... cioè che la mia attenzione oscilla fra l'una e l'altra cosa, tanto che se io riesco veramente a concentrarmi sul libro "non sento più" il mal di testa. E ciò ha una prova clinica ... la tua strategia nei confronti della gnocca, e poi il contenuto del tuo discorso (le stai parlando di numeri :-)). Ma ecco che, così tutto preso da queste due incombenze -- che tieni a attive oscillando fra l'...
"Davide Pioggia" qf Ascolta, non è un paradosso: se tu avessi veramente capito il big-bang, lo potresti mai riprodurre? Di quanta energia e di quanto non-..." non si misura con lo sfigmomanometro e neppure con la risonanza magnetica. Sappiamo anzi che nessuno è veramente in grado di conoscere -- e quindi di giudicare in maniera assolutamente affidabile -- tale dimensione. In ...
qf ha scritto: Ascolta, non è un paradosso: se tu avessi veramente capito il big-bang, lo potresti mai riprodurre? Di quanta energia e di quanto non-tempo avresti bisogno? Ma sapresti riprodurre anche solo un quark (tu sai cos'è, io no :-)) o un mezz'etto di materia oscura avendo capito cos'è? Queste considerazioni hanno senso se tu - cartesianamente - pensi alla psiche come ...
... che si candida all'ottenimento del riconoscimento di dispostivo cosciente e intelligente. No, io dicevo che noi non sappiamo dove cominciare per *realizzare* uin tale dispositivo candidato. Se avessimo veramente capito "come funziona", se - ad esempio - fossimo convinti che un certo "rientro", fatto in un certo modo, in certi circuiti neuronali, è quello che fa scoccare la scintilla della...
...) la sapresti riprodurre avendo a disposizione abbastanza tempo ed energia (ma non è questo il caso della mente: non sappiamo proprio da dove cominciare). Ascolta, non è un paradosso: se tu avessi veramente capito il big-bang, lo potresti mai riprodurre? Di quanta energia e di quanto non-tempo avresti bisogno? Ma sapresti riprodurre anche solo un quark (tu sai cos'è, io no :-)) o un ...
... riprodurre. Sei sicuro che basta capire una cosa per riprodurla? (Ammesso di averla capita, ovviamente) D'altra parte il giorno in cui lo sapremo riprodurre ci sarà pur sempre chi dirà che «là dentro non c'è veramente una coscienza», come se questa cosa non la si potesse dire di "chi"unque. Un alibi interessante, ma anche troppo facile e un po' abusato. Saluti. qf
.... Stai descrivendo delle interfacce funzionali, anche se mi resta aperta la domanda: in che modo si strutturano come tali? Con l'esperienza? Neanche per idea. Impossibile per una tabula veramente rasa assumere qualunque forma e poi anche "capirsi", in aggiunta! Se mi parli invece di esperienza filogenetica posso capirti, anche se mi sarebbe difficile seguirti sulla logica darwiniana, che...
... ha fatto o detto? Ha forse definito l'unità ? Ma il punto è se la definizione concettuale della "unità " - cioè, di ciò che chiami "unità " - sia concettualmente necessaria alla introduzione dei numeri. Il punto, allora, è - al solito - la relazione tra l'"unità " ed il numero "1". *Unità * è tutto ciò che noi delimitiamo id-entificandolo. E questo lo facciamo -- come ogni vivente ...