On Tue, 22 Jan 2008 05:38:52 -0800 (PST), Furion
trashmail.net> wrote:
>> Ma così come sostengo questi diritti in nome della libertà (pur non
>> condividendo una parte di qeui conportamenti) devo mio malgrado (e
>> sottolineo mio malgrado) difendere il diritto anche di chi desidera curarsi
>> andando da uno stregone, o dall'omeopata, ovviamente a condizione che lo
>> stregone o l'omeopata non infrangano alcuna legge e che al paziente siano
>> disponibili informazioni ampie e non mono-fonte sulla stregonoterapia (!) e
>> l'omeopatia .
>>
>> Giaga
Io non ne faccio una questione di "libertà di cura", ognuno è davvero
libero di farsi curare come meglio ritiene opportuno o di non farsi
curare affatto. Ne faccio piuttosto una questione di informazione
corretta, di consenso informato e di uso del pubblico danaro, visto
che c'è chi vorrebbe mutuabili i rimedi omeopatici o altri tipi di
"terapie alternative".
Leggevo il blog della Bignardi e mi ha colpito l'ignoranza di alcuni
interventi (anche se direi che la maggioranza si mantiene sullo
scettico andante). Gente che fa confusione tra omeopatia, fitoterapia,
rimedi della nonna come se fossero tutti la stessa cosa.
L'omeopatia si basa sul principio del "simile che cura il simile",
prevede la diluizione oltre il numero di Avogadro (non restano
molecole di principio attivo), prevede la "dinamizzazione", cioè lo
"scuotimento magico" (succussione?) elemento essenziale affinchè abbia
"effetti". Nasche in Germania nel 1700 e ad oggi non ha prodotto
risultati di rilievo.
La fitoterapia al contrario usa principi attivi non di sintesi che
effetti ce li hanno eccome (cicuta, ad esempio, belladonna, coca,
oppio). I principi attivi naturali scoperti nel corso della storia
sono stati studiati, poi sintetizzati. La fitoterapia usa quelli non
sintetici. Quindi un prodotto erboristico contiene principi attivi che
possono avere effetti ben precisi e determinati (mix di erbe
lassative, ad esempio).
I rimedi della nonna (latte e grappa, pannicelli caldi, suffimigi
ecc.) sono appunto rimedi della nonna, quelli che io ho elencato tra
le coccole da farsi e farsi fare.
Sempre in tema di omeopatia, ho visto gente assumere gocce di metalli
vari, ma non erano certo in diluizioni impossibili. Il principio
attivo veniva citato in etichetta e non c'erano diluzioni CH15, 30 o
100. Quindi quelli non erano rimedi omeopatici, ma integratori.
E ancora ho visto usare delle tinture madri vendute come "omeopatici",
e si torna in campo fitoterapico.
Sul blog della Bignardi c'è una tizia che dice di aver sofferto di
acne per molto tempo, di averne provate di ogni, di essersi sentita
dire che si trattava di squilibri ormonali ma che dopo 14 MESI DI CURA
OMEOPATICA l'acne è scomparsa. Mi chiedo: il dubbio che il suo sistema
endocrino si sia sistemato da solo no, eh? Insomma, si torna alla
solita attribuzione causale. Dove l'effetto è stato molto
probabilmente provocato da cause diverse che non dalle goccioline
d'acqua.
Poi l'effetto placebo sarebbe da santificare, e i medici che lo sanno
usare sono bravi medici. Ma non è che siano solo i "medici omeopatici"
a farlo. C'è da dire, come rilevava uno degli interventi del blog, che
bisognerebbe allevare una nuova stirpe di medici che siano più attenti
al paziente e non solo al sintomo. Già quello farebbe novanta in molti
casi, imho.
E poi dovremmo davvero liberarci dal concetto di volere sempre
"prendere qualcosa" a tutti i costi. Per forza che poi il dottore ti
riempie di cose. Siamo noi a chiedergliele, in un modo o nell'altro.
Omeopatiche o no.
Impariamo a tenerci i nostri piccoli malanni e se non passano da soli
in un tempo ragionevole (o se si aggravano) si va dal dottore.
Impariamo a prenderci più cura di noi stessi, ad avere più fiducia
nelle nostre risorse, sia fisiche che mentali. Impariamo a condurre
una vita sana, a fare del movimento, a non ricorrere all'auto per fare
200 metri.
Ma questi che scrivono che da quando prendono le goccioline di xy a
"scopo preventivo" e "non gli è venuto nemmeno il raffreddore", hanno
per caso anche modificato alimentazione e stile di vita, in
contemporanea? Insomma, io sono domande che mi pongo.
Da settimane sto vivendo in mezzo a influenzati e raffreddati e ancora
sono sana. Senza aver preso goccioline o quant'altro. Ma sono anche
una che si smena chilometri di corsa all'aria aperta tutti i giorni.
Sarà che c'entra, o solo sono fortunata?
>
>Quando vado dal medico io voglio essere curato, non raccontagli i
>fatti miei. Per quello c'è la famiglia, gli amici, il proprio amore. I
>medici e le istituzioni non possono e non devono sostituirle.
Credo che buona parte della "cura" consista proprio nell'ascoltarti e
trattarti da essere umano.
Al