alcune difficoltà
dovute al fatto che alcune materie mi risultavano molto ostiche
proprio perchè non conoscevo il significato di alcune parole che io
ritenevo chiave. Per cui perdevo un sacco di tempo per capire che cosa
significavano. Procedendo con gli studi (= esperienza) però mi sono
accorta che se invece di fissarmi sulla cosa che non capisco sul
momento faccio una "ricognizione del testo", ovvero ci arrivo
velocemente in fondo lasciando perdere ciò che non capisco, le cose si
chiariscono da sole. Poi lo riprendo in mano una seconda volta, magari
dopo qualche gg, in modo più analitico. A quel punto si attiva una
sorta di "comprensione retroattiva" (ecco che cosa voleva dire
quando...), ovvero alla seconda lettura il significato mi appare
decisamente chiaro, anche di quelle parole di cui non conoscevo
originariamente il significato ma che si chiarisce sia con l'uso
ripetuto nel testo, in contesti simili o diversi, sia grazie al
contesto stesso, sia perchè magari l'autore le spiega nello specifico
più avanti (es la problematizzione e la coscientizzazione di Freire
nel testo che ho segnalato). Vale a dire che, in questo modo, sei TU
che costruisci il significato per ipotesi, aspettative e inferenze,
non è una cosa che ti viene "depositata" (tanto per rifarmi a Freire).

Facendo poi una botta di conti, con il sistema "analitico" suggerito
da LRH e parzialmente utilizzato quando ho ripreso a studiare ci metto
tre volte il tempo che ci metto con il metodo "ricognitivo", che
oltretutto mi dà risultati più duraturi a livello mnestico e di
maggior comprensione del testo nel suo insieme. Nel senso che poi il
ripasso è assolutamente più veloce. Spero di essermi spiegata.

Infine, l'abbandono dello studio credo (e non solo io) sia dovuto in
buona parte ad altri due fattori che LRH non prende minimamente in
nota, anche se a ben ragionarci sono assolutamente presenti anche se
mai esplicitati in tutto il "contorno" dell'esperienza scientologica:
motivazione e interesse personale.

Ora, se applichiamo la tech di studio al contesto di classe
scientologica abbiamo questi due ultimi fattori (motivazione e
interesse) assolutamente predominanti. Sei lì perchè VUOI esserci e ti
interessa molto la materia. Ma se la applichiamo a un contesto diverso
(scuola) dove motivazione e interesse potrebbero essere scarsissimi
per una serie di motivi, costringere lo studente al "chiarimento di
parole" lo ammazza del tutto. Molto più saggio al fine del non
abbandono scolastico sarebbe lavorare su interesse e motivazione
(infatti è in questa direzione che si sta andando).

In Scientology, se ci pensi, la stragrande maggioranza della gente che
passa per la div 6 poi sparisce (ovvero, "abbandona lo studio"). Tutte
parole malcomprese? Non è possibile che, anche considerando che in div
6 si fanno corsi assolutamente gnocchi, vengano a mancare soprattutto
motivazione e interesse? Elementi che invece vengono rafforzati se la
div 6 riesce a farti fare auditing (ovvero farti avere "successi" e
aumentare di conseguenza motivazione e interesse).

Il principio ipotesi/aspettativa/inferenza/interferenza gioca un ruolo
centrale anche nell'apprendimento di una lingua straniera per
"immersione". A forza di ascoltare suoni disarticolati alla fine
arrivi a dargli un senso. Se la teoria della parola malcompresa fosse
valida non si apprenderebbero lingue straniere per immersione.

Quello che invece la "teoria della parola malcompresa" fa, in realtà,
è che ti crea tutta una mistica per cui, alla fine, quando ti trovi
davanti un testo difficile temi talmente tanto l'effetto M/U che ti
cala anche la motivazione, perchè ritieni quel testo un compito troppo
arduo per le tue forze/tempo. Per cui lasci perdere. E ti dedichi
unicamente alle hubbardate perchè lì la motivazione resta forte e
continuamente rinforzata.

Ah, su quel libro di psicologia dell'apprendimento che ti ho segnalato
si parla anche di lettura strumentale e lettura/comprensione. Sono
stati fatti diversi esperimenti e s'è visto che sono due cose
completamente diverse: ovvero bambini che leggevano benissimo ad alta
voce senza inciampi ed errori e poi non sapevano dire che cosa avevano
letto, oppure non avevano capito una cippa. Bambini che leggevano male
ad alta voce, ma avevano capito bene il senso di ciò che avevano
letto. Il metodo 9 (mi pare sia quello) del chiarimento di parole
indica come segnale di "malcomprensione" l'inciampo nella lettura ad
alta voce. Cioè testa unicamente la lettura strumentale, non la vera
comprensione.

Inoltre fin dall'inizio del secolo scorso si sono fatti esperimenti
sui movimenti oculari durante la lettura, che non è uno scorrere fisso
da sx a dx, dall'alto al basso, ma un continuo saltare avanti e
indietro, in alto e in basso, con pause diverse (focalizzazioni).
"Attualmente l'idea prevalente è che i movimenti oculari riflettano un
processo di comprensione in atto che mette in relazione le
informazioni che via via si leggono con le conoscenze possedute
attraverso processi guidati sia dai dati (dal basso), sia dai concetti
(dall'alto). I processi guidati dal basso rispondono ai segnali in
arrivo agli occhi del lettore (grafemi), quelli guidati dall'alto
vanno nella direzione opposta, dalle conoscenze acquisite, anche
durante la lettura, alle ipotesi e aspettative sul significato del
testo che si sta leggendo [...] la distinzione tra processi percettivi
e di comprensione consente meglio di inquadrare la lettura intesa come
decodifica che consente l'accesso alla parola, e la lettura intesa
come comprensione, interpretazione del linguaggio scritto, che
consente il passaggio al significato" (Psicologia cognitiva
dell'apprendimento", de Beni et al, Erikson).

In breve, fissarsi sul significato della parola può essere di
intralcio alla comprensione generale del testo, più che di aiuto. Sei
fissato sul significato della parola e non sulla comprensione
generale. Inoltre la "tech di studio" mi pare parta dal concetto che
sei uno stupido, ovvero non in grado di formulare ipotesi, costruire
aspettative, generare inferenze ma devi rifarti a "fonte esterna" per
i significati che non conosci. E l'applicazione costante della tech di
studio mi pare dia risultati evidenti negli scientologi, che sembrano
incapaci di generare pensieri propri o di cogliere il significato
profondo delle cose che dive LRH, si limitano a ripetere a pappagallo.
>
>Io ritengo che quando si incontra una parola che non si conosce bene,
>il lettore può avere un piccolo fastidio durante la lettura.

Credo possa averlo soprattutto se viene indotto a credere che quella
mancata temporanea comprensione inficierà tutto il resto. Basta
fregarsene e andare avanti. Al limite se alla fine non s'è veramente
capito si correrà ai ripari.
>
>Veramente questo Freire mi ha colpito per la sua umiltà e socialità.
>
>Il suo metodo, da quel che ho capito io, consente di mettere sempre in
>discussione ciò che viene insegnato, dà allo studente la possibilità
>di ragionare e criticare. Non penso che il suo metodo sia molto
>usato nella scuola pubblica.

Comincia a venire usato, soprattutto in comunità e nell'extra scuola.
E' molto interessante la parte in cui Freire spiega in che modo
costruire programmi educativi partendo dagli input degli educandi. Una
fase preliminare di ricerca per capire che cosa interessa loro
veramente, che cosa è importante per l'ambiente/contesto sociale,
sulle parole di maggior uso nel loro contesto/ambiente che abbiano
portata semantica e fonologica importante. Come grafemi/fonemi possono
abbinarsi per creare parole nuove, riflessione sui significati,
partire da situazioni per analizzare i significati e rifletterci in
modo critico. Sono esperimenti di alfabetizzazione usati per i
contadini brasiliani, ma con le opportune modifiche dettate dai
diversi contesti il metodo può essere agevolmente applicato a
situazioni differenti.
>
>Nel "Manuale per i preclear" [ preclear = persona che vuole migliorare
>con i procedimenti di Scientology], copyright 1997, pag. 9:
>
>" L'uomo non si adatta a un ambiente. Adatta l'ambiente a se stesso.
>In questo stà il suo successo. "

Direi che la distruzione ambientale attuale nasce proprio da questo
malsano principio... l'interazione uomo/ambiente deve essere costante
e reciproca.

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